Perchè non bisogna stamparsi un libro da soli.

Ebbene sì. Dopo tutta la storia che ho fatto per un po' di tempo tra Lulu, Boopen, print on demand e tecnologie moderne varia, vi sarete accorti che ancora non ho messo in vendita niente.

Il fatto è che mi sono reso conto che autoprodursi un libro non è così semplice come può sembrare di primo acchitto, e forse il punto non vale la candela. Vediamo un po' in dettaglio quali sono i motivi:

- Un punto di vista molto diffuso nell'ambiente editoriale è che uno scrittore che si stampa un libro da solo altro non è che uno sfigato. Praticamente gli editori detestano che uno scrittore decida autonomente di vendere le sue opere, gli altri autori lo vedono come una specie di reietto e i critici letterari lo ignorano a priori ritenendo che un libro del genere non sia nemmeno degno di essere letto. Che non è poi del tutto sbagliata come cosa (visto che poi il livello medio dei libri autoprodotti è bassino), ma è comunque un preconcetto.

- Altra gente che conosco e lavora nell'editoria mi dice che se un autore vende delle copie per conto suo, appunto col print on demand, poi gli editori non si sentono invogliati a investire su di lui. Molti piccoli editori contano di vendere principalmente a parenti e amici dell'autore (parole LORO, degli editori!), ma se parenti e amici potevano già acquistare il libro in precedenza i loro piani editoriali vanno a quel paese.

- I sistemi print on demand in Italia sono accroccatissimi. Si parla di utilizzare Paypal, carte di credito, stamperie che stanno in un paese e società che lavorano in un altro, spese di spedizione, commissioni online e bancarie, partite IVA statunitensi e chi più ne ha più ne metta. Alla fine in un libro che costa 10 euro l'80% se ne va in spese accessorie per cose che servono ad adattare (malamente) al mercato italiano una cosa che nasce all'estero.

- Ma in fondo un libro autoprodotto e venduto su Internet chi se lo compra?

- Se pubblico on demand, poi per certi concorsi il romanzo risulta edito e non posso più partecipare.

- Moltissimi scrittori sono contrari al print on demand e ai libri autoprodotti in generale. Più volte mi sono sentito dire che se un editore investe su un libro vuol dire che questo è valido, mentre questo non si può dire per un libro che un autore si stampa da solo. Insomma a detta loro uno scrittore dovrebbe pubblicare solo con editori "veri".

- Autoprodursi un libro è veramente una faticaccia. Bisogna scrivere il libro (eh ^^) correggere le bozze, preparare la copertina, mettere tutto in vendita, fare marketing e aggiornare regolarmente il blog implorando la gente di comprarselo. Insomma un mazzo così... ma a chi gli va?

Insomma questo print on demand non pare proprio una buona idea. Praticamente mi dovrei fare un mazzo così per far circolare un mio lavoro, rischiando poi di avere l'effetto contrario e risultare ancora più antipatico a editori e colleghi scrittori emergenti. La scelta più saggia parrebbe proprio quella di non provarci nemmeno, aspettando che qualche editore si decida finalmente a puntare su di me magari tra 10 o 20 anni...

Detto questo qui e qui trovate due copertine della versione Lulu di Mozart di Atlantide, che (salvo i soliti ripensamenti) se tutto va bene sarà in vendita tra due o tre settimane.

Mi dite quale preferite? Considerate che i bordi verranno un po' tagliati (così nel libro finito il testo apparirà centrato correttamente) e che i colori della stampa potrebbero apparire più scuri (ma forse avevo sbagliato profilo colore e vedrò con l'ultima bozza).

Altri dettagli a breve!

Simone

41 commenti:

TED74 ha detto...

Non ho capito se farai o meno questo "print on demand".
In ogni caso, preferisco la seconda copertina... anche per motivi pratici, le copertine bianche ogni tanto mi si sporcano e io rosico troppo.
TED

Matteo Scandolin ha detto...

Anche a me piace la seconda. Ma sei sicuro che sia da mettere quel "Lo scrittore emergente – print on demand" in corpo così grande?
(@ ted74: grandissimo avatar/immagine/quel che è... insomma, grandissimi Calvin & Hobbes!!! :) )

gelostellato ha detto...

la seconda copertina. senza dubbio. e rimpicciolisci Lo scrittore emergente e l'indirizzo del blog nella seconda di copertina.
Ciao.

Posta anche tu la news del premio scheletri
l'orrore dietro l'angolo quando hai un giorno che non vuoi scrivere un cax.

Ri ciao.

Simone ha detto...

Ok, anche al di fuori del blog la seconda copertina vince al 100%, almeno per il momento.

Rimpicciolirò i caratteri che dite, anche se devo dire che il risultato mi piace anche così: l'idea è che chi vede il libro non sapendo chi sono si ricordi il titolo del blog e mi venga a cercare (così poi si compra il libro pure lui). Comunque anche un po' più piccolo andrà bene.

Il libro si farà. Sto finendo l'impaginazione, poi ordinerò la bozza con la copertina definitiva (ci mette + o - 2 settimane ad arrivare) e se è tutto a posto lo metto in vendita.

Simone

mickele ha detto...

Anche a me piace la seconda copertina!!

Simone ha detto...

Mikele: grazie!

Gelostellato: ma sei del "gruppo" di Scheletri? Non ho ben capito di che premio si tratta, se vuoi mandami una mail col testo e un'immagine che ne parlo in un post!

Simone

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Già, la seconda è più bella. Anche tu hai pensato di racchiudere titolo e autore in un riquadro, e di inserire una citazione dal libro sul retro, bravo, ottima scelta!
Ma... se sostieni che non conviene "stamparsi un libro da soli", perché lo fai??

Simone ha detto...

Federico: bella domanda, ci vorrà un post per rispondere. Intanto diciamo che è una cosa che mi va di provare, mentre di tanti discorsi m'interessa poco. E poi 'sto libro non me l'hanno pubblicato lo stesso, non so se hai notato ^^

Simone

dactylium ha detto...

Anche a me piace di più la seconda (quella con la quarta nera).
Non so perché, però toglierei la dicitura "print-on-demand". Non c'è una vera ragione, però mi sembra "immotivata".
Ovviamente l'indirizzo del blog dovresti lasciarlo: è tutta pubblicità.
Ciao, dacty

Gloutchov ha detto...

Si... la seconda è sicuramente meglio :)

Buffo il post. Parti dicendo peste e corna del print on demand e, poi, pubblichi con quel sistema. eh..eh..

Hai scelto lulu? Posso chiederti una cosa? Hai provato a fare degli acquisti con postepay? A me si pianta sempre e non riesco a terminare la procedura di pagamento, uff! Alla fine, infatti, per i miei libri on demand, ho preferito cafepress, dove la postepay funziona perfettamente. Però mi ruga... perché lulu è più indirizzato ai libri. Cafepress è più dispersivo, col fatto che fa di tutto. :(

Altra domandina (mi sembra che tu abbia molta più esperienza di me...), di boopen che ne pensi? Io lo trovo interessante, specie ora che ti forniscono anche il codice isbn...

Per quanto hai scritto sul post. Io mi sono messo in una situazione a metà. Pubblico on demand i miei racconti brevi (90/100 pgg), racconti che ho anche pubblicato a puntate su blog (ho ricevuto tante richieste dai miei lettori x una versione cartacea che alla fine ho ceduto). I romanzi, invece, li tengo per tormentare gli editori veri. :P

Raffaele ha detto...

invece dico la prima

quel nero dell'ultima
fa tanto funeral house

al limite usa una tinta pastello
o un giallo vivace

Cristiano Macaluso ha detto...

A me piace di più la seconda copertina, che ne dici della mia copertina del libro che ho creato "Manualinux il Manuale su Linux) su Lulu.com? :

http://www.lulu.com/content/883286

Anonimo ha detto...

Voto la prima!
La trovo più elegante e "armonica".


Fede

Simone ha detto...

Dacty: mi pare un po' spoglia senza altre scritte in basso.

Glutchov: Lulu non prende postepay direttamente. Devi fare un account paypal e con quello pagare Lulu. Paypal è buono anche per comprare all'estero su ebay.

Boopen non mi piace per via del contratto da firmare. Non mi va di legarmi a loro per 5 anni o quello che è. Poi io non ho problemi a scegliere cosa pubblicare perché racconti non ne scrivo più ^^

Raffaele: proverò con un colore ripreso dall'immagine, magari un blu scuro. Il problema è che per vedere il risultato bisogna comprare 1 libro di prova e aspettare che arrivi (almeno 2 settimane). Il nero è neutro perciò male che vada è nero, mentre un colore più acceso se poi quando lo vedo non mi piace proprio mi tocca ripetere l'ordine e aspettare di nuovo la copertina aggiornata. Non so se sono stato troppo chiaro ^^

Cristiano: non male l'immagine, i caratteri usati non mi piacciono molto forse il font non è il "suo". Trovo che con il riquadro bianco i caratteri siano più gradevoli... è una cosa che ho copiato dai libri che ho visto in libreria, ovviamente ^^

Fede: allora siamo 8 a 2 per la seconda copertina... avanti il prossimo!

Simone

Shadowman ha detto...

la seconda copertina di sicuro...e anche io dico di rimpicciolire quei caratteri (quelli odiati da tutti :P)...che programma usi per farle??

Simone ha detto...

Ok prima di mandarla in stampa vi farò vedere la copertina aggiornata con i caratteri più piccoli.

Pensate tutti che il nero del retro non vada bene? Su questo sono indeciso.

Shadow: di solito le copertine le faccio partendo da mie fotografie e poi usando photoshop. Qui la foto è un muro vecchio e rotto in cui con photoshop ho aumentato il contrasto per poi aggiungere le scritte.

Simone

Marzia ha detto...

Decisamente la seconda copertina. A me il nero piace, è un colore che non passa mai di moda.

Simone ha detto...

Marzia: mi pare che almeno per il momento la seconda copertina stravinca... grazie!

Simone

keypaxx ha detto...

Spero tu ne venda parecchie dozzine di copie per cominciare..
^___^

TED74 ha detto...

x Matteo scandolin: grazie, si Calvin&Hobbes è davvero fantastico e Watterson era davvero uno con le palle, uno "fuori dal giro", un'artista, un grande

X Simone: tienici informati
;-)

fabbiuzz ha detto...

Faccio subito una premessa: io non comprerei mai un libro auto-prodotto con Lulu.
Non è una questione di pubblicità o di qualità, ma di prezzo: su Lulu sono esagerati, del tutto fuori mercato.
Ci sono stamperie che realizzano tirature limitate (tipo 10 copie) che sono più convenienti e di qualità migliore.
L'unico vantaggio di Lulu sta nel fatto di essere una vetrina dalla quale si può fare pubblicità alla propria opera.
Il fatto poi che si tratti di un libro auto-prodotto (e che quindi non è passato sotto le forche caudine di un editore) mi rende ancora più scettico.
Perché dovrei spendere tanti soldi per un esordiente, col rischio di ritrovarmi tra le mani un'opera scadente?
Discorso diverso è l'ebook: a un prezzo ragionevole, tipo 1-2 euro, è concepibile acquistare l'opera di un esordiente. Oltre questa cifra iniziano i dubbi. Un paio di mesi fa comprai tutti e sei i libri di un autore, tutti a 1,50 euro. Mi sono piaciuti così tanto che li ho comprati tutti in versione cartacea.

Lo so che è brutto parlare di vil denaro a quest'ora^^, ma cerco di mettermi dalla parte dell'acquirente (penso che tutti qui siamo lettori, prima ancora che scribacchini^^).

ps: la seconda copertina piace anche a me, anche se la prima non è da buttare :)

Simone ha detto...

Keypaxx: speriamo...

Ted74: credo che ne riparlerò sul blog ^^

Fabbiuzz: guarda, molte delle tue perplessità sono anche le mie. È vero che in tipografia i libri costano meno, ma poi come li vendi?

In libreria i libri degli emergenti invece costano anche 10-12 euro per libri di 100-150 pagine, per cui con Lulu l'acquirente finale spende meno o al limite lo stesso incluse le spese di spedizione.

Autoprodotto = cattiva qualità è purtroppo un binomio frequente. Nel mio caso ho però 2 buone attenuanti: pochissimi editori pubblicano fantascienza di scrittori emergenti. Alcuni al limite fanno i concorsi, col risultato di pubblicare 1 libro di fantascienza emergente all'anno.

La seconda attenuante è che l'ebook del mio romanzo si scarica gratuitamente, per cui chiunque può rendersi conto di come è scritto (per capire bene di cosa parla tocca leggersene mezzo, però ^^) e decidere se l'acquisto vale la pena. In giro per la rete trovi già anche un paio di recensioni, non tutte necessariamente di miei amici ^^

Comunque fai benissimo a dire queste cose, che in fondo è quello che pensiamo un po' tutti. Meglio parlarne prima ^^

Simone

Simone ha detto...

Ah, quando ho messo in vendita un ebook ho venduto 2 copie ^^

Simone

Raffaele Abbate ha detto...

Simone non vorrei smontare il tuo entusiasmo ...ma così non vai da nessuna parte ...
non serve a nulla
a sto punto pubblica tutto a puntate sul blog o con e-book e ti leggeranno lo stesso numero di persone.

Un libro autoprodotto è difficile, se non impossibile che abbia recensioni ... sui giornali o su qualche TV locale...

spenderai una cifra senza alcun ritorno non dico in termini economici ma neanche come pubblicità

il sistema LULU funziona negli USA ma da noi è molto marginale
vedi già l'acquisto sul web su uno dei portali tradizionali è raro ...figurati su LULU che ci devi andare...
poi informati come funziona l'indicizzazione con Gogle una volta pubblicato su lulu...
salta fuori o si trova solo se vai su lulu...

ti dico questo perché tu non sprechi "il tuo tempo" in qualcosa senza uscita

PIUTTOSTO CERCATI UN EDITORE VERO

tu i libri li devi solo scrivere e non stampare, distribuire e vendere

questi sono altri mestieri

tu devi solo PROMUOVERTI

Simone ha detto...

Ma Raffaele (senza Abbate) sei sempre tu o sbaglio? Comunque se leggi il blog l'editore lo sto cercando, solo che di questo libro qui è più di un anno che ho messo l'ebook online e non mi pare che gli editori siano così interessati, mentre non è che ci voglia tanto a metterlo pure su Lulu (poi magari io sono pignolissimo e sto sempre a rileggere, vabbe').

Ovvio che nessuno mi pubblicizza i libri, io mi aspetto che la gente trovi prima il blog e al limite decida di leggersi anche il romanzo. Male che vada non spendo una lira (a parte i 2-3 libri per le bozze). Cioè io la vedo come un'opportunità in più che sta lì e non costa niente, e il giorno che trovo un editore "vero" tanto meglio... a me non pare una cosa così drammatica, o sbaglio?

Ciao e grazie!

Simone

Raffaele Abbate ha detto...

sono sempre io
sia quello con abbate che senza

che tu ti voglia divertire anche con l'autoprodotto e ci sta anche ma - e tu l'hai detto- non ti aspettare tanti ritorni

Simone ha detto...

Sì sì tranquillo, io aspetto sempre che mi richiami Editore 5 per il libro dei gatti. Tu comunque continua a passare da queste parti così vedi come va a finire ^^

Anonimo ha detto...

La seconda!

Anonimo ha detto...

Mi unisco anche io dicendo che preferisco la 2 :)
Agiungo inoltre che c'è un articolo su Oceani Digitali (di Alessandro Bottoni, blogger e non solo abbastanza conosciuto su internet - almeno da me) che prende spunto proprio da questo thrad

Old_Glory

Anathea ha detto...

Ciao.
Passo di qui per la prima volta e non vorrei subito dare pareri; comunque è molto più elegante la seconda copertina.
Problematica seria, quella che presenti. E quanto mai la sento mia.

Un post molto intelligente.
Ci voleva.

Buona domenica
A.

Anonimo ha detto...

Ciao, gironzolando ho trovato questo tuo sfogo. Ma veramente tu credi che scrittore e editore siano quella coppia affiatata che ci fanno credere un po' tutti? Veramente credi che porcherie come "100 colpi di spazzola" siano romanzi e non marketing? Veramente credi che "Io uccido" sia un best seller perchè quel culuto di faletti ha venduto milioni di copie e che quindi sia un buon romanzo, E che dire di quell'altra porcheria del codice da Vinci? Questo è marketing e soldi e nient'altro. Vuoi pubblicare un libro da un editore? Dalle mie parti con 1000 euro ti stampano 1000 copie (110 pag) e ti dicono che si impegano pure. Ma questo non significa vendere un libro! Qui ci vuole marketing e culo. Un editore che vede in te uno da spennare: in primis tu devi avere una storia e poi il tuo romanzo. Che al limite può essere anche una altra ennesima porcheria. Hai soldi e capacità per andare in TV? Hai soldi e capacità per comprarti un critico del c...o? NO? E allora continua a pubblicare su lulu, per te è la stessa cosa. E poi vuoi mettere la soddisfazione...

Anonimo ha detto...

preferisco la prima, ma col quadro della seconda

Gianni ha detto...

Ciao, bel blog e utile... sono uno dei tanti arrivati qui cercando su Google "lulu" e "boopen" per farne un confronto. Vedo che hai le idee poco chiare anche tu: non stamparsi un libro da soli, e poi lo fai xD (tranquillo, non è una presa in giro, io sono ancora messo peggio!).
Penso che andrò a Boopen: Lulu è troppo americanizzato (tutto veloce, ma son i loro metodi e i tempi e le spese di consegna che dipendono dalle distanze; e poi il loro ISBN vale per gli stati uniti e da noi si fatica a trovarli dai terminali delle librerie). Il neo che dici tu, il contratto quinquennale, non mi spaventa, perchè siamo tutti scrittori, ci consideriamo tutti bravi, ma in realtà nessuno di noi è Dan Brown (per fortuna xD), per cui "legarmi" per 5 anni non mi spaventa (dopotutto chi mi credo di essere?). Piuttosto, il neo è che fanno i conti (e pagano gli eventuali guadagni) solo dopo un anno! Almeno Lulu li guardava mensilmente...
Ciao e auguroni per la tua carriera!

P.s. la seconda copertina è più bella, ma tanto lo saprai già, visto che la maggior parte ha votato così.

Simone ha detto...

Gianni: l'idea di dire "no" e poi farlo lo stesso era per fare l'anticonformista ^^. Grazie per il commento e in bocca al lupo per il tuo libro!

Simone

Anonimo ha detto...

se parti dall'intenzione di stampare soltanto e far girare la tua parola, basta una copisteria, foglio A4, avanti retro, diviso in 4, consto: 1 euro per cento pagine, colla vinavil e incolli, copertina inclusa, poi bancarella o altro, lo si vende a costo di produzione o di più se si vuole, e lo compra chiunque nei posti giusti, e via, la parola è diffusa

bista92 ha detto...

ho rivisto risistemato tutti i miei appunti di dcuola di chimica e matematica rimessi bene su word excel 40 pagine in tutto avevo letto http://studenti.footprint.it/ poi quando vogliono sodpendere il servizio sto desistendo, non trovo il sservizio ideale ed è davvero una pizza, quello ero scolatico infondo c'entrava potevo comprare l'isnb o no , diritti restavano miei , sito in italiano, costo trasporto basso, preventivo basso. naturalmente era tanto per fare avrei venduto pochissimo.

Anonimo ha detto...

Buona la seconda copertina!Crepi il lupo!*__*Hengel

Anonimo ha detto...

Mi è venuto un dubbio: come la mettiamo con l'IVA, le tasse ecc. Come si fa ura ricevuta ad una libreria? E l'importo derivante dalla vendita dei libri, forma reddito? Come vi regolate voi. Questo è il motivo che mi ferma...

Simone ha detto...

Certo, quello che guadagni va dichiarato. Comunque con il print on demand non si vende nulla per cui puoi evitare di pensarci. Se vendi libri direttamente puoi lasciare una ricevuta di quelle che compri in cartoleria. Parliamo sempre di cifre irrisorie, comunque.

Simone

Bastiancontraria ha detto...

Ho trovato questo post purtroppo in ritardo ma vorrei comunque dire la mia.

Lo sfogo del blogger è anche comprensibile ma temo sia un'idea piuttosto "romantica" quella di attendere che un editore, magari pure importante, si accorga di te, scrittore emergente che non sei altro.

Oggi scrivono praticamente tutti, tra autori noti e ignoti. Senza contare che anche le operazioni per richiamare l'attenzione di un editore valido NON sono MENO FATICOSE di quelle per autopubblicarsi: spedizione di copie cartacee e digitali, preventiva tutela dell'opera alla Siae (per evitare plagi) e, soprattutto, reperimento di un editore che accetti di esaminare un certo tipo d'opera.
Con la saturazione che c'è in giro, gli editori ancora disponibili a valutare scrittori emergenti si contano sulla punta dell'alluce.

Ciò detto, non vedo perché chi si autopubblica temendo di non riuscire a trovare un buon editore o di metterci un secolo debba essere considerato uno "sfigato", dal momento che se ha fiducia nelle sue capacità letterarie o nella validità di ciò che scrive sarebbe un vero peccato non usare il web o altri strumenti di comunicazione per farsi conoscere.

La mia pubblicazione con una casa editrice mi è costata tempo e delusioni, per le trattative al rialzo del prezzo e per la scoperta che il contratto non sarebbe durato più di due anni.

La pubblicazione on demand, invece, è stata sicuramente faticosa per via della necessità di fare tutto da soli, ma mi ha sicuramente permesso di non lasciare nel cassetto un libro che molti avrebbero voluto leggere in un formato decente, senza contare poi che il passaparola di amici e parenti - sul web o di persona - ha fatto la propria differenza.

E vorrei sfatare anche il mito che ai concorsi non accettino opere già pubblicate on demand. Si parte dal presupposto che queste opere non abbiano avuto una grande distribuzione sul mercato, perciò non sempre vengono considerate "edite" nel vero senso della parola. Al contrario, la presentazione di un libro finito con tanto di copertina è un buon biglietto da visita per partecipare a concorsi letterari, senza considerare poi che chi pubblica on demand è pur sempre considerato un "emergente" e non certo uno scrittore della Mondadori o simili.

Scusate la tirata ma l'argomento mi stava particolarmente a cuore e desideravo far presente che non sempre le apparenza sono esatte, in base alla mia esperienza.

Un abbraccio


Ho pubblicato
1) sia con un editore a pagamento
2) sia on demand
perciò posso dire di saperne qualcosa.

carlo ha detto...

Se posso permettermi.. l'autoproduzione è una cosa che nasce anni fa, nel periodo beat, la bibbia è stato il primo libro autoprodotto. L'autoproduzione che intendo io è scriversi, stamparsi, rillegarsi un libro da soli, promuoverlo, il libro non è un libro proprio ma un opera d'arte, una cosa molto artistica. Rispondendo posso anche aggiungere che la stragrande maggioranza di editori, non è che promuove in modo tanto diverso dalle proprie personali, quindi un libro rimane ugualmente invenduto sia se autoprodotto sia se con editore.. ci vuole estro, voglia, divertimento per vendere... io ho pubblicato in tutti i modi, l'autoproduzione è quella che mi da soddisfazioni maggiori per ora... saluti