Lo scrittore impantanato (il mezzo blocco dello scrittore).

Del blocco dello scrittore abbiamo già parlato, ed è una qualcosa che - aspiranti scrittori o meno - conoscerete più o meno tutti: volete o peggio dovete scrivere qualcosa (arriverà il giorno in cui avrete firmato un contratto per sette esalogie da scrivere in due anni, no?) ma non ci riuscite.

E ok, come dicevo questo già lo sapevamo, è già stato discusso e forse se ne parlerà ancora ma per ora invece no.

Il mezzo blocco dello scrittore, o l'impantanamento del titolo, è invece quando questa situazione di impossibilità alla scrittura è meno forte e più legata a un momento particolare. Non vi siete cioè bloccati in maniera drammatica dopo esservi resi conto che quello che stavate scrivendo è una boiata pazzesca e non vale la pena di continuare (e magari state già a pagina 200): il vostro lavoro è destinato a riprendere e a proseguire, e magari anche addirittura a vedere una fine. Soltanto che in questo momento non riuscite a rimetterci le mani.

Ma facciamo una distinzione più netta, se no poi i commentatori anonimi chi li sente:

Blocco dello scrittore: non vi va di scrivere. Siete arrivati a un punto del lavoro dove non avete neanche una buona idea per andare avanti. La storia che state scrivendo non vi dice più nulla. Non sapete più dove state andando a parare col vostro romanzo. Vi sembra che alla storia manchi qualcosa, e a questo punto del lavoro è impossibile metterci le mani senza buttare via tutto.

Impantanamento: non ve la sentite più di tanto di scrivere. Avete un'idea ma non siete sicuri se sia buona o meno. Avete dei dubbi su quello che avete già scritto. Siete paralizzati di fronte a due o più possibili scelte narrative che sembrano tutte buone. Vi sembra che alla storia manchi qualcosa che però potreste ancora inserire.

Viene da sé che l'impantanamento è meno grave del blocco, anche se bisogna tenere conto di due cose importanti:

- Non sapete se siete bloccati o solo impantanati (visto che comunque non riuscite a scrivere e nessuno può dirvi se la cosa si risolverà o meno).

- Se le cause dell'impantanamento non vengono rimosse al più presto si rischia di arrivare a un vero e proprio blocco, ben più difficile da risolvere. Principalmente, se smettete di scrivere per un giorno o due ma poi riprendete allora poco male. Se smettete per un mese o due invece sarà dura ricominciare un lavoro a metà.

Ok, per ora mi fermo qui con un post appena un po' più corto del solito (la verità è che sono impantanato col blog e una volta che ho un'idea preferisco spalmarla su più aggiornamenti ^^). Più avanti proverò ad analizzare in dettaglio (ma non aspettatevi chissà che!) i motivi che portano al mezzo blocco dello scrittore, e magari anche a inventarmi anche qualcosa per darvi una mano a risolverli.

Voi intanto ditemi pure la vostra... sempre che non vi si siano a vostra volta (esppressione giusta e corretta, ok?) impantanati i commenti.

Simone

13 commenti:

Alex McNab ha detto...

Il blocco vero e proprio non mi è mai capitato, l'impantanamento spesso.
Mi succede quando perdo grinta (e/o fiducia) in quel che sto scrivendo. A volte l'impantanamento mi passa, a volte invece si amplifica e mi convince a prendere una delle seguenti due decisioni:
- revisione massiccia delle parti che non mi convincono;
- abbandono del manoscritto (o sua "ibernazione" in attesa che torni la voglia di lavorarci su).

Il blocco totale, a mio parere, è più assimilabile a una scusa per chi non ha realmente voglia di scrivere. E allora si trovano mille motivi per rimandare, e rimandare etc etc.

Cmq oggi dedicherò proprio un bel post sui miei manoscritti mai finiti :)

PS: bello questo tuo articolo, complimenti!

Gloutchov ha detto...

Quando ho il blocco... esco di casa e vado a farmi una passeggiata, un giro in bici, qualche foto in campagna, una gita, un cinema... :)

utente anonimo ha detto...

io trombo, e certe cose si sbloccano.

Simone ha detto...

Alex: aspetto il post sui manoscritti abbandonati!

Gloutchov: sì spesso ho bisogno di rilassarmi anche io.

Utente anonimo: non è una cattiva idea!

Simone

gloutchov ha detto...

@anonimo:
Ecco dove sbagliavo!!!

Cristò ha detto...

L'impantanamento, per quanto mi riguarda, è quasi sempre una specie di segnale... devo cambiare argomento, lasciare quello che ho scritto a macerare come un buon rosolio. Mi è successo di riprendere cose scritte anche 5 o 6 anni prima e di portarle a compimento egregiamente.
E' successo così anche con il mio primo romanzo edito che è nato dall'ampliamento di un racconto che 5 anni fa avevo chiuso frettolosamente per superare una specie di blocco.

A volte aspettare con pazienza può essere sorprendente.

P.S.: bellissimo blog, complimenti.

Simone ha detto...

Cristò: anche Mozart di Atlantide l'ho scritto nell'arco di 7 anni, anche se il tempo di scrittura vero e proprio è stato di un annetto.

Leggere le esperienze di altri autori è sempre interessante. Grazie davvero per il commento... e per le belle parole, ovvio! ^^

Simone

Federico Russo "Taotor" ha detto...

L'impantamento c'è sempre, credo, nei racconti "su larga scala". Ma si può superare. Il blocco invece no. Una volta l'ho avuto, e la soluzione è abbastanza semplice - o almeno, questo è come faccio io. Ti blocchi, passa del tempo, passa molto tempo, ritorni sul romanzo, ispirato, e scrivi un'altra storia, sulla falsa riga della vecchia, prendendo da quest'ultima tutte le idee, e inserendole in una trama che sarà senza dubbio ricca (dato che contiene il grosso nucleo della vecchia storia con quello piccolo della nuova). Amen.

P.S. Auguri!

Simone ha detto...

Federico: bella l'idea del "riciclo", complimenti! ^^ E auguri anche a te!

Simone

carl8 ha detto...

Già...proprio quello che mi stà accadendo ora con un racconto per un concorso...però l'incipit non mi piace proprio (eppure è di Lucarelli)...non mi va giù. E allora mi domando se vale la pena di continuare a scrivere e concorrere al concorso o buttare tutto nel cestino. Che fare?
Nel dubbio mi impatano, mi intrippo, mi sbubolo, mi rinco...assai. Cosa mi consigli, Simone? Un caro saluto

Andrea ha detto...

Accidenti questo è il post che fa per me. Sono alle prese con il mio primo libro, col quale sto battagliando già da novembre e, purtroppo, ho scritto a mala pena 35 discutibili pagine di un fantasy/fantascienza (non lo so bene nemmeno io). Inizialmente, ero ben convinto di quanto avrei dovuto sviluppare, come trama, personaggi e ambientazioni, tutto era già chiaro nella mia mente. Poi ho iniziato a pensare a vari modi coi quali poter continuare il racconto, fino ad ora che conosco benissimo la fine, con tanto di finali alternativi (O.O) ma non so come andare avanti al punto in cui mi sono bloccato. BLOCCATO MALAMENTE. Ho provato a lasciare il testo per circa due mesi (da Gennaio), a chiedere consgli a parenti e ad amici...consigli che non ho nemmeno preso in considerazione -.-
Chiedo aiuto urgente ._.

P.S. Complimenti a Simone per il blog che seguo assiduamente, nonostante sia questo il mio primo intervento.
Saluti, Andrea.

Simone ha detto...

Carl8: scusa il ritardo! Secondo me per un concorso non molto imprtante se non riesci a tirare fuori niente non è questa tragedia. Il brutto è quando uno si blocca a metà romanzo o su qualcosa a cui tiene molto. Insomma se proprio non ce la fai butta tutto!!! ^^

Andrea: grazie per i complimenti! Il problema coi primi libri è anche che si parte senza avere magari le idee chiare, e si finisce per bloccarsi. Personalmente quando mi blocco devo solo sforzarmi di rimettermi lì a scrivere perché di solito di idee ne ho tante... hai provato a saltare semplicemente il punto che ti blocca e a tornare dopo? Oppure trova una qualsiasi idea anche se non ti convince al 100% o ancora prova a scrivere altro e magari tornaci in futuro.

Ciao!

Simone

Roberto ha detto...

Ciao Simone, è la prima volta che commento un tuo post (complimenti per il blog, molto interessante. Me lo sto leggendo pian piano).

Io mi trovo in un blocco vero e proprio.
Saranno due anni o più che non metto mano direttamente al mio "romanzo".
L'ultima volta ho scritto qualche brano "solitario", non collegato direttamente al punto dove ero rimasto. Semplicemente mi era venuta in mente una scena ed ho voluto subito scriverla.

Da qualche giorno ho ritrovato la voglia di scrivere, ma non l'ho ancora fatto.
Devo decidermi, anche se ho un po' paura di rimettere le mani su un qualcosa iniziato 6-7 anni fa! (Quando avevo 22-23 anni... probabilmente lo dovrò rifare da capo)