Un mio amico ha trovato lavoro!

Sì sì! Dopo anni che era disoccupato, finalmente ce l'ha fatta!

Adesso questo mio amico lavora per un privato, un imprenditore. Per il momento le cose non gli vanno benissimo, ma lui continua a dirmi di essere felice e di aver realizzato il suo più grande sogno... quello di lavorare!

Lo hanno preso con un contratto a progetto, e scaduto questo non si sa ancora se lo chiameranno di nuovo o se tornerà a fare il disoccupato. Ma tant'è, lui è sicuro che continueranno a cercarlo perché è bravissimo in quello che fa, e a certe cose per il momento non ci vuole nemmeno pensare.

Per ora, poi, il mio amico lavora gratis. Gli hanno detto che non sanno se potranno pagarlo, visto che non è detto che sia abbastanza bravo da meritarsi uno stipendio. Deve comunque ringraziare che lo facciano lavorare senza neanche chiedergli dei soldi, come invece accade spesso. Se le cose andranno bene, verso la fine dell'anno dovrebbero pagargli qualcosa. Certo, gli hanno già spiegato che non può aspettarsi di campare e di mantenersi solo con questo lavoro, ma lui spera comunque di potercela fare perché è convinto di essere speciale.

Adesso deve andare due giorni da Roma a Torino, per parlare del suo lavoro, e le spese sono tutte a carico suo. Il viaggio a Milano serve ad aumentare le possibilità che tra un anno gli diano qualche soldo, o che magari gli offrano un secondo progetto, per cui è naturale che spetti a lui pagare perché in fondo sta investendo su sé stesso.

Certo, a vedere le cose così come stanno, mi pare che non sia proprio un gran che 'sto lavoro che ha trovato il mio amico. Si potrebbe insinuare che questo imprenditore sia un po' stronzo, ma a dirla tutta anch'io farei la stessa cosa se la gente accettasse di lavorare per me gratuitamente, e in più trattandomi come un benefattore. È il mio amico che sbaglia, secondo me. Vuole tanto fare lo scrittore, ed è convinto che prima o poi diventerà ricco e famoso... io spero tanto che ce la faccia anche se, a dire la verità, a me st'amico mio mi sembra tanto un po' coglione...

Simone

L'età di Lulu... punto com!

O anche lo scrittore che si autoproduce.

L'auto-produzione è sempre vista con occhio negativo, in tutti i campi. Se fai da solo sei uno sfigato, c'è poco da fare, questo sembra pensare la maggioranza. Ma sarà vero?

Fatto sta che, accanto all'editoria tradizionale, si sta affermando un nuovo sistema di pubblicazione detto print on demand.

In parole povere: mandate il vostro libro a Lulu (o altri siti, poi vediamo) in formato pdf o quello che serve. Mandate una copertina, scegliete quanto volete guadagnare sulle vendite e il gioco è fatto. Se qualcuno vuole acquistare la vostra opera, il servizio provvederà a stampare la copia richiesta, inviandola all'acquirente.

Qualcuno vi dirà che così non vale. Per fare gli scrittori, dovete trovare un babbeo che tiri fuori i soldi e investa su di voi stampando mille copie tutte insieme col rischio di venderne 10, altrimenti siete degli autoproduttori sfigati e nessuno cagherà i vostri libri. Be' sì... ma anche no però.

Intanto, stampandovi il libro in questo modo, non finite nel giro di quegli editori che vi chiedono i soldi per pubblicare. Io c'ho provato (eh, le ho provate tutte ^^) e alla fine non mi pare di essere diventato così famoso. Se avessi usato Lulu, male che andava risparmiavo i soldi.

Poi c'è chi dice che gli editori selezionano le opere valide, mentre su questi servizi trovate di tutto. A parte che se fosse vero, entrando in libreria non ci vedremmo accerchiati da cataste di libri spazzatura che questi bravi editori selezionano. Ancora di più, i libri dei piccoli editori raramente brillano per qualità e contenuti... e non mi pubblicano lo stesso, si vede che sono proprio scarso ^^.

Come prima, se proprio devo pubblicare una schifezza, a questo punto col print on demand almeno con le poche copie che vendo incasso qualche cosa, per quanto poco. Si parla di percentuali attorno al 30% del prezzo di copertina, non il 5-7% degli editori cartacei.

Fino a poco tempo fa, Lulu aveva il grosso problema dei costi di spedizione. Trovandosi fuori dall'Italia, un libro costava più di spese postali che di stampa, aumentando il prezzo a un livello che poteva scoraggiare i già pochi lettori interessati all'acquisto. Effettivamente, a me già mi rode di pagare 10 euro per il libraccio di qualche amico che ha pubblicato e che sono costretto a comprare. Figuriamoci se con la spedizione me ne costa 18! Recentemente, però, non so cosa si sono inventati, ma l'invio di un libro costa 2 euro, che è certamente fattibile. M'immagino che arriverà in un mese ^^

Esistono dei servizi analoghi anche in italia, come boopen (a cui avrei dovuto chiedere i soldi per la pubblicità, immagino). A differenza di Lulu, Boopen è un servizio aperto da poco per cui ancora non ha tutti i formati di stampa e le opzioni che offre Lulu. Essendo italiano, poi, per fargli vendere i vostri libri dovete inviargli un contratto firmato, che qualcuno potrebbe trovare una scocciatura.

Io ci sto facendo un pensierino, e penso che tra non molto userò Lulu per la sindrome di Reinegarth. Se le vendite andranno bene (cioè, NO) lo userò anche per gli altri romanzi. Se le vendite andranno molto bene (cioè, molto NO), ci metterò anche il libro dei gatti prima ancora di cercare un editore.

Ovviamente, per sapere come è andata non vi resta che tornare a visitarmi... intanto inizio a fare il pianto greco implorandovi di comprarvi il libro (è così che si vende, no? ^^ Questo è l'argomento di un futuro post), che l'ho scritto io per cui è bellissimo... anche se nessun editore vero l'ha voluto pubblicare.

Simone

Link correlati:

Boopen.it

Lulu.com

Il nuovo magazine del P2P!

Sono contentissimo di presentarvi una nuova pubblicazione online dedicata al Peer to Peer, al Creative Commons, alle reti d'informatica, ai computer e insomma a tutto quello che ha a che vedere con nuove tecnologie e forme di comunicazione.

Eccovi un estratto della presentazione:

P2PForum Magazine.

Sono lieto di presentare a tutti gli utenti del p2pforum il primo numero di P2Pforum Magazine. P2Pforum Magazine nasce con l'intento di raccogliere i migliori articoli e approfondimenti scritti personalmente dagli utenti di P2P Forum Italia.

In questo numero

* Le Creative Commons - Come pubblicare le proprie opere in maniera libera e legale
* Guida per Windows pulito sicuro e veloce
* Vista – Linux - lo scontro finale: Davvero Windows Vista è l'unico Sistema Operativo possibile?
* I vantaggi di un computer MAC - Il punto di vista di un utente Mac
* Intel Core 2 Duo - Alla scoperta dei nuovi processori Intel
* Le difficoltà di un download libero e legale con il p2p


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Scarica P2PForum Magazine!

La prima stesura del libro dei gatti!

Oggi ho stampato per la prima volta il testo completo, dalla prima all'ultima pagina! Alla fine saranno un 160 cartelle... metà di Mozart e il doppio di Reinegarth. Sarà la volta buona? ^^

Qualche notizia in più: per il modo in cui l'ho scritto (sarà l'argomento della prossima puntata del corso di scrittura), non c'è molto da rivedere. Già adesso infatti si può leggere dall'inizio alla fine senza trovarci grossi errori e senza che manchi qualche pezzo. Non sono tanto sicuro di come filano le prime pagine, che temo mi toccherà riscrivere, ma per il resto direi che la prima stesura non dovrebbe discostarsi molto da quella definitiva.

Confesso inoltre che sono molto soddisfatto: rispetto ai tre romanzi che ho scritto in precedenzai mi pare più interessante (a chi non piacciono i gatti, in fondo? Sì, ne conosco qualcuno anch'io... ^^), più scorrevole, scritto meglio... l'ho già detto che ci sono i gatti? Insomma secondo me è un bel libro e spero che alla gente farà piacere leggerlo.

Grazie a tutti quelli che seguono il blog e che mi hanno incoraggiato nel lavoro. Spero che il libro piaccia soprattutto a voi (anche perché se vi fa schifo poi lo scrivete nei commenti ^^).

Adesso lo lascio lì per un mesetto, così quando mi ci rimetto sopra avrò le idee un po' più chiare. Come se non bastasse ho già in mente anche il prossimo libro... e forse dovrei parlare al plurale. Ma di questo ne parliamo dopo, vero? ^^

Simone

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Un pezzettino della prima stesura (è sempre lo stesso ^^)

Il GiraLibro di OperaNarrativa.

Vi informo di una nuova iniziativa che è in partenza sul portale OperaNarrativa. In sostanza, si tratta di una forma di scambio di libri, utilizzando come base il forum che trovate all'interno del sito. Qui sotto trovate una descrizione più dettagliata, e ovviamente il link.


OperaNarrativa presenta Il GiraLibro

Il portale OperaNarrativa è nato come conseguenza della smisurata passione per i Libri e tutte le attività svolte ruotano attorno a questo principio: la diffusione del libro, senza distinzione di generi e/o argomenti.

Proprio in questa settimana abbiamo deciso di fare nostro un meccanismo già sperimentato da altre realtà (in primis dal BookCrossing), nella speranza che l’amore per i libri sia accompagnato da una sempre maggiore diffusione dei testi che più ci hanno colpito.

Nasce così Il GiraLibro, una sorta di prestito “di garanzia” suggerito da voi lettori e a disposizione di chiunque sia alla ricerca di emozioni da condividere. Il meccanismo è molto semplice: basta che una persona decida di mettere a disposizione un proprio libro (per un numero di lettori prestabilito oppure “a perdere”) e che ci siano lettori interessati che si mettano in coda per il prestito… il GiraLibro ha così inizio!

Il tutto verrà gestito attraverso il forum di OperaNarrativa (dove trovate anche tutte le istruzioni!) e ogni GiraLibro sarà segnalato nelle schede del sito, caratterizzato da una vera e propria categoria.

Liberate quindi i libri che più amate, oppure quelli che voi stessi avete scritto. Il mondo è pieno di lettori avidi che aspettano solo i vostri consigli.

E non dimenticate mai: OperaNarrativa, il libro che cerchi, qui c’è!


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OperaNarrativa

Dieci piccoli indiani.

Dopo una breve pausa, torna la rubrica de I libri che non pubblicherebbero se li avessi scritti io, perché io non sono uno scrittore famoso.

DIECI PICCOLI INDIANI - Mondadori
Agatha Christie

La trama: Sapete, l'ho letto tanto di quel tempo fa che non me la ricordo più molto (alla faccia della professionalità ^^). Comunque, per un motivo che è solo una scusa per un libro pieno di omicidi, dieci persone si trovano bloccate in una villa su un'isola. Come da programma, qualcuno inizia a fare secchi tutti quanti uno dopo l'altro. Praticamente una specie di Alien, solo che non è nello spazio ma su un'isola e invece del mostro c'è l'assassino.

Recensione: Non è un caso che, su una decina di recensioni che ho scritto fino a oggi, questo sia già il secondo giallo (per di più dello stesso editore, se non sbaglio) appartenente alla categoria dei classici del passato. Scritti decenni fa, questi libri sono talmente attuali da contenere delle strategie narrative che vengono utilizzate con successo ancora oggi. In particolare, il giallo di Agatha Christie contiene un colpo di scena (non ve lo dico, dai, così ve lo leggete!) effettivamente magistrale, attorno al quale ruota l'intera storia.

Tutti restano di stucco sul finale del Sesto Senso, no? Be', la signora Christie queste cose le faceva cinquant'anni prima, senza tirare in ballo poteri paranormali o fantasmi. La difficoltà di questo genere di scrittura è che, basandoci su un unico colpo di scena su cui poggia tutta la trama, il rischio è di non colpire più di tanto il lettore con un'idea in realtà moscia, o peggio ancora di farsi scoprire in anticipo fallendo miseramente. Invece, leggendo Dieci piccoli indiani la verità ci passa davanti agli occhi (e va bene, è scritto in maniera tale che è impossibile arrivarci prima ^^) ma solo alla fine capiremo chi è l'assassino e che diavolo ha combinato.

Perché non me lo pubblicherebbero: Niente di più ovvio. Se scrivessi oggi Dieci piccoli indiani, e lo spedissi a qualche ignota casa editrice (i manoscritti inviati alle case editrici note vengono cestinati direttamente dal postino, così si risparmia un po' di lavoro), l'editore inizierebbe la lettura pensando di trovarsi di fronte a un Western con una tribù di nativi americani pigmei.

Dopo una decina di pagine si chiederà ma quando arrivano l'indiani? prendendo a sfogliare rapidamente le pagine successive. Non trovando traccia dei piccoli pellerossa a cui già si stava affezionando, cestinerà con non curanza l'intero manoscritto per poi andarsi a ubriacare amareggiato e deluso.

NOTA: In alcune versioni del romanzo, il titolo è anche: e poi non ne rimase nessuno. Che, effettivamente, fa davvero schifo.

Cosa abbiamo imparato: Il titolo del vostro romanzo è la prima cosa che l'editore leggerà (e forse anche l'ultima). Sceglietelo accuratamente.

Simone

Non lo fate leggere a Nessuno!

Non Nessuno il gatto, nessuno il lettore. Questa la capirete dopo, andate avanti... ^^

Avrete intuito che siamo arrivati alla quinta puntata del corso di scrittura, e ormai il nostro romanzo si avvicina alla sua inevitabile fine (il tritarifiuti dell'editore). Non preoccupatevi, però! Per i prossimi aggiornamenti vedrò d'inventarmi qualcosa, tanto per allungare il brodo. Così il nostro corso durerà ancora per qualche puntata (anche perché se no dopo sul blog che ci scrivo?)

Insomma avete scritto il vostro romanzo, rubando tempo allo studio, al lavoro e (cosa molto più comune) al sonno. Il vostro libro inizia a pagina 1 e termina a pagina X (speriamo sia almeno pagina XX - nel senso delle 2 cifre - se no è un po' scarso come romanzo) e contenuta tra questo inizio e questa fine c'è una storia. Ok (credete voi) è finita! E di certo morirete dalla voglia di farlo leggere a qualcuno.

Non fatelo, per carità! NON LO FATE LEGGERE A NESSUNO, SE NON È FINITO! Ma abbiamo appena detto che è finito, replicherete voi... e invece no, non è finito v'ho detto! Sarà anche vero che il libro l'avete scritto tutto, ma quella che avete portato a termine è solo la prima stesura, non il testo definitivo che potrete arrischiarvi a far leggere a milioni (magari) di parenti e amici.

Certo, uno scrittore alle prime armi si aspetterebbe un minimo di pietà almeno da parte dei lettori (dagli editori sappiamo già cosa aspettarci). Trovando un singolo errore di grammatica in un testo di centinaia di pagine e altrimenti perfetto, uno che legge dovrebbe pensare che si tratti di una disattenzione, ma al cento per cento penserà che siete degli ignoranti che non sanno scrivere in itagliano ma che chissà perché si sono messi in testa di fare i romanzieri. Allo stesso modo, nessun genitore o fidanzato/a vi perdonerà mai i seguenti errori, comunissimi nelle prime stesure:

- Personaggi con due nomi diversi, perché gli avete cambiato nome e poi ve ne siete scordati.

- Colpi di scena fondamentali al proseguio della trama... ma che capite soltanto voi.

- Personaggi che cambiano sesso. Come sopra... solo che questo, visto i romanzi che vanno oggi, potrebbe non essere un difetto.

- Errori di ortografia e grammatica che voi non havete visto ma che un lettore vedrà subbito. (Sì, lo so che questo l'avevo già detto ^^)

- Frasi che vorrebbero essere delle frasi molto scorrevoli ma che pur volendo esserlo, tanto scorrevoli non vi sono venute, e allora potreste riscriverle più scorrevoli, no?

- Come sopra, solo con comprensibili al posto di scorrevoli.

- Imprevisti assurdi che non potevate immaginare, ma che capitano regolarmente. Ad esempio nel libro dei gatti (quello che sto scrivendo, lo so ho rotto le palle ^^) c'è un personaggio che ho avuto la bella idea di chiamare Nessuno. Grazie a lui, nel libro vengono fuori di continuo frasi del tipo: Nessuno sapeva che nel cespuglio non c'era Nessuno o peggio Nessuno non voleva l'aiuto di nessuno. Roba che se solo sbaglio a mettere una maiuscola (cosa che effettivamente ho fatto varie volte), quando lo rileggo non ci capisco niente nemmeno io ^^

Forse con questo post non sono arrivato da nessuna parte... ma del resto si parlava di allungare un po' il brodo, o no? Nel punto 6 del nostro (anzi, mio!) eccitante corso di scrittura parlerò di come effettivamente si può (cercare di) correggere il nostro lavoro, dandogli una forma più leggibile.

Simone

Lo scrittore che fa le faccine.

Io chi ha inventato le faccine lo metterei in galera!

All'inizio era una buona idea, essenzialmente pratica: su Internet non si vede il proprio interlocutore, per cui con :-) ci si mostrava contenti, e con :-( incazzati. Poi la cosa ha preso piede a tal punto che, ormai, sui forum degli scrittori (capito, SCRITTORI - o sedicenti tali) la gente si esprime solo così:

Io :) non saprei XD se :-/ a qualcuno 8-| è piaciuto :-) il mio ;-> Racconto :-(

La cosa peggiore poi è che già sarebbe abbastanza tremendo così, ma le faccine dei forum non sono coi caratteri bensì coi pupazzetti degli smiles per di più animati.

Ma porca troia, io da bambino li disegnavo i pupazzetti accanto alle cose che scrivevo... e il maestro s'incacchiava pure! Come si fa a fare una discussione seria se la gente ti riempie di pupazzetti?

E c'è pure chi le usa nelle email, per cui tra poco non ci sarà più niente da fare, saranno ovunque. Ve l'immaginate il fisco che vi scrive con le faccine?

Per l'anno 2006 abbiamo rilevato un mancato pagamento d'IVA e bla bla bla... dovrà corrispondere una sanzione amministrativa pari a DUEMILAOTTOCENTO EURO... :-) E poi vi ci mettono la faccina che ride, capito?!

Oppure il dottore?

Mi dispiace :-O ma c'è un problema con le sue analisi... :-(((((((((((((((((((((((((

E ogni malattia avrà la sua faccina animata, e magari a seconda della gravità il dottore aggiungerà anche lo smiley della morte con la falce. Così è sicuro che avete capito.

Simone

Grazie a Claudecf per l'immagine, che ho preso da Flickr.com (non sono tanto sicuro che il link funzioni).

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Le faccine ascii.

Le faccine animate.

I gatti sono (quasi) tra noi!

Il libro dei gatti (è un secolo che ne parlo, non mi fate rispiegare tutto da capo) prosegue benissimo, al punto che nel momento in cui preparo questo post sto terminando di scrivere l'ultima parte. Tra qui e una settimana conto di averlo terminato... poi magari ci vorrà un mese, ma bene o male direi che ce l'ho quasi fatta.

Però non aspettatevi di leggerlo subito, perché a parte il fatto che tra finirlo e trovare un editore sapete già quanto ce ne passa, la fase di revisione richiederà un bel po' di lavoro.

Prima di tutto voglio aspettare un po' di tempo, così da rileggerlo a mente fredda (almeno un mese, se non addirittura dopo l'estate. Hemingway ha aspettato 1 anno per rivedere il vecchio e il mare, ma vabbe', so' mejo io).

Poi devo rendere più omogenea la narrazione, rivedere qualche personaggio e aggiungere delle piccole parti mancanti. Insomma, ancora ce ne vuole prima che possiate andarlo a comprare in libreria... eh se ce ne vuole ^^

Anche i gatti del quartiere sembrano più agitati del solito, ultimamente. L'altro giorno all'angolo del marciapiede sotto casa ce ne saranno stati cinque o sei (qualcuno gli avrà lasciato da mangiare), e mi parevano proprio quelli del libro! C'erano Gennaro, Fiocco di Neve, Napoleone... erano proprio loro, identici a come li ho descritti, e mi guardavano storto pensando eccolo, è lui, quello del blog! Addirittura Macchia si era arrampicato su una recinzione, e ci guardava dall'alto in basso come se gli stessimo tutti sulle palle... proprio come fa nel libro!

Poi, una sera, mi è capitato d'incontrare anche Nessuno (il protagonista). Nel romanzo è un cucciolo, ma adesso è diventato proprio un bel gattone. L'ho visto passare di corsa nel gradino tra il marciapiede e la strada, e impegnato com'era nelle sue faccende personali non mi ha degnato nemmeno di uno sguardo. Era come se avesse chissà cosa di troppo importante a cui pensare, mentre io non ero altro che un oggetto che ingombrava la strada, come una macchina o un secchio dei rifiuti.

Non ci sono dubbi, era proprio lui.

Simone

Il lato oscuro della scrittura.

Milano Nera è un sito letterario dedicato interamente alla narrativa di genere giallo e noir. Non mi pare che sulla rete ci siano molte altre iniziative di questo tipo (almeno, non in italiano), per cui se vi piacciono i romanzi thriller e i polizieschi conditi da sparatorie e omicidi sono sicuro che vi farà piacere seguuire il link che trovate in fondo al post.


Come consueto, una brevissima presentazione tratta dalle parole di chi gestisce il sito:

MilanoNera è una rivista online dedicata alla letteratura di genere, una dolce prigione di libri.
Gialli, thriller, noir e polizieschi sono l'oggetto delle nostre chiacchiere dietro le sbarre. Buona lettura. Quasi dimenticavo: ricordate di depositare tutti gli oggetti metallici e le bibite sul nastro del metal detector prima d'entrare.
Il direttore dell'istituto di pena


Simone

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