Il vecchio e il mare.

Forse il più famoso tra i testi di Ernest Hemingway, l'uscita di questo romanzo breve è stata talmente anticipata dai lettori e dalla stampa dell'epoca che il libro ha venduto milioni di copie (almeno a leggere dall'introduzione) in brevissimo tempo. Ovviamente il sig. Hemingway era già famoso da prima, perché se fosse stato un autore emergente... il resto del discorso già lo sapete, andiamo avanti ^^

IL VECCHIO E IL MARE - Mondadori
Ernest Hemingway

La trama: Un vecchio pescatore non prende un pesce da ben ottantaquattro giorni. Il suo unico amico è un ragazzo del villaggio al quale i genitori vietano però di andare a pesca con Santiago (questo il nome del vecchio pescatore) perché a detta loro porta sfiga. Con queste premesse felici si apre l'opera di Hemingway, e prosegue col vecchio che parte per pescare sperando che questa sia la volta buona.

Recensione:Chiariamo che pescare non è il lieto hobby a cui molti saranno abituati, ma un'attività estenuante in cui l'anziano Santiago passa giorni in barca da solo mangiando (crudo) quel poco che tira su con l'artrite e la schiena che gli fa male e il sole che brucia o il freddo che gela. Mentre il protagonista uccide senza pietà orde di squali, delfini, pesci volanti, meduse, pesci-spada e tutto ciò che ha la sfortuna di accostarsi alla sua imbarcazione, l'autore ci descrive in maniera inarrivabile (non per niente si chiama Ernest Hemingway) tutta la sofferenza della vita, la lotta per la sopravvivere e l'estenuante scontro tra l'uomo, le forze della natura e il destino che si accanisce inesorabilmente contro di lui.

Perché non me lo pubblicherebbero: Gli editori vogliono libri d'evasione, allegri, che si leggono in fretta e stancano poco, così la gente se ne compra degli altri. Leggendo Il vecchio e il mare si ha sempre la sensazione che le cose andranno a peggiorare (il che regolarmente accade), e non c'è mai un momento di pausa dalla sofferenza. In poche parole, leggere questo breve romanzo è una tortura raccapricciante dalla prima all'ultima pagina, e ne verrete fuori col magone. Se proprio dovete soffrire così per leggere un libro, tanto vale che leggiate uno dei miei, che per lo meno si scaricano aggratis ^^

Ma non è questo il problema. Il dramma vero, che rende improponibile il romanzo a qualunque editore, è che è infarcito di termini marinareschi non di uso comune. A pagina tre troviamo ad esempio un arditissimo lenze addugliate che condanna al macero l'intera opera: l'editore si vedrà costretto a ricorrere al vocabolario (e mo' che vordì "lenze"?), ma non avendo il dono di tenere a mente due libri allo stesso momento getterà il vostro nella pattumiera e andrà avanti con la lettura del vocabolario stesso, che giudicherà ben scritto ma rivedibile in quanto a trama e personaggi.

Cosa abbiamo imparato: Agli editori non piacciono i libri che usano parole difficili.

Simone

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Divertente questo post! Soprattutto la caricatura (ma lo è davvero?) dell'editore che recensisce il dizionario.

Ho letto anni fa "Il vecchio e il mare" ma non è certo un romanzo che mi abbia lasciato un ricordo positivo. Anche la brevità non ha sopperito alla noia che ne traevo durante la lettura. Però alla fine son gusti. Meglio il dizionario. :-)

Ciao, dactylium

Kinsy ha detto...

E questa è un'altra prova che quando sei già famoso non hai problemi a pubblicare...

Simone ha detto...

Magari un dizionario si pubblica anche piu´ facilmente di un romanzo, chi lo sa... ^^

^Simone

Giò THE CRIMINAL ha detto...

sinceramente è strano che un cultore di romanzi si metta a fare discussioni di economia e di produzione e di editori.
uno che scrive non deve piacere agli occhi altrui. deve dire cose.
non si scrive per far contenti i lettori.
si scrive e basta.
mi meraviglio un po'..

Simone ha detto...

Ciao Giò! Non sono un cultore di romanzi (di solito gli faccio le orecchie mentre li leggo, e poi li regalo che m'impicciano). Mi pare di pensarla come te e di scrivere quello che mi piace, tant'è che finora non m'ha mai pubblicato nessuno.

Comunque sia seguirò il tuo consiglio: non ti farò contento, e continuerò a dire queste cose ^^ tu però torna a trovarmi, che i commenti fanno sempre piacere!

Simone

Anonimo ha detto...

Io sono stata costretta a leggere il vecchio e il mare e nonostante tutti dicono che c'è tutta una filosofia dietro io lo trovo solo un inutile romanzo di un vecchio che parla ai pesci e come un pazzo va a pescare un pesce e ritorna a casa a mani vuote dopo tutta la fatica. tanto valeva che venisse mangiato anche lui dagli squali. avrebbe fatto di sicuro una fine migliore.
Meglio sul serio un dizionario

Anonimo ha detto...

cosa??!!!! quelle ke dite sono tutte cacchiate xkè credo ke 'il vecchio e il mare' sia un capolavoro stupendo... quindi tappativi quelle boccccie da cretini

Simone ha detto...

Anonimo (uno dei due): hai ragione.

Simone

Anonimo ha detto...

kinsy hai straragione...anche se il vacchio e il mare è bel racconto, se pur triste.
cmq bel blog "scrittore emergente"


ciao
tomat

Anonimo ha detto...

INVITO DI PARTECIPAZIONE E PREGHIERA DI DIFFUSIONE:

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE
"Città di Trieste"

Sezioni:

NARRATIVA - presentazione di un’opera completa inedita (romanzo)
TEATRO - presentazione di un monologo teatrale, scrittura comica, etc.
CINEMA - presentazione di un soggetto cinematografico inedito

ASSEGNAZIONE DEL CITTA' DI TRIESTE RICONOSCIMENTO ALLA CARRIERA

SERATA PREMIAZIONE 12 SETTEMBRE 2008 AL CASTELLO DI DUINO

TUTTE LE INFORMAZIONI E IL REGOLAMENTO SU: http://www.ilportaleditrieste.it

Anonimo ha detto...

Ah, Fernanda Pivano!
Nella sua orribile traduzione di "Il vecchio e il mare" Santiago cattura delfini per mangiarli.
Chiunque conosca i delfini sa che sono pesci fortissimi, impossibili da catturare con la lenzetta del nostro "Vecchio", in realtà Hemingway parla di "dolphin", che sono le lampughe (un bellissimo pesce presente anche nel Mediterraneo) e non di "blue dolphin" cioè i delfini.
Ah, l' arroganza della Pivano.

Simone ha detto...

Questa cosa davvero non la sapevo, grazie!

Simone

Anonimo ha detto...

appena finito di leggerlo ho subito cercato informazioni su internet sui delfini di cui parla la traduzione che non solo sono facili da tirare su senza un minimo di combattimento e a mano, sono dorati e hanno le branchie (:O?), poi io vado a pesca da circa 20 anni e, che io sappia, i delfini sono alquanto difficili da prendere all'amo e per nulla gustosi da mangiare.. Le lampughe sono invece perfettamente corrispondenti alla descrizione. Grazie