Lo scrittore che sarei. O la solita storia della volpe e dell'uva.

C'ho pensato qualche volta, e scommetto che ci pensano spesso anche tanti altri matti che come me si sono messi in testa di fare lo scrittore. Non solo gli emergenti, ma anche quelli già di successo e che pubblicano regolarmente: cosa penseranno di me, un domani, quelli che leggeranno le cose che scrivo oggi?

Non c'è bisogno di diventare per forza famosi! Se anche tra cent'anni i miei libri non saranno in libreria, su Internet o in chissà che diavoleria si saranno inventati, avrò sempre figli, nipoti e pronipoti che finiranno per mettere le mani su qualche cosa che ho scritto. C'è sempre un momento in cui si tirano le somme e un autore - anche il più sfigato - è stato quello che è stato e ha scritto quello che ha scritto. È una cosa che vale un po' in tutti i campi, ma in un settore creativo come la letteratura forse ha ancora più importanza. Cosa leggerà la gente, di mio, e che tipo di persona s'immaginerà?

Questo forse non lo saprò mai. Posso però confrontarmi con gli autori del passato, e dire in chi mi riconosco e a chi vorrei o non vorrei assomigliare maggiormente.

Ernest Hemingway. Un po' il sogno di ogni scemo che vuole fare lo scrittore, no? Chissà perché, ma appena si parla di aver scritto un capolavoro, qualcuno se ne esce con una frase tipo come Hemingway, novello Hemingway o futuro Hemingway. Pensando però alla fine che ha fatto il povero sig. Hemingway, lascio volentieri a qualche altro emergente la possibilità di imitarlo.

Oscar Wilde. Ecco, finire in galera per atti contro la morale non suona troppo male, al giorno d'oggi. Ma a ben vedere direi che passo anche qui.

H.P.Lovercraft. A parte che come si chiamava questo non se lo ricordava bene manco la madre, e a parte che secondo me non è mai stato famoso e l'hanno tirato fuori solo per vendere il gioco di ruolo... insomma io preferisco restare uno scrittore anonimo ma almeno non diventare completamente pazzo (non più di quanto non sono già, intendo).

Dante Alighieri. A lui si deve il primo esempio di trilogia in cui il primo libro è fichissimo, e gli altri due sono una palla. Non ci tengo proprio, grazie.

Giulio Verne. Questo è già meglio: anche lui ci ha messo una vita a farsi pubblicare (il primo romanzo è uscito che aveva 35 anni, ma scriveva da molto prima), ed effettivamente è uno degli autori che più mi ha influenzato. Però, a pensarci bene, ha scritto sessantadue romanzi ma la gente se ne ricorda (quando va bene) tre. Io voglio scrivere solo romanzi degni di essere ricordati (per cui già ho sforato di quattro ^^), perciò saluti anche a Verne. A lui e ai suoi libri sfigati che non legge nessuno.

Arthur Conan Doyle. Mi sembra quasi di sentirlo gridare, dall'aldilà: io non ho scritto solo Sherlock Holmes. Diglielo anche tu, diglielo! Eh, io gliel'ho detto (credo che ce l'abbia con voi), ma gli altri romanzi di Doyle stanno a 1 euro sulle bancarelle raccolti in 2 volumi di cui anch'io ho solo il secondo (pareva quello meno noioso). A cosa vuoi che serva provare per l'ennesima volta a smerciarli?

Asimov, Dick, Orwell e gli altri autori di fantascienza classici. A parte che scrivono libri pallosissimi. In realtà a essere come loro ci ho già provato, ma ho visto subito che non era aria e sono passato direttamente dalle astronavi ai gatti randagi...

Insomma potrei andare aventi all'infinito, ma pare proprio che tra gli autori del passato non ci sia nessuno da imitare, o che mi assomigli, o in cui mi riconosco particolarmente. Però, a pensarci bene... se divento famoso entro 4 anni, non mi sparo, non vado in galera, pubblico più di 3 libri e scrivo anche qualcosa di divertente li ho fregati proprio tutti quei quattro babbei di scrittori vecchi e noiosi, che ormai nessuno si fila più. Ho ragione o sbaglio?

Simone

17 commenti:

Gloutchov ha detto...

Sii te stesso. Ci sarà un "De Santis" del futuro ad appiopparti qualche somiglianza stilistica con i classici!! :D

Anonimo ha detto...

La frase su Dante è geniale, messo a posto in tre righe! XD
Cmq, appena ti rivedo Simo', ricordami di ammazzarti per aver detto che Dick e Orwell sono pallosissimi. ^^
P.S. Ma è possibile che il nome di Lovecraft non lo azzecca mai nessuno? ^^
Heian

Angra ha detto...

Umberto Eco ha scritto due paginette divertentissime sui rischi che corre uno scrittore famoso dopo la morte, e cioé il vedersi pubblicare TUTTO quello che ha scritto, da quello che aveva scartato ritenendolo brutto fino alle lettere d'amore private e ai verbali delle riunioni di condominio. Tutte cose non scritte per essere pubblicate, e da cui lo scrittore famoso esce immancabilmente con una figura da coglione :))

Simone ha detto...

Glutchov: sí appunto me stesso. Che sfiga! ^^

Heian: ma hai imparato come si posta? Lovecraft diciamo che l´ho scritto male di proposito, anche se non é vero.

Angra: io so giá che verró funestato in eterno dalle cose che ho scritto su questo blog. Peró diranno tutti che i miei post sono interessantissimi, per cui va bene anche cosí.

Simone

Shadowman ha detto...

ah però...tanta voglia di imitare?? ebbravo...funestato? ok vado e chiudo il blog...e io che stavo cominciando a scrivere una sorta di fiaba con tanto di morale unendo i personaggi nati sul mio blog con i miei amici (e là già mi linceranno...figuuuurati...!)

riccardo gavioso ha detto...

ormai ne sono convinto:

" esordirò postumo con grandissimo successo "

Simone ha detto...

Shadow: ma ci sono anch'io tra i personaggi? Guarda che poi do il tuo nome a un gatto eh! ^^

Riccardo: no dai speriamo di combinare qualcosa anche prima... ^^

Simone

Shadowman ha detto...

Beh, vediamo, tanto stavolta io scrivo e la storia si forma in testa...non come al solito, che scrivo tutto in testa e poi non ho un secondo per metterlo giù e scrivo davvero un capitolo ogni 100 anni mentre i personaggi si rompono le scatole di stare lì fermi...!

riccardo gavioso ha detto...

intendevi il testamento? ...quello di solito lo pubblicano :):):)

in effetti il commento suul'Alighieri è fantastico!

Raffaele Abbate ha detto...

ma scusa Love craft non era quello dei formaggini?
Craft cose buone dal mondo

aggiungerei Manzoni ...
un unico romanzo palloso all'ennesima ed fu costretto a cambiarlo tutto
perché la casa editrice era finanziato dalla Curia di Milano

della versione originale ho trovato alcuni frammenti
qualche volta li pubblicherà sul blog

Raffaele Abbate ha detto...

fatti due risate

http://mianonnaincarriola.splinder.com/post/13222034/Una+versione+alternativa+de+%22I

Simone ha detto...

Shadow: bravo prima pensa e poi scrivi. L'idea in fondo é proprio quella, no? ^^

Riccardo: la battuta su Dante ce l'avevo pronta da una vita, finalmente ho potuto usarla ^^

Raffaele: cavolo il Manzoni me lo sono scordato! E adesso? Meno male che ci hai pensato tu... ^^

Simone

keypaxx ha detto...

Non ho mai amato gli accostamenti.
Qualcuno mi ha paragonato a King, altri a Clancy, altri ancora a Camilleri.. un bel minestrone.
Io penso solo a scrivere quello che sento. Il resto sono accostamenti talmente diversi da risultare in parte graditi ed in parte assurdi..
;)

Shadowman ha detto...

don raffaele abbate, non mi offenda il caro lovecraft! simo, è normale che penso e poi scrivo, mi fai scemo fino a sto punto? cioè, vedendomi tra qualche ora per quanto sarò ubriaco probabilmente mi scambieresti per scemo si...ma comunque via...!

Raffaele Abbate ha detto...

@ shadow
ovviamente su lovecraft cose folli dal mondo scherzavo ...

scrivo noir non posso non amare il pazzo e quel grazioso "animaletto"
di Cthulhu

ovviamente se sconsiglia la lettura dopo una abbondante cena

se non si vuole passare una notte insonne

Shadowman ha detto...

eh io quando sto a leggerlo lo "assumo" dopo ogni orario...c'ho ancora da finire il cofanettone di 5 volumi...!

dactylium ha detto...

Mi pare che qui io sia l'unico lettore (emergente?) fra tanti scrittori emergenti (e qualcuno è già a galla).

Detto senza alcuna ironia (mi sembra doveroso sottolinearlo visto che comunichiamo scrivendo) trovo incredibile che alcuni di voi riscontrino tante difficoltà a farsi pubblicare.
Perché dico questo? Semplicemente perché in questo post e relativi commenti ho letto alcune delle affermazioni più sagaci e intellegenti che abbia incontrato altrove negli ultimi anni.

Va be', caro Navarra, almeno ti auguro di non diventare come D'Annunzio. In futuro i tuoi libri potrebbero anche essere materia di studio, ma gli studenti ti ricorderebbero inevitabilmente per altri motivi. ^^

Ciao, dacty