Come creare dei personaggi interessanti (o dire almeno di averci provato).

E insomma, siamo partiti col dire che i protagonisti della nostra storia hanno un ruolo importante nella riuscita di un romanzo (e vale anche per i racconti, credo), per poi analizzare un po' di errori che si possono commettere nella loro ideazione e che mi sono inventato di sana pianta apposta per voi.

Adesso non resta altro da fare che inventarmi anche qualche consiglio, così da concludere in maniera (si spera) costruttiva questa serie di post. Eccoci allora arrivati al dunque:

COME CREARE DEI PERSONAGGI INTERESSANTI

Pensateci prima due volte: il protagonista della vostra storia va dal medico, e il dottore è un signore di mezza età ben educato vestito in camice bianco e condito da tutti gli stereotipi del caso. Ok, non è che il dottore non possa essere così come l'ho descritto, ma se vi fermate un minimo a riflettere sul personaggio potreste trovare qualche idea migliore e - si spera - più interessante.

Tanto per fare un esempio, il nostro personaggio principale potrebbe andare dal medico per ritrovarsi alle prese con un ignorantone cattivissimo che si è laureato picchiando i professori che non gli davano 30 agli esami. Forse ancora non ci siamo, ma almeno è già un'idea.

Sottolineate le caratteristiche dei personaggi: la vostra protagonista femminile è molto ansiosa, però si vergogna di darlo a vedere (ah, chissà cosa penseranno di me se scoprono che sono ansiosa... sarà la fine!) e insomma nessuno se ne accorge mai. Bene, e come fanno i lettori a capire questa cosa? Dovete fare in modo che dalla storia trapelino degli indizi sul carattere di questo personaggio, anche se in maniera non evidente (abbiamo detto che gli altri personaggi non se ne accorgono, no?) Durante una conversazione la nostra protagonista potrebbe stringere inconsciamente le mani, impallidire, sudare freddo... insomma chi legge deve poter capire cosa le passa per la mente!

Ancora, potremmo avere un personaggio che dovrebbe essere antipatico. E allora ditelo anche ai lettori! Ma non scrivete: personaggio tale è antipatico, che fa schifo al cappero! Fate vedere che ha un brutto carattere: descrivetelo intento a maltrattare qualcuno, oppure fate che quando lo invitano a una festa non risponde nemmeno... insomma, sottolineate le caratteristiche peculiari dei vostri protagonisti, così i lettori si ricorderanno di loro (e magari anche del vostro libro).

Differenziate fisicamente i personaggi: col libro dei gatti è stato facile. C'è il gatto rosso, il gatto nero, il cucciolo, la gattina grigia... insomma c'era una grossa varietà di caratteristiche visive da poter evidenziare. Ma la cosa vale anche per le persone! Può esserci qualcuno grasso, qualcuno alto, qualcuno secco, qualcuno capellone... non esagerate su questo punto perché rischiate di creare dei protagonisti un po' troppo sopra le righe (a meno che non sia la vostra intenzione) ma sottolineando anche un piccolo dettaglio potrete fare in modo che un lettore si ricordi di un personaggio e lo riconosca subito.

Studiate il linguaggio dei personaggi: questo è molto difficile per un autore alle prime armi, perché il dialogo è un aspetto della scrittura già di per sé complicato. Però l'idea di scrivere un libro è anche quella di dimostrare le nostre capacità, o sbaglio? Uno dei protagonisti potrebbe allora usare espressioni dialettali, un altro potrebbe utilizzare spesso una determinata espressione, qualcuno dirà molte parolacce mentre un altro ancora darà a tutti del lei dimostrando di essere particolarmente freddo o educato.

Se caratterizzate bene il linguaggio dei protagonisti, il lettore riuscirà a immaginarseli meglio e allo stesso tempo capirà chi sta parlando senza che dobbiate necessariamente specificarlo nella narrazione. Se per esempio avete letto uno dei libri di Primo Mazzini (magari qualcuno leggerà questo post tra 20 o 30 anni, chi può dirlo?) sapete già che Mazzini usa spesso l'espressione che problema c'è mentre l'ingegner Verne parla in dialetto mangiandosi le finali dei verbi. Ovvio che in questo modo il lettore capisce subito chi sta parlando in un determinato momento, e il testo è più fluido.

Costruite una storia per ogni personaggio: se ogni protagonista possiede una sua trama, anche se nel corso del romanzo non verrà necessariamente raccontata in maniera estesa, riuscirete a immaginarlo meglio e allo stesso tempo saprete come farlo comportare in maniera coerente in tutte le situazioni. Se poi fate bene il vostro lavoro, al lettore parrà ovvio che ci sia un motivo particolare dietro certi comportamenti e sarà invogliato a proseguire nella lettura per scoprire come stanno le cose.

E va bene, non mi viene in mente proprio nient'altro (fermo restando che l'argomento è tutt'altro che esaurito). A questo punto non resta che mettersi al lavoro, impegnarsi come si deve o sperare almeno in un bel colpo di fortuna così da riuscire a creare dei personaggi meravigliosi che sì inseriscano magistralmente nella nostra magnifica opera letteraria che poi (conviene sempre specificarlo) non pubblicherà ugualmente nessuno.

Se non altro, potremo continuare a dare la colpa agli editori.

Simone

NOTA: il tizio nell'immagine dovrebbe essere Tom Sawyer, ed è l'immagine di un personaggio interessante più interessante che ho trovato.

9 commenti:

Gloutchov ha detto...

Ottime indicazioni. Di solito io "costruisco" i personaggi piano piano, facendoli entrare nella storia, in modo che il lettore li conosca sempre meglio... un po' come accade nella vita reale. :)

Ma, per la foto, hai cercato "personaggio interessante" o Tom Sawyer? ^_^

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Concordo con Glauco, anche io faccio così - talvolta approfondisco con vere e proprie schede su personaggi e luoghi.
Sono del parere che esagerare con l'affibbiare caratteristiche peculari ai personaggi porta a un realismo sempre minore. Ognuno di noi è una persona speciale, sì, ma non abbiamo tutti modi di parlare diversissimi, o caratteristiche fisiche straordinarie. Quindi, bisogna saperci fare, colla creazione di personaggi credibili! Infatti hai ragione, è un discorso ampio, come quello dei dialoghi (che fanno parte della caratterizzazione dei personaggi).

Alex McNab ha detto...

Ottimi suggerimenti come sempre.
Di nuovo sottolinei (e fai bene) il fatto di non dover stereotipare i personaggi, ma di differenziarli l'uno dall'altro.
Ad esempio sto leggendo un libro in cui il protagonista incontra uno psicologo ben poco intuitivo e con scarsa cultura di base. Un'ottima caratterizzazione rispetto agli standard...

Anche il fatto di dover costruire una storia per ciascun protagonista è un buon suggerimento. Aggiungerei però di essere dinamici e accattivanti nel narrarla, non barbosi e biografici.

Altra cosa giusta: mai dire "Freddy Kruger è un tipaccio antipatico e cattivo", bensì far capire attraverso le sue azioni perchè lo è.

Insomma, oltre a incensarti non ho detto molto altro ^_^

Simone ha detto...

Glauco: ho cercato "personaggio" su Wikipedia.

Federico: dipende anche dal genere, io per dire quando voglio essere divertente sottolineo molto i tratti dei personaggi.

Ancora, è vero che siamo un po' tutti uguali, però avrai di sicuro anche tu l'amico secchione, l'amico tirchio, l'amico che si lamenta sempre, l'amico che fa sempre casini... alla fine identifichiamo le persone anche con i loro difetti, per quanto minori.

Alex: qualcosa mi pare che hai aggiunto... e uno che ti dà ragione fa sempre piacere ^^.

Simone

Andrea ha detto...

I consigli sopra citati, a prima vista, semrerebbero abbastamza scontati e superficiali (come in effetti è in parte) tuttavia è sempre difficile trovare l'originalità nei personaggi e, come ho detto in qualche altro post del genere si rischia di scadere nel banale o nel ridicolo. Quindi è meglio precisare, a parer mio, che ogni personaggio debba avere SOLO QUALCHE e LIEVE caratteristica singolare.
Ad esempio: Tizio era basso ma non troppo, grasso ma non piu' di tanto, simpatico ma non troppo...purtroppo gli capitava di balbettare quando messo alle corde. (sa piu' di qualunquismo ma comunque..xD il tutto era per la descrizione finale :D). Ecco se il personaggio balbetta (caratteristica non dico insolita ma non troppo comune) e solo in alcune situazioni (come quando "messo alle corde") allora forse risulterà piu' credibile...ma un personaggio che balbetta in modo incomprensibile è uno scemo e il lettore INFASTIDITO DAL NON CAPI-PI-RE NUL-LA SMET-TERA' D-DI LEGG-GERE.
Ciao ^^

Adya ha detto...

Ho passato la serata leggendo le tue indicazioni su "Come scrivere un libro".
Premesso che non sapevo della tua esistenza, se scrivi i tuoi libri come questo blog, vale la pena di spendere quindici euro per una copia.
Perché non costano di più, neh? u.u

Bruno ha detto...

Darei ragione, in parte, con chi dice che non bisogna esagerare nelle caratterizzazioni. Fanno molto macchietta, stereotipo. Ma le persone "esagerate" esistono e possono quindi esserci anche nei libri.
Per i protagonisti principali, se necessaria e plausibile, una caratterizzazione estrema credo ci possa tranquillamente stare. Che vada di pari passo con una costruzione accurata del personaggio, ovviamente.

Simone ha detto...

Andrea: be' sì certe cose sono ovvie, come del resto un corso di scrittura non è necessario per iniziare a scrivere. La mia speranza è che anche quando non dico niente di rivoluzionario (a volte capita) i post siano comunque interessanti.

In Primo Mazzini c'è un personaggio che ripete le parole («Certo!» esclamò. «Certo certo certo certo») e uno che balbetta («Buo-buo-buo-buongiorno dottor Mazzini»). Il momento in cui si incontrano è piuttosto divertente.

Adya: grazie davvero! Il romanzo che sto scrivendo segue un po' lo stile del blog, per cui... speriamo bene! ^^

Bruno: secondo me dipende dal genere e dallo stile dell'autore. Per dirne una, le serie comiche sono zeppe di personaggi assurdi (vedi Scrubs o i Simpson) mentre in altre serie i protagonisti sono tutti "normali" con semplici differenze caratteriali.

Poi credo che questa cosa debba far parte della nostra scrittura: qualcuno di noi tenderà a caricare i protagonisti mentre altri li caratterizzeranno in maniera più leggera.

Simone

miriam ha detto...

Secondo me qualche volta bisogno esagerare con il personaggio, farne una caricatura, se vuoi che lo stesso non sia credibil al lettore (nel senso che si vede molto bene la diff con il protagonista). Altre volte mi capita che il mio protagonista non abbia nenache un nome, o una fisicità particolare, magari perchè il messaggio è ciò che mi interessa e l'attore non è così importante (parlo così perchè al momento uso scrivere piccoli racconti). Una volta mi è successo che mi innamorassi di un mio personaggio (un po' "cattivo") anti-eroe, ma che mi sia incasinata con la trama..sigh.sigh..
Miriam