La teoria del controllo: come non essere uno scrittore del caso.

Quella che mi appresto a illustrarvi è una sorta di teoria della quale io stesso non sono necessariamente convinto, ma che dall'alto alto alto della mia esperienza di autore (5 libri finiti + 2 in progress e tutti non pubblicati!) mi sembra il caso di approfondire.

Insomma il titolo lo avrete già letto, ma che cosa ho in mente? In sostanza, vorrei farvi riflettere su quanto sia importante avere coscienza del nostro lavoro, conoscere i nostri strumenti letterari e progettare il nostro romanzo al punto da raggiungere un totale controllo su ciò che ci accingiamo a scrivere. Più siamo in grado di controllare le varie componenti della scrittura, e maggiormente avremo la capacità di scrivere un romanzo di alto livello.

Però attenzione: il successo editoriale non ha niente a che vedere con la qualità di quello che scrivete. O meglio, questa qualità sarebbe meglio che ci fosse, ma le regole che... regolano (non mi veniva un altro verbo) il funzionamento commerciale di un prodotto editoriale tengono conto di ben altri fattori... e anche un bel po' di fortuna sfacciata. Altrimenti, scusate, se bastasse scrivere bene io sarei già un autore famoso, no? Come dite? Che volpe? Che uva? Non vi capisco proprio ^^.

E vabbe' del successo editoriale parliamo più avanti (magari quando avrò qualcosa da dire ^^) mentre adesso piuttosto che ripetere il titolo del post scrivo:

COME ESSERE UN GRANDE SCRITTORE CONTROLLANDO TUTTO CIO' CHE SCRIVETE

Il genere: se decidete di seguire un determinato genere letterario, mi aspetto che come minimo sappiate in cosa vi state andando a impelagare. Dei generi letterari parleremo più avanti (forse), ma è importante capire che ognuno ha le sue regole che possono anche essere ignorate, ma sempre con cognizione di causa. Cioè, un horror che poi si risolve senza ricorrere a scene di paura, morte, violenza, omicidio, sangue, mostri e puttanate varie non so che effetto possa avere sugli appassionati del genere. Ancora, un giallo che inizia presentandoci l'assassino può essere un'ottima idea (tutte le puntate del tenente Colombo sono così, o almeno quelle che ho visto io) però insomma dovete saper controllare le conseguenze di quello che scrivete.

L'ambientazione: dove si svolge la vostra storia? Conoscete i posti che andate a descrivere (se sono reali) oppure avete ideato luoghi e situazioni interessanti e realistici nel caso di ambientazioni di fantasia? Se descrivete i vari ambienti con la prima immagine che vi viene in mente al momento della scrittura il risultato sarà bruttino, per il semplice fatto che la realtà di un qualsiasi luogo esistente è milioni di volte più complessa di quello che può venirvi in mente in cinque minuti. I vostri ambienti saranno sciatti, e i lettori lo noteranno.

NOTA: lo so che questi primi due punti sono banalissimi (proverò a rifarmi con quelli che seguono), ma che ci posso fare se poi i libri degli aspiranti scrittori sono comunque pieni di questi errori?

La forma del testo: prima o terza persona? Tempo presente, passato, futuro, trapassato prossimo, subgiuntivo più che perfetto (non so se esiste davvero in Italiano, eh)? Il lettore sa tutto di tutti, sa qualcosa di qualcuno o magari non sa niente di nessuno e il libro è un malloppo di pagine vuote (comodo per scrivere tanti romanzi in poco tempo ^^). Ovviamente ognuna di queste scelte cambierà radicalmente il risultato finale. Non dico che ci sia necessariamente un meglio o un peggio (anche se immagino che sia così) ma un bravo scrittore dovrebbe sapere che cosa comporta una determinata decisione prima di ritrovarsi di fronte a un testo finito che magari non lo soddisfa.

Il titolo: sebbene la sua importanza sia risibile (tanto se vi pubblicano un romanzo l'editore si impegnerà per trovare un titolo che a voi non piace) saper dare un nome a una storia equivale a saperla analizzare nella sua interezza e ad avere le idee chiare su quello che vogliamo che il lettore si aspetti da noi. Questo non vale per i romanzi fantasy, i cui titoli seguono regole ben precise che penso di spiegarvi in futuro.

I personaggi: se non studiate i vostri personaggi a dovere, vi ritroverete a parlare di voi stessi che incontrate degli stereotipi e che poi fate la conoscenza di qualche tizio uscito dall'ultimo film che avete visto. Ma di questo abbiamo già parlato da poco, per cui se vi interessa sfogliatevi gli ultimi post. Non metto il link perché sono pigro ^^.

L'idea: di che parlerà il vostro libro? Quali argomenti verranno affrontati, e qual è il messaggio che volete trasmettere (sempre che ne vogliate trasmettere uno)? Qui il difficile non è tanto avere l'idea in sé, visto che come creativi di idee dovreste averne anche troppe (vero, no? ^^) La cosa impegnativa è invece saper capire quali idee sono buone e meritevoli di essere sviluppate, quali spunti siano invece da scartare e ancora in che modo inserire il vostro fantomatico punto di vista all'interno della storia che andrete a scrivere.

Lo sviluppo: una tecnica molto in voga nella narrativa moderna è quella che ho deciso di definire come: rovina l'idea di partenza. In sostanza si tratta di partire da uno spunto particolarmente interessante (arrivano gli alieni, attori famosi rapinano una banca o l'innovativo qualcuno fa sesso) per poi andare avanti con qualsiasi stronzata vi viene in mente fino a ritrovarvi cun un film o un libro delle giuste dimensioni richieste dal mercato.

A quel punto incollate un finale standard stile: il buono decide di andare a casa del cattivo e mena/spara/uccide tutti o ancora: lui capisce che ama lei e la raggiunge di corsa alla stazione o tanto per dirne un altro: il mostro non era morto, ma salta su con un rumore pauroso, mangia l'ultima comparsa ancora in vita e poi il protagonista lo ri-uccide con uno stratagemma insensato.

Come penso di aver già detto in passato, sviluppare adeguatamente una buona idea richiede in realtà una grande preparazione e non esiste che vi mettiate lì andando avanti a casaccio. O meglio: potete andare avanti come volete senza sapere che cosa state ottenendo, e magari il caso farà sì che vi ritroviate con un libro interessante da cui alla fine verrà tratto anche un film. Non è certo impossibile, anzi!

Ma resterete sempre il classico scrittore del caso ^^.

Simone

14 commenti:

Gloutchov ha detto...

Bellissimo post, fa riflettere.

Quanto alle ambientazioni, come sai, io tendo a scrivere di luoghi che conosco. Visito le località scatto foto etc etc... cerco di vivere in quella zona per qualche giorno... insomma, scrivo solo di posti in cui vivo o di dove ho passato le vacanze :D
A meno che non invento e, quando invento, mi metto a disegnare, a ricostruire le località e, poi nella narrazione rimango fedele ad esse.

Sulle descrizioni ho scritto un post proprio oggi :D

Sul titolo... quant'è difficile fare un titolo. Però bisogna studiarci sopra parecchio o... usare le prime due parole con cui inizia il primo capitolo :)

Sui personaggi... già sai. Io li cerco per strada. Passo pomeriggi a "studiare" gli estranei... con tanto di foto ritratti :-)

Per concludere... parafrasando una pubblicità della pirelli: La "bravura" è nulla, senza il controllo.

[o.t.]hi..hi..hi.. scusami tanto se ho rovinato la sorpresa con il commento al post precedente. Se vuoi mi autocensuro e lo riscrivo "criptato" :D

Coram ha detto...

Sembra quasi una risposta alla domanda che mi pongo in questo periodo. Come fare a scrivere, a continuare a scrivere, partendo da una (mezza) idea?

Interessanti gli ultimi punti che hai affrontato alla fine del post. Vale a dire: i personaggi, l'idea e lo sviluppo. Soprattutto per i personaggi, devo ammettere di non aver mai perso tanto tempo a pensare, a plasmarli, a dar loro un background ben preciso, e mi sono ritrovato - come hai scritto, appunto ^^ - a parlare di me. Non sempre, però - spesso, ecco.

Stessa cosa più o meno per quanto riguarda l'idea. Questo accade perché personalmente, quando scrivo, tendo a non voler dare al lettore nessun tipo di messaggio. Scrivo per raccontare qualcosa, solo questo.

Post interessante. Utile.


Ciao,

Coram.

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Non riesco ancora a capire se intendi scrivere per vendere o ti prendi semplicemente gioco di film e libri famosi ingiustamente pubblicati XD (mon Dieu, due avverbi di fila).
Riguardo ai generi letterari: già, ci vuole un discorso più approfondito, ché il "problema" è grosso. :D
Riguardo invece ai titoli dei fantasy, so già cos'hai in mente. Sappi che quello che pensi (Cronache di Sempronio, La Spada Magica dello Stregone Dragone Lallallerollerollà) vale solo per:
1. I fantasy di serie B
2. I fantasy pubblicati da editori a cui vendere importava più del contegno intellettuale (ovvero sempre).
Ciao! :D

Xtiana ha detto...

Devo ammettere che il tuo post non fa una grinza. Sarebbe bello averti come moderatore forum o comunque collaboratore della nostra piccola casa editrice web 2.0. Il link è www.pesanervipress.org. Passa a trovarci.

Simone ha detto...

Glauco: non serve, ciao!

Coram: anche il tuo è un metodo di scrittura valido. Io però parto da un'idea, da una sensazione, e ci costruisco attorno una storia oppure è il contrario: ho già la storia, ma ci inserisco dentro il mio punto di vista. Questo mi pare evidente nel racconto che ho messo online qualche giorno addietro.

Federico: il fantasy di serie A si chiama "narrativa fantastica" e in genere non ha un'ambientazione medievaleggiante ^^. Poi ci sono le eccezioni, tipo la storia infinita.

Xtiana: grazie dell'offerta, faccio sicuramente un salto dalle vostre parti!

Simone

Anonimo ha detto...

Sono sempre più convinta che il successo lo avrai con il blog: perché non raccogli tutti questi post per creare un manuale per scrittori emergenti?

Kinsy
www.atelierdiscrittura.splinder.com

Debora ha detto...

Ciao Simone, ho letto metà del tuo blog, l' ho trovato proprio perchè, come hai scritto in un post, sono una di quelle persone che su internet ha digitato "come scrivere un romanzo"...
Mi piacerebbe avere delle nozioni base per poter iniziare a fare un lavoro almeno sufficiente... mi ha colpito il tuo modo di esprimerti, il tuo spirito, la tua bravura...
Ti faccio i complimenti e se avrai voglia potrai venire a trovarmi nel mio space... http://newlifeofdebora.spaces.live.com/
Un bacio e grazie per aver pubblicato le tue idee ;)! Kiissss!

Simone ha detto...

Kinsy: uhm... una cosa tipo "il libro del blog" dici? ^^

Debora: grazie davvero dei complimenti, spero che i mie consigli ti siano utili!

Simone

Anonimo ha detto...

Sì, se ho capito com'è strutturato il libro dei blog... potresti anche postare un assaggino...

Kinsy
www.atelierdiscrittura.splinder.com

Ambasciator non porta pe(n)na ha detto...

C'è un luminoso concetto non adeguatamente valorizzato in questo messaggio: il CONTROLLO TOTALE. Come traduttore e saggista, ho una lunga esperienza editoriale, ma nessuno mi aveva mai permesso di occuparmi in toto della pubblicazione di un libro. con Lulu e simili questo è possibile ed ho potuto curare un volume pensando n prima persona al testo, all'impaginazione, alal copertina (io disegno), al frontespizio, all'ornamentazione con motivi floreali dei singoli capitoli, alla scelta del carattere, ecc... tutte preziosità, tutte attenzioni e pregevolezze che la stampa moderna, così sciatat e piatta, ha dimenticato. Basti guardare ilibri adottati, anche nella mia università, dai colleghi:: sono orridi: con quel loro orribile garamond, orribile perchè, in corpo piccolissimo e antiestetico nel suo contrasto troppo accentuato tra il tondo e il corsivo.

Insomma io credo che la salvezza è in Lulu, quella del libro come oggetto artistico per lo meno. mi si potrà controbattere che ve ne saranno parecchi brutti, ma anche molti belli, quelli brutti si estingueranno come i dinosauri lasciando il posto a quelli belli poiché il cntrollo totale è un'arma a doppio taglio: ridicolizza l'incapace esalta chi invece chi più che capace è

Simone ha detto...

Kinsy: se guardi i vecchi post dello scorso anno, nel libro del blog trovi gli articoli sulla scrittura, le recensioni dei libri che non mi pubblicherebbero e qualche altro post riuscito meglio. Diciamo che l'assaggio è tutto il blog, per come la vedo io ^^.

Ambasciator: sono perfettamente daccordo, anche se Lulu e il print on demand in genere hanno il problema della scarsa visibilità e soprattutto del fatto che nessuno si prende la briga di indicare i libri davvero validi (se ci sono). Speriamo che col tempo le cose migliorino, per il resto quello che dici lo trovo giustissimo.

Simone

Mirtillangela ha detto...

Ciao Simone, contrariamente alla maggioranza dei lettori di questo blog, non sono un'aspirante scrittrice e non ho un'idea editoriale in mente. Solo solo una lettrice e un'amante delle belle storie, meglio se fantasy.

I comsigli che dai sono molto interessanti perchè credo che individuino bene i punti di debolezza o di forza di un libro, su cui casca l'occhio malandrino del lettore pignolo. Come sono io, insomma!!

Buon lavoro e in bocca al lupo!

-mirtilla

Simone ha detto...

Mirtilla: grazie davvero del commento, ciao!

Simone

miriam ha detto...

Il titolo è fondamentale per me per iniziare un racconto breve...peccato che la "cosa" vada per conto suo e io riscriva sempre il titolo ;)
Tranne per le poesie. Per quelle non rieso a dare titolo, ma la gente lo pretende (grr).
Per l'ambiente: ho poca dimestichezza con la descrizione degli ambienti.. Qualche consiglio? Magari un'esercizio per allenarmi..
Per il personaggio: ho scritto di questo nel post dedicato :)
Miriam