Gli ebook degli altri emergenti: Come pescare, cucinare e suonare la trota. Di Cristò Chiapperini

Nella strada per diventare degli scrittori affermati, Cristò ha almeno un grosso punto a favore: ciò di cui parlo non è la qualità della scrittura o l'importanza dei contenuti, ma la sua semplice e scontata intraprendenza. L'autore si è infatti presentato qui sul blog (che comunque frequenta da tempo) e mi ha segnalato esplicitamente il suo ebook per una possibile recensione.

Chi non risica non rosica, mi pare che si dica. E non so quanto questa recensione avrà giovato all'autore alla fine della sua (gli auguro) lunga carriera, ma di certo se non fosse passato per di qui a offrirsi volontario difficilmente avrei notato e letto il suo libro.

Insomma è così che si fa: gli scrittori emergenti devono rompere le p... volevo dire proporsi di più e piagnucolare di meno, bravo Cristò. E ora parliamo del libro:

Come pescare, cucinare e suonare la trota. Di Cristò Chiapperini
Ebook e libro stampato – Florestano Edizioni

Il libro: CPCESLT (non vorrete mica che lo riscriva tutto ogni volta?) è un romanzo musicale. Si parla di un concerto che deve essere messo in cantiere (non conosco il termine ufficiale, perdonatemi) si parla dei musicisti che provano il loro lavoro, si parla di rapporti interpersonali più o meno importanti e infine si parla di musica in una maniera così pulita e profonda che è ovvio fin dalle prime battute che l'autore sia un musicista a sua volta. E speriamo che sia davvero così, se no ho fatto la solita figuraccia ^^.

La trama: Francesco non vorrebbe partecipare a un concerto... ma poi si lascia convincere e inizia a prepararsi. In un crescendo di scene narrate con un forte accento sulla musica e sui rapporti interpersonali, impariamo a conoscere gli altri musicisti e i retroscena della vita del protagonista, principalmente raccontati attraverso le sue prime lezioni di piano e la nascita dell'amore per la musica.

Andando avanti l'intreccio si fa più complesso: nasce una sorta di triangolo amoroso etero-omosessuale, ci viene proposta la realtà del mondo fuori dalla sala prove e finalmente Francesco si lascia trasportare dall'entusiasmo e decide di eseguire un concerto in strada, davanti a un vero pubblico. E poi io mi sono incazzato, ma ne parliamo nello stile.

Lo stile: Cristò scrive davvero bene. Non trovo i classici difetti da scrittore emergente che invece affliggono me e un po' tutti i miei colleghi, e la storia prosegue tra intrecci e musicalità trascinando il lettore come se si trattasse di una melodia lenta e calda, di quelle che ti rilassano e si fanno seguire senza sforzo (per restare in tema musicale).

Poi c'è il finale. Non vi dico ovviamente come finisce il libro, ma vi dico che mi ha lasciato non tanto con l'amaro in bocca, quanto con un senso di arrabbiatura. In sintesi, secondo il mio personale giudizio, il protagonista è un completo idiota. No, peggio: il protagonista rappresenta tutto il negativo della mia generazione (e non è un caso che Cristò abbia la mia età), tutto il pessimismo in cui annegano precari, disoccupati, gente senza casa, senza un bel lavoro, senza sogni, senza ideali e senza prospettive.

Il mondo non sta lì ad accoglierci e a batterci le mani. Il mondo è pieno di persone a cui non interessa l'arte, gente che si accontenta di quello che già c'è, senza pensare ad altro. Farsi strada nella vita è difficile, anzi peggio! Si può lottare, finendo comunque per fallire. La vita fa paura, è un postaccio pieno di gente che vuole fregarci, dove i nostri sogni potrebbero restare irrealizzati. E allora, secondo il protagonista, la soluzione a tutto questo è... chiudersi in casa e scaricare le delusioni su mamma e papà. Ma quanto è facile riconoscersi in quell'idiota di Francesco? E quanto è drammaticamente vero questo romanzo?

Insomma, CPCESLT dice una cosa vera, rappresenta un modo di essere reale e verosimile. E mi ha fatto profondamente incazzare. Sarà che io non voglio essere come Francesco, e sarà che non credo che la gente sia davvero tutta cattiva, vuota e disinteressata. Per me bisogna lottare per cambiare il mondo, per quanto sia una frase retorica e banale e forse inutile. Magari falliremo, magari non cambieremo niente, però chi sta lì a lamentarsi e basta è un fallito e – sinceramente – mi fa molta più rabbia che pena.

La cosa degna di nota, è che quello che avete appena letto non è un giudizio di qualità o di tecnica o di apprezzamento di forma o di stile o di quello di cui si parla in genere quando si giudica un nuovo autore. È piuttosto un giudizio sui contenuti del romanzo, è un rapporto idea mia VS idea trasmessa dalle pagine che ho letto.

Vi confesso che sul momento volevo buttare il testo dalla finestra (e avrei sfasciato anche il lettore) ma alla fine ho realizzato che un libro che ti fa arrabbiare è un libro vero, una storia che c'era bisogno di raccontare e che forse bisognerebbe anche leggere (visto che per farlo vi basta cliccare sul link!)

Tecnicismi: qualche riflessione inutile su come scrive il caro Cristò:

- Il testo è ben piantato nella realtà. Quello che avviene è sempre realistico, i rapporti tra i personaggi sono reali e lo stile è sempre su un ironico pacato. Non fa ridere, ma non è triste (a parte nell'ultima parte).

- Prima dell'ultimo capitolo c'è una descrizione di un concerto che esce dal reale nel tentativo di raccontare la musica come realmente riesce a influenzare i sentimenti del protagonista che la suona. È una cosa che ho difficoltà a giudicare, ma il testo rimane comunque nei binari della storia e della leggibilità (insomma vedete voi se vi piace o no ^^).

- La scrittura è rapida, fluida, non ci sono errori o dimenticanze o problematiche varie. Sembra il libro di uno scrittore non emergente ^^.

- Quella specie di triangolo amoroso omo-etero poteva essere approfondito maggiormente, almeno per capire fino in fondo come si risolvono le relazioni tra i protagonisti. Forse il tutto è stato pensato sempre nell'idea di un finale per niente buonista.

- Nel testo c'è molta musica, a un livello tale che è ovvio che chi scrive non è uno sprovveduto ed è in grado di trasmettere determinate nozioni senza che il suo divenga un libro di testo.

- Il passato del protagonista ci viene raccontato con dei flashback che poi si inseriscono direttamente nella trama presente. È una cosa un po' strana (non so come altro descriverlo) ma mi è parso che funzionasse bene.

Pubblicabilità: il romanzo di Cristò è già stato pubblicato, per cui dovrei dire che secondo me si tratta di un testo facilmente pubblicabile e fare la figura di quello che capisce tutto.

A dire il vero, però, no: secondo me non è un testo che potrebbe interessare tutti gli editori. C'è un accento forte sulla musica, al punto che non riuscirei a vedere questo libro se non in una collana dedicata a questo tema. Tutti gli altri spunti infatti vengono accantonati o approfonditi meno, e l'unico tema forte che troviamo dall'inizio alla fine è solo e soltanto quello del rapporto del pianista (in questo caso) con la propria arte.

Inutile dire che, come già detto, l'autore sa proporsi e sa vendersi (in senso buono!) come si deve, e il libro è uscito proprio con un editore che pubblica libri dedicati alla musica.

Unica nota negativa, per dire qualcosa che potrebbe aiutare gli altri emergenti e non per criticare Cristò (visto che ormai il libro l'ha pubblicato) è che all'inizio del libro c'è una lunga poesia, e così a colpo d'occhio mi ha dato l'impressione che il testo fosse impaginato male. Insomma il rischio era di un primo impatto negativo con conseguente cestinamento automatico del manoscritto... cosa che evidentemente non è avvenuta.

Simone

VOTO FINALE: B+

Vi ricordo che recensisco solo ebook gratuiti di roba LUNGA (racconti di poche pagine non valgono). Qui trovate un utile elenco delle valutazioni.

A=È un mio amico o l'ho scritto io
B=È scritto male ma è sempre un mio amico/è un bel libro ma non conosco l'autore.
C=Non è male, anche se si può migliorare/l'autore è uno che mena.
D=Bruttino, ma tanto non darò mai meno di C che non c'ho le spalle.
E=Il romanzo di una triglia (se mai ne scriverà uno) se è bello ^^.
F=Il romanzo di una triglia, se è pure brutto.
G=Qualsiasi libro che assomigli a uno dei miei e che potrebbe farmi concorrenza.
H=Mozart di Atlantide.
I=Qualsiasi altra storia coi gatti.
L=Il romanzo col topo che sta adesso in classifica: perché il topo sì e il gatto no?
M=Nevicata di Alessandro, che l'assegno non è ancora arrivato! ^^

Link:

Come pescare, preparare e suonare la trota.pdf (660 Kb) (escono milioni di popup, ma alla fine arriva anche il file!)

Il blog di Cristò

Il libro sul sito della Florestano Edizioni

8 commenti:

Gloutchov ha detto...

L'ho scaricato un paio di settimane fa... chissà quando riuscirò a leggerlo. Ho una lista di libri da leggere che sta diventando lunghissima!! :D

sgerwk ha detto...

Leggendo questo post, quando sono arrivato al punto in cui dici "i classici difetti da scrittore emergente" (che in l'autore in questo caso non ha) mi e' venuta la curiosita': quali sono gli errori piu' comuni che hai visto negli scrittori emergenti?

Anonimo ha detto...

Se ci fosse in un formato testo o pdf lo leggerei volentieri.
Claudia

Anonimo ha detto...

Trovato.
Claudia

Simone ha detto...

Glauco: comunque è piuttosto breve e si legge abbastanza in fretta.

Sgerwk: avevo scritto un post qui:

http://simonenavarra.blogspot.com/2007/06/gli-errori-pi-frequenti-nella-stesura.html

Poi magari farò un aggiornamento.

Claudia: stavo per dirti di guardare tra i link ^^


Simone

Cristò ha detto...

Grazie della recensione, l'ho trovata davvero azzeccata. Certo che il libro ti ha fatto incazzare, ha fatto incazzare anche me mentre lo scrivevo e ha fatto incazzare tante persone che l'hanno letto. Beh... non dico che l'ho fatto apposta ma l'idea del libro nasce proprio dalla constatazione che viviamo un momento davvero difficile per chi vuole fare arte e chi ha paura di farsi male spesso lascia la partita a metà.

Sarai contento di sapere che sì, sono un musicista (di poco talento!).

Se non ti dispiace posterò la tua recensione sul mio blog... anche perché, sinceramente, fino ad oggi è quella che mi è piaciuta di più.

P.S. Il mio prossimo romanzo probabilmente sarà di ambientazione fantascientifica (amo Vonnegut e Lem e vorrei percorrere un po' la loro strada).

A presto

Simone ha detto...

Cristò: grazie per l'apprezzamento, e ovviamente puoi mettere la recensione dove vuoi!

Simone

Anonimo ha detto...

A me è piaciuto.
Claudia