Forse non siete negati a scrivere, ma la realtà è ancora peggiore.

Insomma, eravamo arrivati a quando vi dicevo che forse non siete capaci a scrivere (per non dire che fate schifo) perché per una sorta di maledizione che vi perseguita fin dal vostro concepimento (ipotizzando che sia una questione genetica) siete semplicemente negati nell'arte della scrittura.

In sostanza tutto quello che scrivete non vale una cep-ntesimo, e per quanto proviate e riproviate e ri-riproviate fino allo sfinimento resterete sempre, assolutamente e inderogabilmente scarsi.

Ma questa, amici miei (be', almeno due amici mi leggeranno, no?) è una stronzata.

Anzi, peggio. È un patetico tentativo di giustificare il nostro fallimento senza ammetere che questo dipenda - almeno in parte - da noi stessi. Non sono portato, non sono capace, sono negato... insomma non è colpa mia, ma che ci potevo fare?

Ma che sfigati quelli che dicono così! La pura e semplice verità è che l'espressione creativa è una parte dell'essere umano, e non appartiente a qualche singolo individuo eletto ma all'umanità intera. Non c'è il copyright sulla fantasia, e non bisogna essere speciali per avere delle idee e riuscire a trasmetterle agli altri. Ci sono strumenti di espressione creativa più semplici da utilizzare, e altri più complicati, ma tutti possono essere appresi da chi ha la passione e la costanza per farlo.

Magari qualcuno vi dirà che tizio, caio o quell'altro tizio ancora sono dei grandi artisti, delle persone speciali, e questa cosa non è da tutti. Be', forse è così, nel senso che non necessariamente si può realizzare qualcosa di nuovo, di importante o di degno di essere ricordato nei secoli. Però che c'entra? Ci sono migliaia di artisti di secondo piano che comunque hanno realizzato buoni lavori, e nessuno potrà mai dire che erano degli incapaci o che non abbiano svolto bene il loro lavoro.

Eppure quello che vedo negli aspiranti scrittori è un'enorme reticenza, una grande paura di mettersi alla prova, spesso nascosta appunto dietro il paravento del tu sei portato e io no. Domani scriverò un romanzo, domani metterò insieme i miei racconti per mandarli a un editore. Domani farò questo, farò quello e farò anche quest'altro. Però domani, eh, che adesso non sono pronto.

Ma pronto de che?! Che aspetti che ti diano la patente dello scrittore? Cioè, io quasi m'incappero davvero stavolta (eh, quanto mi piace fare lo scrittore incapperoso ^^). Io sto scrivendo il mio settimo libro (ok, ammetto che messo così sembra una cosa troppo più figa di come è in realtà ^^) ma troppa gente non mi dice: ah come scrivi bene/male o: ah che belle/brutte idee che hai. No. Mi dicono: ah, ma come fai a scrivere così tanto?

Come come faccio? Mi metto al PC e scrivo, e anzi se devo proprio dirla tutta potrei scrivere almeno il triplo di quello che faccio adesso, perché ci sono giornate intere che non butto giù una riga che sia una perché semplicemente sono pigro o ho altro da fare.

Nessuno nasce bravo o nasce imparato, e ok c'è una componente aleatoria (o così complessa da apparire tale) per cui qualcuno otterrà necessariamente migliori risultati di altri. Però non esiste che una persona s'impegni in qualsiasi cosa per rimanere ferma al punto di partenza, levatevi dalla testa questo fanta-nichilismo moderno che chissà come vi siete messi in mente (come dite, ve l'ho messo in testa io coi miei post? ^^)

In fin dei conti, se dopo anni che vorreste scrivere romanzi ancora non vi viene fuori nulla di almeno decente ci deve essere un motivo reale, non 'sta cavolata che poverini siete negati e tanto valeva non provarci nemmeno.

E adesso me l'invento al volo, così la prossima volta ve lo posto.

Simone

9 commenti:

Gloutchov ha detto...

Urk! Ma come fai a scrivere così tanto... nei post!!! :D

dactylium ha detto...

Sono d'accordo solo in parte.
In effetti la prima cosa è provare, altrimenti non sapremo mai se potremo avere successo in un campo.
Però sul fatto di essere portati devo dissentire.

E' vero che la creatività è parte genetica dell'essere umano, però secondo me resta il fatto che alcune persone, nonostante l'impegno, restino costituzionalmente negate per alcune attività.

Dire "Non sono portato" senza averci provato è da sfigati, però ammettere i propri limiti è al contrario segno di saggezza e onestà intellettuale.

Un esempio stupido: per quanto possa impegnarmi e allenarmi, non calcerò mai le punizioni come Baggio. Potrebbe venirmene una buona dopo 100 tiri, però per sapere indirizzare regolarmente la palla dove il portiere non arriva, avrei bisogno di un plus che non possiedo; quel valore aggiunto io lo chiamo "essere portati".

Tu mi dirai: "Non sarai Baggio, però, se ti alleni molto, almeno in serie D ci arrivi a giocare". Be', potrebbe essere, però questo significa che, per quanti sforzi faccia, la natura ha stabilito per me quel limite. Al contrario, se fossi stato portato per giocare a calcio, cioè se possedessi doti superiori al "calciatore medio" arriverei senza difficoltà in serie B, e, con qualche giusto sacrificio, anche in serie A.

Ora, non so se questo discorso possa valere anche per la scrittura, però penso che anche in questo campo esistano, per ragioni diverse, persone più portate di altre. Con lo studio potrei imparare la grammatica e il metodo, però l'abilità del narratore, la capacità di raccontare e coinvolgere, la creatività utile a trarre delle belle storie potrebbero essere doti che non tutti hanno.

Ciao, dacty

Alex McNab ha detto...

Mah, da una parte ti do ragione... e ti dico anche su cosa:

- Grandi artisti, o presunti tali. Tutto è molto discrezionale. Molti "grandi artisti" a me fanno cagare :) Viceversa apprezzo parecchi "artigiani" oneste e fantasiosi.
- Concordo anche sul fatto di avere un po' di coraggio. Proponete al prossimo ciò che scrivete, senza paura di una sonora trombata. Ho trovato sempre inutili le scuse del tipo "no, preferisco rivedere quello che ho scritto fra un anno o due, a mente fredda..." Toccati pure gli zebedei, ma chi ci assicura che fra un anno o due saremo ancora su questa terra?

Quello che in sostanza non condivido è la tua affermazione riguardo al fatto che ciascuno di noi potrebbe avere delle potenzialità artistiche.
Se per astratto questo è vero, purtroppo conosco moltissime persone per cui il solo concetto di arte equivale a una perdita di tempo. Più che una questione di capacità, si tratta di mentalità.

Tutto qui :)
Bel post, anche più dei soliti ;)

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Concordo con tutto tranne su una cosa - che però, credo, non è stata detta, quindi vale comunque che concordo su tutto. :D
La scrittura non è come il calcio, la scienza o chennesoìo. Non ci vuole abilità fisica o un quoziente intellettivo enorme (ma un po' di sale in zucca sì). Imparate poche regole, si può diventare abilissimi scrittori.
Ma dev'esserci la volontà. Conosco alcuni che si mettono in testa di diventare grandi artisti, e poi passano le giornate a cazzeggiare.
Insomma, è questione di volontà, d'impegno, di sacrifici.

Ma visto che in Italia ci stanno troppi scrittori, Simone, non è meglio scrivere qualche post distruttivo in modo da restringere il cerchio? XD Così gli editori avranno meno manoscritti da leggere e per noi le possibilità di pubblicare aumenteranno. :D

Kaizen ha detto...

Io credo che il talento esista. Altrimenti non ci sarebbero persone che hanno facilità disarmanti su cose dove tu magari sudi 8 camicie.
Un esempio lo posso portare io stesso: ho suonato la chitarra per 7 anni, circa, impegnandomi a fondo, molto piu' di altri. Eppure i risultati sono sempre stati semplicemente sufficienti.
Ho iniziato a scrivere e, senza faticare, le cose che scrivevo erano, a paragone, molto piu' intense delle cose che suonavo. Non faticavo. Poi, certo, se vuoi diventare veramente bravo devi anche impegnarti, mettere a frutto il talento.
Il fratello della mia ex a 16 anni ha deciso di iniziare a suonare la batteria. A parte qualche suonata sui cuscini, mai studiato. Il giorno dopo che aveva la batteria sono andato a vederlo, suonava meglio del mio batterista che studiava da 5 anni.

Per cui: il talento, la dote naturale, esiste eccome. Senza, puoi arrivare molto lontano, certo, ma non sarai mai eccezionale. Allo stesso modo, solo col talento, non sfruttato, non vai da nessuna parte...

Simone ha detto...

Gloutchov: basta andare a ruota libera senza pensare ^^.

Dacty: anche nella scrittura si può avere una maggiore predisposizione. Però io resto convinto che nel fare una cosa con passione si raggiunga comunque un risultato minimo (quella storia della serie "D", insomma).

Alex: sì, la mentalità forse fa parte di quella predisposizione di cui parliamo. Se parti con l'idea di fare schifo, be' difficilmente renderai così tanto...

Federico: esatto, bisogna volerle le cose prima di tutto. Poi le regole della scrittura si imparano. Non si diventa per forza un autore rivoluzionario, ma le regole si assimilano col tempo.

Kaizen: penso che hai ragione. Anche col talento bisogna studiare, e raramente ci si appassiona in qualcosa che ci da maggiori difficoltà. Comunque a volte quello che chiamiamo talento magari è solo fortuna, o l'essersi già applicati in qualcosa di analogo.

Per dire, la fotografia e la scrittura hanno anche degli aspetti in comune e un bravo scrittore diverrà in fretta anche un bravo fotografo. Ancora, se sono bravo a disegnare magari ho già un buon occhio per l'architettura e così via.

Simone

carl8 ha detto...

Caro Simone mi fa un sacco di piacere venirti a trovare ed ora che ho ufficializzato la mia identità, sarò di casa quì.
Ha ragione, tremendamente.
Però devo ammettere che purtroppo scrivere e saper scrivere, impongono una certa tecnica, altrimenti saremmo tutti dei potenziali best-writers. Altro che Moccia, Rowling e Muccino....tzè! Ci fanno un baffo, ci fanno.
Ci sono dei momenti che mi prende uno sconforto silenzioso, che vorrei buttare quel benedetto quaderno di scarabocchi dove scrivo inizi di romanzi o brevi racconti, lasciandoli inesorabilmente a metà. E non è nichilismo questo. Mi prende una certa sfiducia, una fredda lucidità di pensiero che mi analizza peggio di Freud, martellando nella mia testa che non sarò mai capace di scrivere nà pippa!
Ho provato anche il "poet's reader" consigliato da Del Giudice, ma ho pensato alle paranoie di quella poverina leggendo le mie aspirazioni artistiche. Certe volte vorrei avere una bacchette magica, non per creare un libro con il mio nome in intestazione, ma per avere l'ispirazione giusta, la vera vocazione che non ammette scuse.
Ho postato sul mio blog un simile quesito e anche qui la risposta è problematica.

Carl8 (quella della puntata precedente)

Michela ha detto...

durante il corso di scrittura creativa che ho fatto io è uscita subito questa frase che mi ha molto colpito: poeti si nasce ma scrittori si diventa. Nessuno nasce scrittore, lo si diventa con la pratica, lo studio e l'esercizio.
Concordo inoltre pienamente su quanto detto sopra, alla fine bisogna anche buttarsi uscire allo scoperto altrimenti resteremmo sempre col dubbio che avremmo potuto un giorno farcela.
Per Carl8 in particolare dico che la scrittura viene dal cuore, è una cosa che esce spontaneamente da dentro (forse è per questo che Simone scrive così tanto :)))) all'inizio non bisogna preoccuparsi troppo di come verrà fuori, il tempo per ritoccarla c'è eccome dopo.
Un'ultima nota: un post decisamente ok questo Simone. Stavolta applausi a scena aperta!

Kinsy ha detto...

Credo che la creatività stia nell'idea, ovvero la trama del racconto/romanzo; mentre per lo scrivere si può imparare a farlo con costanza, passione e dedizione.