Quanto ci vuole a scrivere un romanzo?

Tanto per cambiare, vi ho appena posto una domanda di cui neanch'io conosco la risposta.

Che ne so io di quanto ci mette uno scrittore medio a realizzare un romanzo? Io conosco solo i miei libri e quelli scritti da qualche mio amico emergente (che però non mi ha mai detto quanto ci ha messo a scriverli), per cui la mia esperienza è piuttosto limitata.

Di certo non deve esserci una regola: ci sono autori lenti e autori veloci, gente che in tre mesi ti tira fuori un mattone di 600 pagine (almeno a vedere la produzione di certi scrittori famosi) e altri che per buttare giù un librettino ino ino ci mettono una vita.

Come sempre, vi erudirò sulla mia esperienza personale confessando pubblicamente quanto ho impiegato a realizzare i miei lavori, e poi di queste informazioni fatene pure quello che volete.

Partiamo dagli inizi, arrivando a mano a mano fino ai lavori più recenti:

Il Cubo (1992 o giù di lì): si tratta di un racconto di poche pagine, che ho scritto nel corso di una sera per poi riscrivere nell'arco di una seconda nottata. Direi una decina di ore in totale, e con questo ho vinto anche un piccolo premio (il mio maggiore successo editoriale ^^). Insomma niente male, no?

La Catena (1995 circa): anche qui poche pagine, e anche qui avrò impiegato un paio di giorni con la sola differenza che con questo non ho vinto un cazzo (anche se è stato pubblicato in una raccolta dell'assoziazione Soqquadro). Bello scrivere solo raccontini, eh?

La sindrome di Reinegarth (1997-98, credo): qui siamo sulle 80 pagine, e a scriverlo ci ho messo un'estate. Poi l'ho riveduto e corretto in seguito, per un totale di 4-5 mesi di lavoro. Qualcuno si chiederà: perché a scrivere 5 pagine ci vuole mezza giornata, e a scriverne 80 ci vogliono 3 mesi (invece di 15 giorni)? E io che ne so?

Codice Aggiunto (1998-1999): il mio romanzo perduto che ho pubblicato con contributo anni fa (con il successo che potete immaginare ^^) e che prima o poi ritirerò fuori. Qui siamo sulle 160 pagine, e avendolo scritto durante la preparazione della mia tesi di laurea dovrei averci impiegato un sei mesi (anche se non l'ho ancora riveduto come si deve). Tra l'altro, la tesi non è andata meglio del libro ^^.

Mozart di Atlantide (1999-2006): il libro che ha quasi decretato la fine della mia carriera di scrittore (purtroppo non è stato così). Siamo sulle 300 pagine, l'ho iniziato subito dopo Codice Aggiunto ma poi mi sono impantanato e per anni è rimasto lì a metà. Il periodo in cui ci ho lavorato effettivamente è stato di un paio d'anni, credo.

Il gatto che cadde dal Sole (2006-2007): arriviamo ai giorni nostri con il famoso libro dei gatti (famoso per chi segue il blog). 160 pagine, se non contiamo qualche mese in cui mi ero bloccato mi è costato un annetto di lavoro compresa una revisione molto accurata (spero).

Il libro del blog (2007): il blog è aperto da un anno ma non è che ci ho infilato dentro tutto quello che ho postato o che fossi partito con l'idea di farci un libro. Un paio di mesi per sistemare il tutto e riempire i buchi comunque ce li ho messi, e speriamo ne sia valsa la pena ^^.

Primo Mazzini e la stanza fuori dal tempo (2007-bo?!): quant'è che ne parlo, un paio di mesi? Al momento ho scritto solo qualche pagina di prova, per cui si potrebbe dire che non è nemmeno iniziato. In questo caso sto aspettando di chiarimi le idee come si deve prima di iniziare, per cui spero che la stesura vera e propria sarà piuttosto rapida... se mai deciderò di scriverlo davvero, ovvio ^^.

Simone

17 commenti:

Angra ha detto...

Eh, bella domanda.

La prima stesura, se si è particolarmente ispirati e si scrive di getto, è veloce. Poi, però, mettersi a rivedere e far quadrare tutto può essere un incubo. Il mio primo romanzo (e per ora unico finito) di 250 pagine mi ha richiesto quasi un anno, non lavorandoci in modo continuativo.

Diffido molto di chi tira fuori migliaia di pagine all'anno, come Stephen King.

Simone ha detto...

Angra: io col tempo ho imparato a gestire meglio le revisioni facendo più attenzione durante la prima stesura. Poi King era proprio uno di quelli che avevo in mente, anche se mi pare che ultimamente abbia rallentato un po'.

Credo comunque che certi grandi scrittori siano più una società che il lavoro di una singola persona: l'autore ha un'idea, qualcuno fa la documentazione, qualcuno mette giù una scaletta, qualcuno scrive, qualcuno rivede e alla fine l'autore firma. Un po' come in altri settori creativi, insomma...

Simone

AndreMiglio ha detto...

Difficile a dirsi...
Io sono ancora un esordiente ma mi accontento di buttar giù due pagine al giorno(scritte inizialmente di getto e in seguito revisionate).
Il mio racconto più lungo(circa 60 pagine), quello che non farò mai leggere a nessuno, è frutto di un mese scarso di lavoro e revisioni.
P.S.= sì mi sono piaciute le tue copertine^^

fabbiuzz ha detto...

In media ci metto due mesi per la prima stesura di un romanzo, che di solito è anche quella definitiva. Tuttavia, c'è da considerare tutto il lavoro che svolgo prima: documentazione, creazione dei personaggi, dell'ambientazione (anche se l'azione si svolge ai giorni nostri è importante curare questo aspetto).

Di solito mi impongo io stesso la scadenza dei 60 giorni: senza, protrarrei all'infinito la stesura. Siccome mi conosco ababstanza bene, so già che passati un tot di giorni l'ispirazione si raffredda e quella che sembrava una buona idea comincia a venirmi a noia. In due mesi la storia invece rimane compatta e coerente, con il ritmo e lo stato d'animo giusto. Non so come spiegarlo in altro modo, ma così è, almeno nel mio caso. Per questo motivo non scriverò mai niente che superi le 200-300 pagine: infati questa è la mia "media", se così si può dire.

Scrivo usando una scaletta rigidissima, dove tutte le azioni dei personaggi principali e secondari, comprese le trame e le sottotrame, sono state già vagliate e decise a priori, senza la possibilità di poter deviare dal percorso principale a parte pochissime eccezioni.

Può sembrare una limitazione alla fantasia e forese lo è: il fatto è che, almeno nel mio caso, devo limitare la fantasia, altrimenti sarei sommerso da tutte le idee che mi vengono in mente e le modifiche che vorrei fare in corso d'opera.

Faccio così perché mi è capitato spesso di impantanarmi in punti critici della storia senza saper andare avanti, dovendo buttare centinaia di cartelle già scritte. Una cosa frustrante che penso sia capitata a qualcuno tra quelli che leggono :)

Angra ha detto...

"Credo comunque che certi grandi scrittori siano più una società che il lavoro di una singola persona: l'autore ha un'idea, qualcuno fa la documentazione, qualcuno mette giù una scaletta, qualcuno scrive, qualcuno rivede e alla fine l'autore firma. Un po' come in altri settori creativi, insomma..."

Ne sono straconvinto anch'io, ma se lo dici ai fan di Stephen King apriti o cielo. Consiglio: se vi interessa discutere di letteratura e non di "religione", non intavolate discussioni coi fan di Stephen King ;))

Comunque, se King mi chiedesse di scrivere per lui in cambio dell'1% dei suoi guadagni, ci andrei di corsa... e anche tanti altri, immagino.

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Io ci ho messo due anni senza costanza per uno. Due o tre mesi per un altro. Che io sappia, ci vogliono almeno quattro mesi, in media, per scrivere un romanzo, poi qualcuno ci mette di più - "qualcuno" è una bestemmia, diciamo "molti".
Avevo letto su On Writing che King citava un tipo che aveva scritto un romanzo in una giornata sola. Era un giallo.
Dostoeevskij, invece, se non erro ha scritto un romanzo in una notte, o qualcosa di simile.

" Credo comunque che certi grandi scrittori siano più una società che il lavoro di una singola persona: l'autore ha un'idea, qualcuno fa la documentazione, qualcuno mette giù una scaletta, qualcuno scrive, qualcuno rivede e alla fine l'autore firma. Un po' come in altri settori creativi, insomma... "

Ho sentito più volte sta roba; ho capito, ma vorrei chiarimenti. Qualcuno sa spiegarmi precisamente di che si tratta?

dactylium ha detto...

Va bene che questo è il blog dello "Scrittore emergente", ma l'unico "solo lettore" (o meglio "non scrittore") qui dentro sono io?

Simo, mi raccomando, la prossima volta un post su quanto ci vuole a leggere un romanzo.

Molto interessante il commento di fabbiuzz; un lavoro creativo incanalato dal rigore della logica. Molto professionale.

Certo che se anche gli emergenti avessero qualcuno che si occupi al posto loro di ricerche, documentazioni, revisioni, ecc. il lavoro sarebbe molto più agile. Questo naturalmente non vale per Simone che scrive di fantascienza apposta per non ricercare niente... (^^ scherzo).

Va be', dopo questa uscita che mi farà bannare definitivamente da questo blog, vado a cercarmi quello del "lettore emergente", dove mi troverò più a mio agio disquisendo con chi si avvicina per le prime volte alla lettura (bambini di 5 o 6 anni o giù di lì...).

Ciao, dacty

Anonimo ha detto...

Ragazzi, mi sento una lumaca: io per scrivere il mio primo (e per ora unico) libro, lungo un 500 cartelle, ci ho messo due anni.

Fos87

Gloutchov ha detto...

A scrivere la prima stesura non supero mai i tre, quattro mesi. Poi lo lascio sedimentare nel cassetto per sei sette mesi e poi mi butto nel ritocco e riscrittura. Questo per almeno un paio di cicli... quindi un annetto e mezzo in totale, più o meno. :)

Gloutchov ha detto...

P.S.
Però non scrivo una storia alla volta. Ora ne sto curando due e... mi è appena venuta l'idea per una terza! 8/

Gloutchov ha detto...

P.P.S.
Quanto allo scrittore "società", ci sono anche casi celebri e ben documentati. Come Wu ming... che è lo pseudonimo di un gruppo di autori che scrive i racconti a più mani :))

Simone ha detto...

Sarebbe da scrivere un altro "libro del blog" solo con i vostri commenti!

Andre: 60 pagine al mese mi pare ottimo, puoi sfornare un Harry Potter all'anno!

Fabbiuzz: scalette e scadenze sono un'ottima idea anche secondo me, così uno si costringe a lavorare come si deve e non batte la fiacca.

Angra: io ti do il 10% del mio di guadagno, basta che fai tutto tu. Ti va bene? ^^

Federico: semplicemente in molti settori creativi (e non) il lavoro viene diviso tra un gruppo di collaboratori. Metti che io diventi improvvisamente famosissimo, potrei assumere dei collaboratori che correggano le bozze, facciano ricerche o addirittura scrivano per me sotto la mia supervisione. Anche in architettura per dire l'architetto fa un disegno che lo passa all'ingegnere (o agli ingegneri) che a loro volta magari hanno geometri e altro che li aiutano. In linea di massima tutti i lavori in cui circolano tanti soldi si fanno così, perché non anche per la scrittura?

Dacty: infatti la tua presenza è insostituibile! E poi un lettore contro una ventina di scrittori mi pare una proporzione NORMALE ^^

Fos87: scusa io 7 anni per Mozart che devo dire? Ed è pure lungo la metà del tuo ^^

Gloutch: anche il tuo è un buon sistema, specie quello di lavorare su più cose allo stesso tempo.

Wu Ming sono 7-8 scrittori, mi pare. Non c'è chi mette il nome e chi fa SOLO documentazione, o sbaglio?

Simone

Alex McNab ha detto...

Interessante...
Scrivi parecchio, lo sapevo :)
Anch'io scrivo molto, forse la differenza tra me e te è che ho almeno 3 romanzi incompiuti nella cartella "documenti".
Twentyfour 2 Six (106 pagine word) l'ho scritto in tre mesi e revisionato in quaranta giorni.
Il mio romanzone inedito (quasi 400 pagine) l'ho scritto in un anno e revisionato in tre mesi.
Un racconto lungo lo scrivo in uno-quattro giorni. Quelli brevi in 5-6 ore.
Esattamente come te e Glauco, lavoro a più di una cosa alla volta. Solitamente si tratta di un romanzo e diversi racconti, magari per concorsi o anche per puro e semplice esercizio.

Raffaele Abbate ha detto...

ho pubblicato due libri e sto scrivendo il terzo

il primo I FETENTI è una raccolta di racconti , in origine era una romanzo di circa 200 pagine A4 che stavo smanettando con alterne vicende da una decina di anni ...

quando l'ho mandato all'editore mi ha risposto che gli piaceva ma dovevo trasformarlo in racconti al massimo 110/120 pagine.

Per questo rifacimento radicale ci ho messo più o meno 10 giorni. Il difficile non è stato tanto il taglio ma per ogni racconto creare un finale alla Ai confini della realtà e cambiare le location ed i nomi

La tana del salmone ci ho lavorato tra stesura e revisioni varie subito dopo l'uscita dei Fetenti, estate 2004 fino a dicembre 2006

Ovviamente non in maniera metodica

magari scrivo tre giorni di seguito poi lascio riposare per settimane

anche con il nuovo stesso metodo

Simone ha detto...

Alex: io credo che potrei scrivere molto di più, comunque sì dai nell'ultimo anno ho scritto abbastanza ^^

Raffaele: una domanda sul nuovo romanzo? Dopo aver pubblicato altre cose credi che sarà facile proporlo allo stesso editore con buone possibilità di pubblicazione?

Simone

Raffaele Abbate ha detto...

Simone ...io ci spero

Anonimo ha detto...

Se scrivi per soldi non farai mai successo.