Come trovare delle idee (se proprio non ne avete di vostre).

In sintesi il problema è questo: vogliamo scrivere un racconto, un romanzo, un fumetto, una sceneggiatura e insomma qualsiasi cosa di scrivibile, però non ci viene in mente nulla di nulla.

Del fatto che questa cosa sia un po' strana abbiamo già parlato. Parliamo invece adesso di come si possa in un certo qual modo porre rimedio a questo problema, e cioè di:

Come inventarvi qualcosa da scrivere quando non avete nulla da dire.

Leggete qualche libro: non ci voleva tanto ad arrivarci da soli, no? Il libro di qualcuno potrebbe ispirarvi, e spingervi a tirar fuori qualcosa di vostro. Attenti però a non copiarlo uguale e identico all'originale... a meno che non sia un libro fantasy, horror o thriller: in questo caso, dovete copiarlo uguale.

Vedete un film: che poi è come leggere un libro, solo che è più facile scegliere quello che ci interessa, richiede meno tempo e la cosa costa meno fatica. In effetti, mi chiedo perché la gente si ostini ancora a scrivere libri... ^^

Aprite un blog e parlate degli affari vostri: non so a cosa serva, e non so perché dovreste voler fare una cosa simile. Però a scrivere quello che v'è successo 5 minuti prima ci vuole poca fantasia, e se anche a nessuno gliene frega niente è una cosa che fanno praticamente tutti. Anche io.

Parlate di politica: non ci vuole nessuna idea o preparazione particolare. Non dovete essere colti, e nemmeno dovete informarvi (e anzi oserei dire che la cosa sarebbe controproducente). Per parlare di politica basta affacciarvi alla finestra è lamentarvi di quello che vedete (ah, guarda che traffico, e poi l'inquinamento, e tutti questi piccioni, il sole sentite che caldo tutta colpa dell'effetto serra, basta ribelliamoci!).

Il bello è che otterrete comunque il consenso di qualcuno.

Studiate: la scrittura è in qualche modo associata alla cultura, e la cultura di una persona è a sua volta in qualche modo associata allo studio. Lo studio poi dipende da quanto non avete un cappero di meglio da fare, che tra l'altro è una condicio sine qua non per mettersi in testa di fare lo scrittore.

Fate un viaggio: se vedete un posto nuovo e staccate dalla solita routine, è probabile che vi venga anche qualche nuova idea. Se poi una volta tornati dal viaggio non vi viene lo stesso in mente niente di nuovo... se non altro, vi siete fatti una vacanza.

Interessatevi a qualcosa di nuovo: se fate sempre le stesse cose, che volete che cambi dentro i vostri schemi mentali? Provate a fare un nuovo sport, a leggere qualche genere che di solito evitate, a parlare con persone nuove, a uscire e visitare un museo o posti della vostra città in cui di solito non andate. Insomma le idee sono già nella vostra testa, voi dovete solo scuotere un po' nella speranza che caschino fuori.

Leggete i giornali: io non lo faccio mai (guardo le notizie online). Comunque immagino che seguendo le notizie di cronaca e di attualità vi farete un'idea di cosa interessa le persone in questo momento, e potrete scrivere qualcosa che accontenti il desiderio comune di approfondimento e riflessione sul mondo che ci circonda.

Che dite? Le notizie più importanti e ripetute sono collegate a sesso, violenza e al limite a qualche losca manovra politica? Be', e che altri temi volevate trovare sulle prime pagine dei quotidiani più venduti?

Anche i giornalisti, in fin dei conti, hanno un pubblico da accontentare.

Simone

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao!! E' da un po' che seguo il tuo blog: ho letto anche alcune parti della sindrome di reinegarth, le prime 40 pagine del libro dei gatti ed il Cubo e devo dire che hai davver del talento. Tuttavia, a mio parere i tuoi scritti restano un po' "anonimi", in quanto mancano di descrizioni approfondite dei luoghi. Il lettore è senz'altro catturato dalle vicende narrate, però trova talvolta difficoltà ad immaginarsi gli ambienti ove queste si svolgono. Certo, è vero che uno spiazzo a prima vista può apparire uno come tanti altri (sto parlando del gatto che cadde dal sole), ma vai più a fondo; cerca di trovare dei particolari, approfondisci le descrizioni che rendono unico quel luogo così importante dal punto di vista narrativo, in quanto è il primo ambiente in cui il primo personaggio agisce.
Per quanto riguarda la sindrome di reinengarth, è più difficile lavorare sulle descrizioni, certo: il libro è in prima persona. Una cosa che ho notato, "sfogliando" il testo, è che non hai dedicato abbastanza tempo al punto di vista del narratore; già dall'inizio, c'è qualcosa di strano. Non ti sembra poco reale il fatto che una persona ricapitoli su un' unica pagina del suo diario tutto ciò che è accaduto giorni e giorni prima? Prova a far trasparire indizi e particolari man mano che si va avanti nella narrazione, senza concentrare in una sola parte le informazioni basilari e le caratteristiche del tuo protagonista; talvolta sembra quasi che egli si descriva da solo; una persona che scrive un diario personale non ha bisogno di descriversi, perchè sa com'è, ed ha la consapevolezza che nessun altro leggerà il suo diario.
Spero di esserti stata utile :-)
In bocca al lupo per tutto
Laura

Gloutchov ha detto...

mmh... hai dimenticato il calcio. Nei giornali è spesso e volentieri in prima pagina... anche nelle pagine di politica... anche nella cronaca...

in fondo, il calcio fa bene alle ossa!! :D

andrea ha detto...

E se invece sapessimo cosa scrivere, ci interessasse ciò che scriviamo, ma non avessimo VOGLIA di scrivere? O_O

Alex McNab ha detto...

Per uno che si occupa di thriller con forti richiami all'attualità, devo dire che giornali, telegiornali e approfondimenti in generale sono la più grande fonte di ispirazione e di idee.
Poi viene il cinema, e anche gli altri romanzi letti. In fondo cercare l'originalità assoluta è un'utopia, quindi ben venga ispirarsi ad altri scrittori, pur senza mai copiare!

fabbiuzz ha detto...

Da tremila anni a questa parte (più o meno dalla stesura dell'Odissea e dell'Epopea di Gilgamesh) gli scrittori applicano l'unica regola universalmente valida per creare una buona storia: copiare da quelli che sono venuti prima.

Simone ha detto...

Laura: grazie davvero per i consigli che mi sembrano davvero utili e interessanti. Credo che la prodonditá delle descrizioni faccia parte dello stile di uno scrittore, anche se bisogna comunque trovare il giusto equilibrio. In Mozart di Atlantide per dire credo che la gente si annoi a leggere perché le descrizioni sono troppo dettagliate anche su cose tecniche che in fondo interessano poco.

Glauco: cavolo un libro sul calcio... ma meglio un libro di un calciatore ^^

Andrea: non ne avevo parlato? Comunque é il mio problema di questi giorni...

Alex/Fabbiuzz: mi pare che abbiate le idee anche piú chiare delle mie! Io pensate che ormai mi copio i post da solo ^^.

Simone

miriam ha detto...

Sa che sei brillantemente ironico? La semplicità è la carta vicente in certi casi, sicuramente nella comunicazione dei messaggi. Cercherò di seguire i consigli e le fonti di ispirazione o plagio che offri ;)
MIriam