Come diventare uno scrittore talmente qualunquista da essere famoso.

Ve l'avevo promesso, per cui eccovi l'analisi di questo tipo di approccio alla scrittura che potrebbe rendervi stimato e adorato da nutrite folle di lettori.

Simile allo scrittore lamentoso (di cui in fin dei conti è una sorta di versione avanzata) la caratteristica principale del qualunquista è che non lo sentirete mai e poi mai dire ciò che pensa realmente o raccontare qualcosa che trova davvero interessante. Lo scrittore qualunquista infatti si specializza solo e soltanto nel ripetere affermazioni comunemente accettate e opinioni condivise dalla maggioranza dei suoi probabili lettori.

Un modo sicuro per piacere (se lo pensano tutti si vede che è vero, no?) per tirarsi fuori dalle critiche (se lo pensano tutti mica è colpa mia, no?) e per non doversi mai giustificare anche nel caso in cui si venga brutalmente smentiti (se lo pensavano tutti io che ci potevo fare?).

Il qualunquismo letterario ha inoltre ottime applicazioni nella comicità televisiva (e nei libri che ne derivano) nei blog come il mio che cerco di arruffianarmi altri scrittori sfigati come me e nel cinema cosiddetto di denuncia sociale: hai visto? Le multinazionali vendono il tabacco per ricavarne dei soldi... ma chi l'avrebbe mai detto?

Vediamo allora qualche trucchetto per trasformarci in uno scrittore qualunquista perfetto e destinato al successo:

Prendetevela con le istituzioni: ma attenzione, guai a schierarvi in maniera discorde dall'opinione comune del momento! Il qualunquismo si attua infatti con una critica severa e continua a qualsiasi gruppo, classe, partito, ideologia, etnia o religione presenti un punto di vista discorde da quello più comunemente accettato.

Il fatto che idee diverse possano suonare sensate o addirittura accettabili non deve influenzarvi: se la maggioranza la pensa in un certo modo tutti gli altri hanno sicuramente torto, e stare dalla parte del torto è sbagliato.

Scandalizzatevi con facilità: se qualcuno dice un'opinione diversa dalla vostra (o un'opinione semplicemente diversa, che fa lo stesso) dichiaratevi stupiti e sconvolti e dategli del retrogrado sorpassato e ignorante qualsiasi cosa abbia detto (anche cose all'avanguardia del tipo: mettiamo gli orinatoi WiFi nei bagni pubblici).

Il succo del discorso deve essere sempre che se la gente non si ostinasse ad avere idee che si discostano dal luogo comune la società funzionerebbe meglio... che poi in effetti è anche vero.

Prendetevela con qualsiasi cosa anche in senso non politico: a differenza dello scrittore lamentoso, che in effetti indicava comunque un problema oggettivo (seppur inconsistente), come qualunquisti dovrete affinare la tecnica di sparlare di tutto senza però dire niente di concreto. Lo so che è difficilissimo, è per questo che io ho studiato! Vi faccio qualche esempio:

I medici sono tutti uguali. I politici dicono tutti le stesse cose. I libri di oggi non valgono più niente. Vale sempre il classico: non ci sono più i - inserire quello che vi pare - di una volta e l'intramontabile: non esistono più le mezze stagioni.

Non schieratevi mai in qualcosa che non rifletta l'opinione della maggioranza: non potete dichiararvi tifosi di una particolare squadra (che di per sé vi renderebbe membri di un gruppo specifico) ma potrete dire: non c'è più il calcio di una volta, e io seguo solo la Nazionale. Ancora, inutile che perdiate tempo a leggere libri o a vedere i film, ma dite la vostra direttamente in base alle recensioni che trovate su Internet.

Mai proporre soluzioni alternative: se poi non funzionano la gente se la prende con voi! Criticate tutto in maniera generica e non mettetevi mai in testa l'idea di risolvere qualche problema. E se qualcuno vi fa notare questo vostro atteggiamento tirate fuori qualcosa che non c'entrava niente:

Voi: i problemi del terzo mondo non vengono risolti perché non gliene frega niente a nessuno (ottima frase qualunquissima e verissima).

Oppositore: be', dovremmo iniziare a fare qualcosa per i problemi del terzo mondo, allora! (Attenti che vi sta fregando: potrebbe essere un prete travestito oppure un comunista che sta cercando di carpire la vostra opinione!)

Voi: eh, certo! Ma non ci sono solo i problemi del terzo mondo. Anche qui da noi c'è un sacco di gente che sta male (altra frase eccezionale, bravi!)

Oppositore: sì, ma che pupazzo c'entrava? Stavamo parlando di come risolvere i problemi del terzo mondo e tu hai cambiato argomento...

Voi: eh! Dei problemi del terzo mondo non gliene frega niente a nessuno.

Continuate finché l'oppositore non si stanca e non desiste, e poi commentate con queste parole: ecco, quando si parla di certe cose non si arriva mai a nessuna soluzione.

Se vi trovate in un campo minato (un argomento in bilico tra da due schieramenti altrettanto forti) tergiversate: come dire la vostra opinione quando il rischio è che metà dei vostri lettori si trovino in disaccordo? Non dicendola, ovviamente: io sono credente, anche se su certe cose sono ateo o ancora: io sono contro qualunque guerra, a meno che non sia davvero necessaria.

Ok, credo di aver detto tutto. Adesso sono curioso di leggere i vostri commenti per scoprire quello che ne pensate. Anche perché le critiche degli altri possono aiutarci moltissimo, scrittori non si nasce ma si diventa e soprattutto è proprio vero che le mezze stagioni non esistono più.

Ah... le care, vecchie, mezze stagioni! Se ne sono andate per sempre, ma il loro ricordo resterà comunque vivo qui in mezzo a noi.

Simone

18 commenti:

abs/prostata/antiblogger ha detto...

Gli orinatoi Wi-Fi meritano un applauso. :D

justfrank ha detto...

La situazione era drammatica di suo, poi c'è stata la catastrofe di beppegrillo.it che ha generato una valanga di commentatori ( e blogger ) qualunquisti.
Però noi maledetti pensatori (?) intellettualoidi e quindi fancazzisti non arretreremo di un metro. No pasaran!

Giuseppe Nicosia ha detto...

Sempre meravigliosi i post di Simone, che, come me, vive la condizione di scrittore "sfigato". W il qualunquismo! :-)

Simone ha detto...

Abs: chi si rivede! Se ci pensi potrebbero mandare le analisi direttamente al tuo medico oppure chiamare la ditta incaricata quando finisce il cosino che pulisce (non so come si chiama). ^^

Justfrank: infatti. Anch'io ci provo a qualunquizzarmi il più possibile, ma ancora i visitatori sono pochini ^^.

Simone

riccardo gavioso ha detto...

«Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.» B. Brecht

molto bravo come sempre!

un saluto wi-fi

Angelo -iosonoetere- ha detto...

In Italia tutti vogliono fare gli scrittori. Siamo un popolo di POETI, santi e navigatori.
Fare i santi richiede troppi sforzi, che poi la chiesa è così arretrata che non si rende conto che la società progredisce.
Fare i navigatori ci vogliono troppi soldi per comprarsi la barca che ormai tutti i soldi sono nelle mani di pochi e solo se sei raccomandato puoi arricchirti.
Allora tutti vogliono fare i poeti e gli scrittori!

Che poi a vedere bene tutti questi aspiranti poeti sono giovani drogati che non hanno voglia di lavorare. Ma poi come dargli torto? Chi ha la gioventù perché dovrebbe sprecarla?

Sono stato abbastanza qualunquista? O devo migliorare? :D

Simone ha detto...

Riccardo: grazie, e bella citazione.

Angelo: uhm... sì, direi che può andare. Ti do un 7 e mezzo ^^.

Simone

Periclitor ha detto...

UN bravo qualunquista per il tuo post ;-)

Alex McNab ha detto...

Hai praticamente appena descritto la nostra classe politica, più che un aspirante scrittore.
E poi fare i qualunquisti solitamente paga.
Hai presente l'imitazione di Veltroni che fa Crozza?
"Sono contrario alla guerra in Iraq, ma anche no".
"Sono favorevole alle coppie di fatto, ma anche no".

Però occhio: anche dire che Veltroni è qualunquista diventa qualunquismo.

Riguardo agli scrittori, ritengo che in romanzieri siano in realtà molto meno qualunquisti della gran massa di saggisti, autobiografi e poeti che ci circonda.
Insomma, un romanzo contiene sempre un'idea, e non può essere troppo qualunquista, altrimenti sa decisamente di scontato.

Gloutchov ha detto...

Sinceramente, dopo aver letto questo post, credo che non esistano più i post di una volta. Non esiste più lo scrittore emergente di una volta, non esistono più i blog di una volta... qui va tutto a scatafascio e la gente che fa? commenta con le solite frasi fatte. Ahh... ovvio, se negli orinatoi ci fosse il wifi, allora, sarebbe tutta un'altra cosa!! :D

Simone ha detto...

Periclitor: un grazie qualunquista al tuo commento! ^^

Alex: su quella cosa degli scrittori ci devo pensare... magari parli di quelli bravi davvero a scrivere, ma chi ha voglia di diventare famoso così?

Gloutchov: il mio ha anche MSN installato ^^.

Simone

SunOfYork ha detto...

un don abbondio bacchettone che si lagna indiscriminatamente di tutto e di tutti e che cerca di compiacere l'opinione popolare?
sarà un bestseller :)

Bruno ha detto...

La posizione di qualunquista ufficiale per questo paese ormai è occupata...

Simone ha detto...

Sunofyork: visto? ^^

Bruno: ecco, buon esercizio! ^^

Simone

pibua ha detto...

Penso che l'importante sia il rispetto degli altri!

(abbastanza qualunquista?)

Complimenti, davvero divertente questo manualetto ;-)

pibua

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Mi fai pensare a certe persone che sono esattamente come le hai descritte tu... Certa gente andrebbe presa a mazzate, altroché, certo però, non tutti sono così, ma bisogna anche dire che non ci sono più le persone di una volta... :D

P.S. Azzeccatissima la citazione di Riccardo Govioso. ^^

Simone ha detto...

Pibua: ecco, segno che il qualunquismo porta anche a conclusioni giuste.

Federico: tutte le persone di cui parlo nei miei blog sono "estratte" da esperienze personali... al punto che il più delle volte sto parlando di me stesso ^^.

Simone

Shaman ha detto...

Questo post mi ha ricordato un vecchio film, "Nata ieri", dove Don Johnson insegna a Melanie Griffith le poche regole necessarie per riuscire a districarsi nei discorsi delle feste tra gente "intellettuale".