Il mastino dei Baskerville.

Il romanzo che non mi pubblicherebbero questa settimana, è uno dei romanzi gialli di maggior successo della serie che ha come protagonista Sherlock Holmes (e l'immancabile dottor Watson), scritta ovviamente da Arthur Conan Doyle. Ma vediamo in dettaglio questo libro, per scoprire i motivi che, se lo scrivessi io, porterebbero alla sua non pubblicazione.

IL MASTINO DEI BASKERVILLE
Arthur Conan Doyle - Oscar Mondadori

La trama: Sherlock holmes e Watson si trovano a indagare su un essere mostruoso (il mastino, appunto) responsabile di una serie di delitti ai danni di una famiglia (i Baskerville, appunto) che abita in qualche posto sperduto in mezzo alla campagna. Io col cacchio che ci andavo... e infatti non ci va manco Sherlock Holmes, mollando il fidato Watson a vedersela brutta tutto da solo.

Recensione: Uscito nel 1902 o giù di lì, questo libro è l'esempio di come una bella storia mantenga il suo fascino anche col passare del tempo. L'idea del romanzo giallo in cui un investigatore geniale indaga su delitti collegati a riti oscuri e forze occulte è tuttora valida e presente in molti film e romanzi moderni, solo che Conan Doyle ci aveva pensato un cent'anni prima degli altri. Un po' come molte produzioni attuali, poi, all'epoca in cui è uscito il romanzo fu accolto molto positivamente perché segnava il ritorno di Sherlock Holmes dopo che l'autore aveva avuto la bella idea di farlo secco nella sua avventura precedente. Della serie, mi ero stufato di scrivere certe cose, ma visto che ho finito i soldi... ^^

Perché non me lo pubblicherebbero: Il romanzo rappresenta tutto quello che interessa realmente a un editore, nel senso che la gente vuole comprarlo ancora prima che venga stampato o addirittura scritto. Il problema, è che in un libro lungo appena 190 pagine, il protagonista sparisce a pagina 56 per farsi rivedere solo a pagina 139. In tutto il resto della storia abbiamo Watson da solo che vaga per le campagne a fare non si sa cosa, e che ovviamente finché non torna Holmes non cava un ragno dal buco.

Immaginatevi allora l'editore con gli occhietti piccoli e la bava alla bocca, pronto a vendere milioni di copie con un libro che la gente aspetta da anni, quando un collaboratore gli dice (perché lui ha letto solo le prime tre pagine, ovviamente) che, in più di metà libro, il protagonista della storia non è quello che attrae milioni di lettori, ma il personaggio comprimario di cui non frega niente a nessuno. Eccolo allora buttare giù il vostro bel libro nel tritarifiuti, e voi dalla finestra.

Cosa abbiamo imparato: Se scrivete un romanzo su Sherlock Holmes, assicuratevi che il protagonista sia effettivamente Sherlock Holmes.

Simone

4 commenti:

Federico Taotor ha detto...

A questo punto viene spontanea una riflessione: che il gusto del pubblico sia cambiato? Influenzato da film e videgiochi, o si tratta semplicimente di un cambiamento inspiegabile?

Anonimo ha detto...

Io rimango dell'idea, magari sbagliata (anzi, spero, sbagliata), che quando si è famosi basti la firma per vendere.
Quando non lo si è, non basta neppure il contenuto.
dactylium

Federico Taotor ha detto...

E hai ragione.

Simone ha detto...

Di sicuro la fama aiuta a vendere. Non sono però così rari i casi di chi ha successo grazie a una buona idea e a un libro interessante, senza essere già conosciuto in partenza.

Simone