Qualche personaggio in cerca d'autore (emergente).

Ultimamente mi sono reso conto che in anni e anni e anni (1 e mezzo) di blog non ho mai scritto nulla a riguardo dei personaggi delle nostre storie, per cui mi sembra il caso di rimediare con qualche post che renda un minimo di giustizia a questo argomento. In particolare questo è solo il primo di ben 3 aggiornamenti che sto programmando di realizzare a riguardo... sempre ovviamente che una volta terminato questo che state leggendo abbia ancora voglia di scrivere gli altri due.

La cosa più ovvia che posso dire per iniziare ad affrontare la questione, è che i personaggi sono importanti. Geniale, no? Un libro con dei personaggi ben riusciti è sulla buona strada per essere a sua volta un bel romanzo nel suo insieme totale, poco ma sicuro.

E ok, fin qui poteva arrivarci chiunque, nel senso che nessuno vi avrebbe mai detto che in fondo i personaggi hanno un'importanza secondaria e potete anche non perderci troppo tempo. Solo che di solito questa cosa viene detta (e presa) come un dato di fatto, senza cioè che qualcuno vi spieghi concretamente il perché un personaggio ben realizzato è migliore di uno fatto a cavolo.

E vabbe', si potrebbe dire che se nessuno analizza la cosa in dettaglio è perché il tutto è semplicemente ovvio, ma io il post su questa cosa l'ho scritto lo stesso e adesso ve lo leggete (con la promessa che gli altri due saranno più interessanti. Forse):

PERCHE' I PERSONAGGI DEL VOSTRO LIBRO SONO IMPORTANTI

Perché senza personaggi non c'è la storia: mi pare palese. Chi ha mai letto un libro senza alcun protagonista? Io non ne conosco nemmeno uno, visto che in tutte le cose che mi è capitato di leggere c'era qualcuno che faceva qualcosa. E scommetto che adesso me ne tirerete fuori un centinaio ^^.

Perché i personaggi stessi compongono la storia: mai sentito parlare di Indiana Jones, Sherlock Holmes, Rambo, Primo Mazzini ecc...? Tante volte un personaggio colpisce a tal punto l'immaginario collettivo che poi basta evocarne il nome per dare già l'idea di una storia di successo. E se i libri di una certa serie piacciono e vengono letti, un nuovo libro della stessa serie ha buone possibilità di piacere ed essere letto a sua volta. Anche se generalmente dal quarto in poi fanno tutti schifo ^^.

Perché inventare dei buoni personaggi è difficile: non è che uno si sveglia la mattina con in mente Darth Vader che taglia la mano al figlio (non vi dico chi è per non rovinarvi la trama ^^) oppure il dottor House con tanto di medici colleghi al seguito. Inventare un bel personaggio affascinante e che stimoli l'immaginazione del pubblico è una cosa complicata. Sicuramente ci sono delle regole e dei trucchi che si possono utilizzare (ne parliamo più avanti!) ma in fin dei conti un protagonista geniale richiede un geniale ideatore (o un gran colpo di cu...ore).

Perché dei brutti personaggi distruggeranno la vostra storia: immaginatevi un Nightmare dove però il cattivo è un alieno buono col trucco venuto male (e questa se la capite spiegatela agli altri ^^), un Lassie/gatto stronzissimo che a tornare a casa non ci pensa nemmeno, un Will e Grace versione etero oppure ancora un libro di Harry Potter in cui i protagonisti si trasformano in insopportabili adolescenti lagnosi mentre il cattivo è talmente stupido che quando si è ricostruito il corpo si è dimenticato del naso.

Perché dei buoni personaggi potrebbero salvare una storia mediocre: adesso io non faccio dei titoli per paura di essere linciato dai commentatori anonimi, ma a parer mio ci sono dei romanzi famosi in cui la trama è veramente pietibile ma che restano interessanti solo grazie a dei protagnisti ben riusciti.

Perchè i protagonisti possono suggerirvi delle idee: se avete costruito bene i personaggi della vostra storia, alle volte sarà sufficiente inserirli in una determinata situazione narrativa per avere già bene in mente come si svilupperà la trama.

Dovendo fuggire dal covo dei malvagi, il figaccione stereoidato immune ai proiettili (che bel personaggio!) potrebbe semplicemente massacrare tutti a colpi di mannaia arrugginita, Primo Mazzini costruirebbe un macchinario strano che poi si romperebbe portando comunque avanti la trama, e infine lo studente sfigato si caverebbe dalla stessa situazione collegandosi al blog del figaccione di prima per lasciargli una richiesta di aiuto.

E sì, in questo modo ho semplicemente risolto una situazione originale e per la quale non avevo idee riportandola alla solita storia trita e ritrita che tutti conoscono a memoria. E con questo?

È solo uno dei tanti trucchetti del mestiere ^^.

Simone

15 commenti:

fabbiuzz ha detto...

Un esempio attuale è Lost: trama esigua (per non dire "fumosa" :D) e personaggi intriganti accompagnati da una struttura "narrativa" che li lega con fili invisibili.

Angelo ha detto...

Un altro esempio te lo faccio io: ho nella mia pila di libri sul comodino l'ultimo Eymerich (fra parentesi questa serie continua ad essere bella anche dopo il quarto volume :) e il primo dei due romanzi di Evangelisti sulla storia del Messico.

Ebbene sono molto più "ansioso" di leggere il primo...

ciao

Alex McNab ha detto...

Concordo sul fatto che inventare un personaggio funzionante è davvero difficile.
L'errore di molti scrittori in erba è scadere nello stereotipo (il commissario triste che fuma il sigaro, la biondona un po' tro... ehm...), oppure non riuscire a dare uno spessore ai protagonisti delle proprie storie.
Col tempo s'impara a farlo, ma non è per niente scontato.
Esistono anche scrittori affermati che hanno ottime idee (e quindi propongono trame accattivanti), ma non riescono a inventarsi un personaggio veramente carismatico.

Domandona: ma tu ami i personaggi "seriali"? Io non particolarmente... alla fine diventano scontati.
Salvo eccezioni, si capisce!

Simone ha detto...

Fabbiuzz: credo di sì, anche se non ho visto molte puntate di quella serie.

Angelo: infatti il personaggio ha di certo più mordente per chi lo segue da tempo.

Alex: degli errori parlerò un po' nel prossimo post ^^.

In linea di massima non seguo troppo i serial o le storie a puntate, però ci sono alcuni personaggi (specie in televisione) che mi piacciono molto.

Preferisco però i telefilm divertenti autoconclusivi a lunghe serie che se ti perdi una puntata non capisci più niente, e come dicevo nel post dopo tre o quattro libri anche i personaggi migliori iniziano a stancarmi.

Simone

valda ha detto...

ah....quell'Arturo Bandini che gran bel personaggio!

Gloutchov ha detto...

Già... il personaggio. Credo che i libri "seriali" siano nati proprio perché ad un autore è capitato di creare il personaggio perfetto e non ha più avuto il coraggio di abbandonarlo per..

..paura di non riuscire a crearne altri altrettanto efficaci.

Geniale è stato Wilbur Smith con le sue saghe famigliari. In quel modo ha creato un'intera famiglia di personaggi, ognuno con le sue caratteristiche e ha potuto giostrare attorno ad essi per decine e decine di titoli...

Credo meno nel personaggio singolo. Eymerich è un "grande" personaggio ma, dopo un po' ha cominciato a stancarmi, e ho smesso di leggere la sua saga (per quanto abbia un po' di curiosità sulle storie che non ho ancora letto). Stranamente, ora, di Evangelisti apprezzo di più i libri "stand-alone".

Quanto a Lost... davvero i personaggi sono intriganti? Io ho abbandonato la serie non appena ho visto il paraplegico sollevarsi da terra, camminare, correre, diventare una specie di rambo nella foresta... ho sempre creduto fossero surreali, assurdi, piatti... ma, i gusti son gusti, no? :D

Simone ha detto...

Valda: ho capito di chi parli, ma quel libro non l'ho ancora letto.

Glauco: a me personalmente le saghe letterarie stanno molto antipatiche, e anche per il mio Primo Mazzini credo di fermarmi a 2-3 libri con l'aggiunta magari di qualche variazione particolare (tipo cambiare tutti i personaggi o altro).

La scena di quello che si alza e corre credo sia nella prima puntata... a me invece l'idea è piaciuta ma le serie televisive sono troppo impegnative io resisto solo ai Simpson e al limite il Dr. House se mi sento psicologicamente in forma.

Simone

fabbiuzz ha detto...

@ glo (mi secca scrivere tutto il nom eper intero :D)
Come dice Simone, Locke sgambetta allegramente fin dalla prima puntata: in seguito il suo "rapporto" con l'isola viene approfondito fino a farne uno dei personaggi portanti di tutta la serie.
Comunque, lo scopo di telefilm come Lost è quello di fidelizzare lo spettatore: il singolo episodio serve a svelare parte della trama principale (molto poco a dir la verità :D) o a creare dubbi e supposizioni.
Star Trek è un altro esempio di prodotto seriale in cui per intere stagioni lo stesso equipaggio partecipa ad avventure abbastanza simili, ma ogni singolo episodio è finito (a parte qualche puntata con personaggi ricorrenti). Tuttavia, la parte interessante di ST è vedere come si evolvono i personaggi nel corso della serie e l'osservazione del mondo filtrato attraverso i loro occhi e le loro esperienze.
Trovo molto più interessante questo metodo che non le puntate fatte con lo stampino di CSI o Dr House, che seguono un pattern ben preciso e immutabile.

Per inciso, se proprio dovessi indicare l'optimum, direi che questo è raggiunto solo nel ciclo della Fondazione di Asimov: trama di ampissimo respiro, grandi temi "universali" (storici, sociali e scientifici mischiati insieme con cognizione di causa) uniti a personaggi e trame sempre nuovi e interessanti che si incastrano alla perfezione creando un affresco grandioso (si vede che sono un asimoviano sfegatato, eh? :p).

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Vero, i personaggi sono importanti - anzi, essenziali. La gente vede Dr. House soprattutto perché lui è il tipico personaggio carismatico e imprevedibile (i giapponesi da tempo hanno sfruttato queste caratteristiche, tirando fuori individui come, chessò, Onizuka di GTO o tutti quelli che tanto attirano raggazzini/e e grandicelli).

Purtroppo temo che una manciata di ottimi personaggi sia più utile di una sola buona storia.

Ciao. :)

valda ha detto...

@simone: Jhon Fante mi ha appena illuminato, dal suo stile nasce quello BuKoWskiano (lo ammette lui stesso).
Il personaggio di Arturo Bandini (lo stesso BUKOWSKI addirittura scrive: io sono Arturo Bandini)riesce a coinvolgerti perchè ti ci immedesimi.
Non è un eroe, è pauroso, ed è un ragazzo per bene. Niente di che quindi! Però mentre lo leggi non potrai che escalamare.....ah che el tipo quell'Arturo Bandini.
Insomma per chi non l'ha fatto ancora, si legga, Chiedi alla polvere.
ciao

Simone ha detto...

Fabbiuzz: ecco, il serial alla Star Trek mi piace molto di più di quelli dove la storia prosegue di puntata in puntata. Sarà poi che parliamo di un classico...

Federico: be', però un ottimo personaggio ha già una sua storia. Nel senso che una volta che hai i protagonisti quello che succede nella trama un po' si scrive da sé. Certo è che se devi farci 200 puntate in 40 stagioni alla fine inventarsi qualcosa di nuovo deve essere dura.

Valda: sì quel libro è un po' che lo devo leggere.

Simone

Cristò ha detto...

Io penso che uno dei personaggi seriali più riusciti della storia della letteratura sia Kilgore Trout uscito fuori dalla penna incredibile di Kurt Vonnegut. La cosa geniale è che Kilgore Trout pur apparendo in molti dei libri di Vonnegut non ne è praticamente mai il protagonista ma, a volte è una semplice comparsa e altre volta un personaggio secondario ma straordinario.
Per presentarlo brevemente a chi non lo conosca Kilgore Trout è uno scrittore di fantascienza ma anche il più grande scrittore mai apparso sulla terra tanto che ha vinto il Nobel. Solo che nessun editore crede in lui e quindi non ha mai pubblicato niente tranne qualche racconto su riviste pornografiche i cui editori pur di aggiungere testi scritti alle immagini concedono spazio a chiunque.

Il personaggio è costruito così bene che ha preso vita propria e negli anni '70 uno scrittore di cui non ricordo il vero nome ha pubblicato un libro con lo pseudonimo Kilgore Trout.

Fantastico.

Simone ha detto...

Cristò: ottimo esempio. E a pensarci bene, in un certo senso anche un blog letterario è solo un contorno a tutt'altre cose che puoi trovare su Internet ^^.

Simone

Giuliana ha detto...

Insomma... Kilgore Trout è fantastico ma è solo un comprimario.
Vogliamo parlare di Barney Panofsky?

Antony ha detto...

non so se esiste un libro senza protagonisti, ma un libro con TROPPI protagonisti esiste... ed è il mio! ce ne sono ben tre!
e in effetti, ora che me lo fai notare, il mio libro è una gran bella ca...ntonata. ma il mio editore non se n'è ancora accorto!
:)