Perché è bello lavorare in un settore creativo.

Premetto che si tratta di un post di quelli in cui offendo la gente, ma per scherzo. E poi solo la gente stupida, antipatica e rosicona... insomma mica ce l'ho con voi, non ve la prendete! ^^

Perché è bello lavorare in un settore creativo.

Perché in qualsiasi altra professione vi verrebbe richiesto un titolo di studio, o per lo meno di saper fare qualcosa.

Perché per mettere un dito nel sedere alla gente dovete studiare 10 anni e fare un esame di stato, per fare una buca con del calcestruzzo dentro dovete passare 30 esami difficili con dei professori malvagi e per ricopiare delle fatture in un computer ci vuole l'iscrizione a un ordine professionale. Però se volete innestare preconcetti indelebili nel cervello degli adolescenti... prego, faccia pure!

Perché il giorno dopo che avete aperto la partita IVA inizieranno ad arrivarvi i manoscritti, compreso il mio. E sinceramente non so perché questo sia bello, però ci stava.

Perché se vi alzate alle cinque per portare da mangiare alla gente nessuno vorrebbe mai essere al vostro posto, mentre se avete scritto dei dialoghi per uno sceneggiato televisivo sui problemi sessuali degli adolescenti ci sarà chi vi ammira, vi stima o addirittura vi invidia.

Sceneggiato televisivo sui problemi degli adolestenti.

Quattordicenne fighetto: mamma, devo dirti una cosa: mi drogo, faccio sesso occasionale non protetto con tutte le ragazze del mio gruppo e l'incendio alla scuola l'ho appiccato io per cancellare le prove dell'omicidio.

Mamma: ah, meno male. C'avevo paura che eri ricchione!

Perché il fatto che si pubblichi (e si legga) solo spazzatura andrà finalmente a vostro vantaggio.

Perché se aprite una qualsiasi altra attività i vostri collaboratori pretenderebbero di essere pagati.

Perché potete divertirvi a inventare un prodotto editoriale che potrebbe vendere a prescindere dal testo contenuto al suo interno. Faccio un esempio:

Editore senza scrupoli (io quando aprirò una casa editrice): questa foto di una scimmia che si gratta le chiappe la chiamerei: prurito indecente, e secondo me è un titolo che vende di di sicuro.

Scrittore markettingabile: le propongo il mio manoscritto, è un romanzo che parla di una spora killer che giunge dagli abissi marini e che se ti svegli ti mangia il cervello. Per questo la gente vive perennemente addormentata.

Editore: non so. Questa spora può causare prurito?

Scrittore: certo! Posso inserire una scena in cui il protagonista rischia di svegliarsi perchè colpito da un grave eritema.

Editore: fantastico, stupendo, è il libro che cercavo! E ho già una copertina adatta.

Perché per essere bravo nel vostro lavoro basterà dire di esserlo (qualcuno ci crede sempre).

Perché potete buttare tutto quello che leggete dopo le prime righe, e poi vantarvi di leggere centinaia di libri l'anno.

Perché se i vostri libro non vendono e non piacciono a nessuno potete dare la colpa al resto del Mondo.

Perché potete leggere il mio blog, pensare che sono il classico aspirante scrittore fallito montato che sparla di tutti e poi scrivere un post per sparlare degli aspiranti scrittori montati falliti. Però ho incominciato io, avete ragione ^^.

E poi perché in fondo un lavoro creativo è sempre meglio del lavoro che fate adesso.

Simone

22 commenti:

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Beato chi può considerarlo un lavoro (retribuito)!

Gloutchov ha detto...

hihihihihihi... :D

Alex McNab ha detto...

Infatti ho sempre invidiato chi campa facendo un lavoro artistico/creativo!
Specialmente quelli che lo fanno da soli e quindi non devono prendere ordini da capi cazzoni :)

Innestare preconcetti indelebili nel cervello degli adolescenti non m'interessa molto; creare qualcosa di mio e trovare qualche povero disgraziato che lo ritenga interessante, sì!

Dai, ci sono anche creativi di qualità. Che poi in Italia lavorino nani, ballerine e saltimbanco, questo è un altro discorso :)

Simone ha detto...

Federico: sì, beati tutti e tre!

Glauco: ^^

Alex: non credo che si possa avere un lavoro "vero" (cioè con uno stipendio accettabile) senza dover comunque passare sotto a capi rompipalle e senza accettare tanti compromessi. Anche chi sembra fare tutto da solo (i grandi fotografi o gli scrittori famosi) magari hanno i clienti o altre persone che gli spaccano le scatole e che cercano determinate cose. E anzi una volta che le cifre iniziano a salire forse è anche più difficile svincolarsi da tante persone.

Simone

gelostellato ha detto...

cose tipo "il ladro" o "lo gigolo" o "lo scroccone" o "il mantenuto" posso considerarle come aspirazioni di lavoro creativo, secondo te?

Giuliana ha detto...

Simone, i problemi adolescenziali che hai elencato nel tuo post purtroppo si potrebbero scrivere solo in una serie d'oltreoceano...
E sarebbero pagati decisamente meglio!!!
Comunque, per esperienza personale, QUALUNQUE lavoro sarebbe meglio di quello che sto facendo in questo preciso momento. Faccio un lavoro creativo che è fermo da giugno 2007. E non sono la sola. Anche uno spazzino in questo momento potrebbe invidiarmi quanto vuole, gli proporrei il cambio subito (e se qualcuno pensa che stia scherzando, gli mando la lista dei colloqui in posti di merda che ho fatto dall'inizio dell'anno...!).
Stasera l'ironia sta dormendo sul fondo di un cassetto. Va un po' così, sorry.

Simone ha detto...

Gelo: be' per scroccare come si deve un bel po' di creatività ci vuole, per cui direi di sì ^^.

Giuliana: infatti sono daccordo con te. Lavorare come creativo/a è un lavoro faticoso e impegnativo, e per quanto mi piaccia scrivere romanzi e desideri portare avanti una "carriera" di questo tipo mi rendo conto che il lavoro vero di chi con certe cose ci campa davvero non è affatto facile. Ti auguro di avere presto migliore fortuna!

Simone

Angelo ha detto...

Effettivamente c'è una bella differenza fra dedicarsi alla scrittura (o comunque ad una attività creativa) per hobby e farlo per portare la pagnotta a casa!

Però con tutti i problemi che si porrebbero in questo secondo caso, forse guadagnerei qualche ora di sonno in più, non dovendo più sacrificare il riposo alla penna... ;)

valda ha detto...

fare lo sfruttato, malpagato, sottomesso (come il fratello di Rino Gaetano insomma) in uno studio legale non vale quanto aspirare a creare una tua creatura, un qualcosa che prende corpo giorno dopo giorno.
Che faccio? smetto di fare il praticante avvocato represso a zero euri al mese, oppure inizio a fare lo scrittore sognatore a zero euri al mese?

Raoul ha detto...

Spesso la gente non riflette quando parla... Io sono un cantante. vuoi prendere il mio post? bene! dimostrami di saper cantare ed ho pronti per te i miei ruoli di tenore haute contre, altrimenti tornatene a fare il lavoro che facevi prima e per il quale non sono richieste particolari attitudini naturali. e meno male che la musica si difende da sé meglio della letteratura e persone stonate e senza un briciolo di musicalità non possono appestare il mondo delle arti come quelli che si credono autori letterari fanno con la loro bibliodiarrea

Simone ha detto...

Raoul: non è che devi sempre essere daccordo con me, eh! Comunque a vedere i gruppi che vanno adesso, direi che più che nella voce l'inclinazione naturale serva se è concentrata in altre parti del corpo. ^^

Per lo meno la mia (o di altri) biblioquellacosa non è prepotente e non sei costretto a sopportarla alla radio o nei centri commerciali quando per vendere qualcuno passano lo stesso pezzo dalla mattina alla sera. Un brutto libro non ti possono costringere a impararlo a memoria, una brutta canzone sì.

Anche se io pensavo di risolvere la cosa mettendo sul blog uno di quei virus che poi appena accendi il PC ti si apre la mia pagina... vi pare una buona idea? ^^

Simone

Simone ha detto...

Angelo: questo è un punto di vista interessante! ^^

Valda: hai ragione, però si può aspirare anche ad avere comunque un bel lavoro e allo stess tempo "costruire" qualcosa anche in settori diversi dall'arte o dalla letteratura. Per dire una persona che lavora e poi si fa casa, una famiglia e dei figli ha comunque realizzato qualcosa di importante, no?

Bo', forse ho dato una risposta un po' del cavolo? ^^

Simone

Raoul ha detto...

Ma... l'hai letto il mio messaggio? Che c'entra il *rumore* radioquotidiano con la musica? Io sono un tenore! Giro il mondo, ricevo regali ad ogni esibizione, bigliettini, mazzi di fiori, proposte di matrmonio ecc... ecc... vuoi fare la mia stessa vita? volentieri se sei capace di cantare all'opera altrimenti tutti quelli che straparlano e credono facile essere un artista vero come lo è un cantante lirico dovrebbero imparare cosa è l'arte prima e perché non a tutti sono date le attitudini e le capacità per poter essere un artista. ho visto molti miei amici tentare la strada dell'opera, tutti falliti miseramente, potevano studiare quanto volevano, ma senza le qualità innate non si va da nessuna parte in arte (quella vera intendo). ora quasi tutti fanno gli avvocati. lavoro che infatti non richiede nessuna dote particolare innata

e non sentirti accusato. non ce l'ho con te ma con quelli che magari pubblicano a pagamento pur di inondare il mondo con le loro escrezioni pseudoletterarie. fortuna che in musica non può mai accadere una cosa del genere, perché si deve conoscere la musica per suonarla o cantarla, invece in letteratura si assiste a persone assolutamente antiletterarie al massimo che pretendono di interessare con i loro scarabocchi

senza stile
senza originalità
senza alcun motivo valido per cui interessare

Simone ha detto...

Raoul: scusami avevo frainteso parte del tuo messaggio... colpa mia! Per il resto tempo addietro dicevo che a parer mio non si possa essere completamente negati per la scrittura (come per qualsiasi altra cosa per cui si ha la passione), anche se ammetto che lirica, la danza classica e altre cose più "fisiche" richiedono effettivamente anche una predisposizione naturale che non tutti possiedono.

C'è sicuramente una predisposizione anche per la scrittura, ma come ho appena detto sono convinto che la passione e l'impegno possano comunque portare a buoni risultati.

Ciao e scusa ancora per il fraintendimento!

Simone

valda ha detto...

@ simone:
Tutte le cose hai appena citato sono tutte mie aspirazioni, senza ombra di dubbio.
Il mio post era riferito al fatto che, se potessi scegliere, preferirei buttarmi nelle mie idee creative.
La professione che sto facendo l'ho inseguita per tanti anni, ma, sopratutto all'inizio, tutte le professioni sono diverse da come uno se le aspetta.
Non dico che non mi piace, putroppo, devo solo ammettere che, dal punto di vista economico, non cambierebbe niente se continuassi nella mia carriera o se mi butassi a corpo morto nella creazione del mio libro: senza QUATTRINI rimango.
Per adesso continuo a fare lo sfruttato malpagato e sottomesso al lavoro con l'hobby della scrittura.

Simone ha detto...

Valda: be' credo che finito di fare il praticante le cose migliorino. Poi puoi sempre fare l'avvocato pagato e continuare a scrivere nella speranza che le cose migliorino anche da quell'altro punto di vista.

Simone

Andrea ha detto...

Solitamente tendo ad essere abbastanza pacifico, ma leggere frasi come:
"ma senza le qualità innate non si va da nessuna parte in arte (quella vera intendo)." Già siamo tutti sen'arte nè parte sisi.
Mah, a me non risulta affatto. Dipende da cosa intendi per "arte vera", quella per cui a quanto pare ricevi proposte di matrimonio in ogni dove e poi non sai cosa sia l'umiltà e l'impegno? "potevano studiare quanto volevano, ma...". Ovviamente tu non puoi saperlo dato che hai le tue "doti innate" che lo stesso Mozart ( di Atlantide no? xD)si sognerebbe (poverino lui con le sue doti studiava la musica non meno di 4 o 5 ore al giorno per raggiungere un tale livello di perfezione). Forse con "non si va da nessuna parte" intendi che non si diventa famosi, o eterni, ma non mi pare, e credo sia un dato oggettivo, che De Foe - scrittore di Robinson Crusoe- NON avesse particolari doti innate. Però aveva qualcosa da dire, ha scritto un grande romanzo col solo impegno, un traguardo che qualcuno potrebbe non raggiungere pur con doti ben diverse."ora infatti fanno gli avvocati, lavoro che infatti non richiede nessuna dote particolare innata" nemmeno doti oratorie? io pensavo di si o.O
"fortuna che in musica non può mai accadere una cosa del genere perché si deve conoscere la musica per suonarla o cantarla," a discapito dell'italiano corretto purtroppo.
Se poi ho frainteso (probabile)il tuo discorso, mi dispiace ^^
Saluti Andrea

lauraetlory ha detto...

L'ho letto tutto prima di ricordarmi che io FACCIO un lavoro creativo, porca miseriaccia!

Raoul ha detto...

Ah! Benedetta ignoranza! Defoe è così bravo che non tutti si accorgono dell'arte profonda celata dietro una apparente semplicità e gli aspiranti mediocri autori lo credono un loro simile quando invece non è così. Scrive Simeon Potter nel suo Libro OUR LANGUAGE: parlando dei tre tipi di frase: loose, balanced and periodic:

Daniel Defoe Opens The life and adventures of Robinson Crusoe with a long, loose, rambling sentence which neverthless grips our attention at once

I was born in the year 1632, in the city of
York, of a good family, tho' not of that
country, my father being a foreigner of
Bremen, who settled first at Hull. He got a
good estate by merchandise, and leaving off
his trade lived afterward at York, from
whence he had married my mother, whose
relations were named Robinson, a very good
family in that country, and from whom I was
called Robinson Kreutznaer; but by the usual
corruption of words in England, we are now
called, nay, we call our selves and write our
name, Crusoe, and so my companions always
called me.


the style is conversational. We Seem to hear the author talking quietly to us in the first person and telling us the history of his life[...] There is no ambiguity no obscurity and no tautology, all is easy and natural, but behind this apparent artlessness, there is art concealed

Andrea ha detto...

No non considero affatto Defoe un mio pari, eppure (dato che si va a citazioni e non a pareri personali)nell'introduzione alla traduzione di Nievo viene detto:"Robinson Crusoe *NON* è un romanzo coerente, ma è la confessione tipica di un uomo del XVII secolo, puritano e pronto alle lacrime, rittoso e impaurito, *ignorante* e idmoito..."
Questo non significa che non lo apprezzi o non possa riconoscere il valore dello scrittore.
Saluti andrea ^^

Simone ha detto...

Io non posso dire nulla riguardo alla musica, non essendo mai andato oltre allo studio scolastico e a qualche lezione di pianoforte.

Riguardo alla letteratura, la mia opinione è che un bravo autore debba avere una profonda conoscenza del mondo che lo circonda e uno spirito abbastanza critico e sensibile che lo porti a dire qualcosa di nuovo o per lo meno di interessante.

Queste a mio avviso sono doti che difficilmente si possiedono innate, ma vanno costruite con lo studio, le esperienze di vita e sforzandosi di mantenere una mente aperta e attenta. Insomma chi studia e si impegna per fare lo scrittore magari non scriverà mai un capolavoro ma riuscirà comunque a raggiungere qualche traguardo.

Simone

Netalex ha detto...

A Raul: Mai avrei immaginato che i cantanti lirici facessero la stessa vita dei Tokyo Hotel!! complimenti!!!


PS: per tutti, scusate, non ho resistito...