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Gli ebook degli altri emergenti: le sinapsi di Evaristo, di Amedeo Gaiezza.

La mia bella idea di recensire gli ebook degli altri scrittori emergenti si è tramutata in un afflusso direi notevole di nuovi libri nel mio lettore (cosa questa che mi fa immensamente piacere) ma anche nell'evidente impossibilità di scrivere una recensione completa e approfondita per tutti.

Ho deciso però che voglio comunque parlare dei lavori che mi sembrano più interessanti ma che per un motivo o per un altro non mi sento di poter giudicare, magari presentandoli velocemente senza però andare a parlare di contenuti e qualità letterarie... cosa che del resto potete fare tranquillamente da soli, visto che si tratta di testi comunque distribuiti gratuitamente sotto forma di ebook.

È questo il caso di Amedeo Gaiezza e del suo le sinapsi di Evaristo, pubblicato (sì, pubblicato!) dalla Trabant Edizioni.

Le cose degne di nota di questo lavoro sono:

- L'ebook è di una casa editrice che pubblica libri elettronici gratuiti (la Trabant Edizioni, appunto). Cosa questa che si nota moltissimo nella semplice qualità del testo. Non parlo di contenuti (ho appena detto che non l'avrei fatto!) ma di impaginazione, copertina, forma, aspetto... insomma, è un ottimo lavoro editoriale, anche se COME TUTTI GLI EBOOK CHE HO LETTO nessuno si è posto il problema della leggibilità del pdf sui lettori portatili. Meno male che esistono Calibre e altri programmini, anche se comunque l'impaginazione ci perde un po'.

- Questo libro è un testo impegnativo. Amedeo Gaiezza ha già realizzato un altro testo letterario, e questo lavoro, seppure di narrativa, presenta in più punti una struttura tipica del teatro (NOME DEL PERSONAGGIO: battuta del personaggio). Lo stile è complesso, ci sono continui passaggi introspettivi e spunti di riflessione, e insomma mi sono subito trovato nella condizione di non sentirmi in grado di dare un giudizio onesto su questo lavoro.

Credo che alcuni lettori si troveranno spaesati da un libro così difficile, e lo abbandoneranno presto per letture più accondiscendenti. Altri, invece, si sentiranno presi dai discorsi e dai ragionamenti, riusciranno a partecipare ai tanti spunti che si trovano al suo interno, e probabilmente ne usciranno ognuno con la propria opinione.

Ma io, ripeto, non mi posso permettere di giudicare esperimenti, contenuti specifici, testi teatrali di cui non so nulla o ricerche introspettive su cui non mi sono soffermato a riflettere. Posso solo dirvi che mi fa piacere trovare su Internet un libro così, e anche tanto, perché davvero non credo che un testo del genere troverebbe facilmente spazio in un'editoria che cerca solo il nuovo fenomeno fantasy o l'ennesimo clone di qualche palloso romanzo che parla dell'essere umano nelle sue espressioni più basse e mortificanti.

È bello insomma che esista la Trabant Edizioni e che si dia la giusta dignità anche a libri come questo, per quanto nel solo ambito digitale (anche se ormai c'è da chiedersi quanto sia realmente limitativo quel solo) e per quanto limitata ai lettori che hanno la pazienza, oltre che di affrontare una lettura così impegnativa, di superare gli ostacoli del libro elettronico stampandosi magari il testo o - come il sottoscritto - investendo in uno strumento che ci consenta di leggerlo con la necessaria comodità.

Link:

Il sito della Edizioni Trabant

Le sinapsi di Evaristo.pdf (692 Kb) File compresso .zip

Gli ebook degli altri emergenti: Il contributo - di Glauco Silvestri

Vi è mai capitato di aspettare l'uscita di un film? Vi è mai capitato di vedere la pubblicità di un gioco o di un libro, e di dirvi: non vedo l'ora che esca per comprarlo? E be', che ci crediate o no, quando Glauco ha annunciato sul blog la futura release (è questo il gergo tecnico della roba messa a disposizione online) di questo ebook mi è subito venuta voglia di leggerlo... e per di più neanche l'ho dovuto pagare!

Il contributo - di Glauco Silvestri
Ebook autoprodotto

Il libro: il perché di tanta febbrile anticipazione (e vabbè ^^) è presto detto:

- Glauco lo conosco da quando ho aperto il blog (o poco dopo) e mi fa semplicemente piacere leggere altro di suo.

- Questo ebook è una sorta di seguito di 31 Ottobre, il romanzo che Glauco ha pubblicato lo scorso anno e che avevo già letto.

- Il contributo è ambientato a Roma! Insomma, un horror sanguinolento ambientato sotto casa mia: come potevo non leggerlo?

La trama: uno scrittore emergente (non sto scherzando!) manda un manoscritto a una casa editrice, dove viene più o meno letto e valutato da uno dei redattori. È l'inizio di una serie di morti inspiegabili collegate a questo manoscritto e a un misterioso contributo. Non avete già paura? No? Vabbè, nemmeno io... però la storia è lo stesso intrigante.

Lo stile: mi piace come scrive Glauco. O meglio, mi piace molto per alcuni versi, e per nulla per certi altri, e la media tra le due cose resta un giudizio positivo.

Di positivo c'è il fatto che il testo è veloce. È così rapido e scorrevole che le situazioni passano sullo schermo del lettore di ebook come se niente fosse, e alla fine - come è stato per 31 Ottobre - sono rimasto addirittura un po' deluso: ma che, è già finito?!

Di positivo, ancora, c'è che Glauco non ha chissà quali pretese, o idee strane o variazioni non necessarie o sbrodolature. Questo è un racconto horror con gli ammazzamenti, e nel racconto c'è l'horror, ci sono gli ammazzamenti... e basta. Niente noia, niente secondi fini, niente cavolate che rovinano la trama.

In realtà c'è un qualcosa di più in quel personaggio dello scrittore emergente che non si sente realizzato, o in quel manoscritto misterioso che i personaggi descrivono come: ben scritto ma con qualche problema di punteggiatura. C'è insomma la firma dell'autore in tutto questo, ma i personaggi restano tali e la storia non esce mai dalle righe.

Volendo confrontare questo Il contributo con 31 Ottobre, il suo per così dire prequel, mi pare evidente che l'autore sia maturato nell'arco di tempo che separa i due libri. I personaggi sono migliori, la storia scorre meglio e insomma si sente un generale miglioramento.

Veniamo ai lati negativi, ah ah!

Il testo ha qualche difetto puramente tecnico che nasce, a parer mio, da un cattivo metodo di revisione usato dall'autore. Dico così perché facevo gli stessi errori anch'io, per cui più che una critica è un complimento ^^ Ma ne parliamo più avanti.

Per il resto, il problema principale è che è talmente breve da lasciare la sensazione che si sarebbe potuto dire di più, specie su alcuni personaggi che vengono eliminati un po' troppo in fretta. E pure qui più che una critica mi pare un altro complimento (però adesso basta, eh!)

Una cosa che ho notato io, è che certi personaggi sono più riusciti di altri. Credo che la cosa dipenda proprio dal fatto che l'autore è migliorato col tempo. Per dire: il personaggio dello scrittore è molto interessante (anche per ovvi motivi, no? ^^) mentre quando ritroviamo il protagonista della storia precedente non c'è assolutamente lo stesso tipo di coinvolgimento emotivo. Per assurdo, non tirare per nulla in mezzo il vecchio 31 Ottobre ma scrivere una storia nuova, per quanto correlata alla precedente, avrebbe potuto dare dei risultati migliori.

Buona, anzi buonissima, l'idea di usare questo ebook per pubblicizzare il romanzo attualmente in vendita. Sicuramente, se avessi incontrato Glauco per la prima volta con questo testo mi sarei incuriosito e forse avrei acquistato il suo libro... ma visto che 31 Ottobre ce l'ho già mi sono tenuto la copia che avevo ^^.

Tecnicismi: qualche riflessione inutile su come scrive il caro Glauco Silvestri:

- Il testo è ambientato a Roma, in ambienti verosimili e realistici. Ci sono però presenze esoteriche che hanno un'influenza assoluta sulla realtà (quando arriva il cattivo le vittime non hanno via di scampo, non ci sono colluttazioni o possibilità di fuga).

- Il romanzo è scritto saltando dal punto di vista di un personaggio all'altro: il capitolo I è visto dal redattore, il capitolo II è visto dallo scrittore, il capitolo III è visto dal poliziotto e così via. È uno stile che non mi piace molto (arrivo a giudicarlo un difetto, ma questo è un altro argomento) ma funziona e tra l'altro lo si ritrova in molti horror e thriller... e anche nei miei primi romanzi ^^.

- Ci sono poi certe situazioni che sembrano un po' forzate (il padre che segue l'autopsia della figlia?!) ma ok è un tipo di narrativa e alla fine dipende dai gusti e dalle aspettative del lettore.

- L'idea del manoscritto assassino è ottima. Ricorda molto The Ring e compagnia bella e rende stimolante la lettura.

- La violenza e il sangue sono a livello zero. I personaggi muoiono, ma non ci sono scene truculente, sangue e squartamenti vari. A qualcuno piacerà questo non ricorrere a immagini scontate, a qualcuno non piacerà. Fate voi.

- C'è molto: tizio accese il computer con cui scriveva i suoi romanzi. Aveva utilizzato quel computer per molti anni, e ricordava ancora il giorno in cui finì il suo primo racconto e ne stampò una copia. Il suo primo racconto parlava di un gatto randagio che viveva per strada e bla bla bla... qualche triglia dirà che è un errore scrivere così. Secondo me non è un errore (e anzi alle volte è necessario tagliare corto e dire delle cose senza costruirci sopra scene inutili) però è un tipo di scrittura che rischia di danneggiare il testo per cui bisogna saperla usare bene. In questo caso il testo è molto breve per cui queste informazioni date di fretta si sarebbero potute espandere un po' di più.

- Nel testo ci sono errori di punteggiatura o ripetizioni o altri piccoli problemi di cui credo l'autore si renda conto (si parla di errori del genere nel manoscritto di cui si racconta nella storia) ma che per qualche motivo non ha corretto. Anche io facevo qualche pastrocchio con le virgole (facevo, ok? Al passato!) e ho risolto stampando tutto con un carattere 14 e interlinea 120% e rileggendo ad alta voce. In questo modo la pausa fuori posto sarà evidente, o almeno per me è stato così.

- Il testo è pieno di D eufoniche messe tra due vocali diverse (ed adesso, ad essere... ad esempio invece va bene, perché altrimenti suona malissimo) che non sono un errore per io, me, il sottoscritto e quello che penso io, ma sono mal viste dall'editoria moderna. Un consiglio che vale per tutti: da un autore che vuole essere commerciale (essere pubblicato e vendere) gli editori si aspettano manoscritti senza "d" al posto sbagliato. È come andare a fare un colloquio alla Ferrari con la maglietta della McLaren: non c'è alcuna possibilità che vi assumano se vi presentate così, per cui toglietevela e basta.

Pubblicabilità: non credo che Glauco intenda pubblicare questo ebook, che vuole principalmente tornare su trama e personaggi del suo romanzo attualmente in vendita con una nuova storia ambientata in un'altra città.

Credo che l'autore sia in grado di scrivere trame avvincenti, e che si noti un suo continuo miglioramento rispetto ai primi lavori. Il mio consiglio resta comunque di lavorare di più sulle revisioni, perché punteggiatura e D non conformi a quello che vogliono gli editori (è questa la realtà) rischiano di donare una brutta sensazione di scrittura amatoriale a un testo che in realtà è ottimo e ha bisogno soltanto di alcuni accorgimenti.

Per chiunque abbia apprezzato 31 Ottobre (come il sottoscritto) questo Il contributo è invece una lettura obbligata visto che ne riprende i temi e i personaggi, ha un'idea molto interessante, si sente che l'autore è migliorato, è ambientato a Roma e poi è pure gratuito.

Insomma, ma che altro volete? ^^

Simone

VOTO FINALE: B- (il - per le virgole assassine e perché lo volevo lungo il triplo!)

Vi ricordo che recensisco solo ebook gratuiti di roba lunga (racconti di poche pagine non valgono). Qui trovate un utile elenco delle valutazioni.

A=Mi sono stati dati dei soldi/"Io scrivo e bla bla", ovviamente.
B=È Ok, o mi sono stati dati pochi soldi.
C=C'è di meglio/l'autore è uno che mena.
D=Così così, ma tanto meno di C non lo darò a nessuno che mica voglio litigà.
E=Il romanzo di una triglia ^^.
F=Il romanzo di una triglia, se è pure brutto davvero.
G=Qualsiasi libro che assomigli a uno dei miei e che potrebbe farmi concorrenza.
H=Mozart di Atlantide.
I=Primo Mazzini 2, quando venderò i diritti e lo scriverà qualcun altro.
L=Un mio romanzo quando, dopo aver venduto milioni di copie, deciderò di essere sincero.
M=Qualsiasi ebook che contenga un virus che mi sfasci il lettore!

Link:

Glauco Silvestri - Il Contributo.pdf (330 Kb)


31 Ottobre (il blog di Glauco Silvestri)

Gli ebook degli altri emergenti: Come pescare, cucinare e suonare la trota. Di Cristò Chiapperini

Nella strada per diventare degli scrittori affermati, Cristò ha almeno un grosso punto a favore: ciò di cui parlo non è la qualità della scrittura o l'importanza dei contenuti, ma la sua semplice e scontata intraprendenza. L'autore si è infatti presentato qui sul blog (che comunque frequenta da tempo) e mi ha segnalato esplicitamente il suo ebook per una possibile recensione.

Chi non risica non rosica, mi pare che si dica. E non so quanto questa recensione avrà giovato all'autore alla fine della sua (gli auguro) lunga carriera, ma di certo se non fosse passato per di qui a offrirsi volontario difficilmente avrei notato e letto il suo libro.

Insomma è così che si fa: gli scrittori emergenti devono rompere le p... volevo dire proporsi di più e piagnucolare di meno, bravo Cristò. E ora parliamo del libro:

Come pescare, cucinare e suonare la trota. Di Cristò Chiapperini
Ebook e libro stampato – Florestano Edizioni

Il libro: CPCESLT (non vorrete mica che lo riscriva tutto ogni volta?) è un romanzo musicale. Si parla di un concerto che deve essere messo in cantiere (non conosco il termine ufficiale, perdonatemi) si parla dei musicisti che provano il loro lavoro, si parla di rapporti interpersonali più o meno importanti e infine si parla di musica in una maniera così pulita e profonda che è ovvio fin dalle prime battute che l'autore sia un musicista a sua volta. E speriamo che sia davvero così, se no ho fatto la solita figuraccia ^^.

La trama: Francesco non vorrebbe partecipare a un concerto... ma poi si lascia convincere e inizia a prepararsi. In un crescendo di scene narrate con un forte accento sulla musica e sui rapporti interpersonali, impariamo a conoscere gli altri musicisti e i retroscena della vita del protagonista, principalmente raccontati attraverso le sue prime lezioni di piano e la nascita dell'amore per la musica.

Andando avanti l'intreccio si fa più complesso: nasce una sorta di triangolo amoroso etero-omosessuale, ci viene proposta la realtà del mondo fuori dalla sala prove e finalmente Francesco si lascia trasportare dall'entusiasmo e decide di eseguire un concerto in strada, davanti a un vero pubblico. E poi io mi sono incazzato, ma ne parliamo nello stile.

Lo stile: Cristò scrive davvero bene. Non trovo i classici difetti da scrittore emergente che invece affliggono me e un po' tutti i miei colleghi, e la storia prosegue tra intrecci e musicalità trascinando il lettore come se si trattasse di una melodia lenta e calda, di quelle che ti rilassano e si fanno seguire senza sforzo (per restare in tema musicale).

Poi c'è il finale. Non vi dico ovviamente come finisce il libro, ma vi dico che mi ha lasciato non tanto con l'amaro in bocca, quanto con un senso di arrabbiatura. In sintesi, secondo il mio personale giudizio, il protagonista è un completo idiota. No, peggio: il protagonista rappresenta tutto il negativo della mia generazione (e non è un caso che Cristò abbia la mia età), tutto il pessimismo in cui annegano precari, disoccupati, gente senza casa, senza un bel lavoro, senza sogni, senza ideali e senza prospettive.

Il mondo non sta lì ad accoglierci e a batterci le mani. Il mondo è pieno di persone a cui non interessa l'arte, gente che si accontenta di quello che già c'è, senza pensare ad altro. Farsi strada nella vita è difficile, anzi peggio! Si può lottare, finendo comunque per fallire. La vita fa paura, è un postaccio pieno di gente che vuole fregarci, dove i nostri sogni potrebbero restare irrealizzati. E allora, secondo il protagonista, la soluzione a tutto questo è... chiudersi in casa e scaricare le delusioni su mamma e papà. Ma quanto è facile riconoscersi in quell'idiota di Francesco? E quanto è drammaticamente vero questo romanzo?

Insomma, CPCESLT dice una cosa vera, rappresenta un modo di essere reale e verosimile. E mi ha fatto profondamente incazzare. Sarà che io non voglio essere come Francesco, e sarà che non credo che la gente sia davvero tutta cattiva, vuota e disinteressata. Per me bisogna lottare per cambiare il mondo, per quanto sia una frase retorica e banale e forse inutile. Magari falliremo, magari non cambieremo niente, però chi sta lì a lamentarsi e basta è un fallito e – sinceramente – mi fa molta più rabbia che pena.

La cosa degna di nota, è che quello che avete appena letto non è un giudizio di qualità o di tecnica o di apprezzamento di forma o di stile o di quello di cui si parla in genere quando si giudica un nuovo autore. È piuttosto un giudizio sui contenuti del romanzo, è un rapporto idea mia VS idea trasmessa dalle pagine che ho letto.

Vi confesso che sul momento volevo buttare il testo dalla finestra (e avrei sfasciato anche il lettore) ma alla fine ho realizzato che un libro che ti fa arrabbiare è un libro vero, una storia che c'era bisogno di raccontare e che forse bisognerebbe anche leggere (visto che per farlo vi basta cliccare sul link!)

Tecnicismi: qualche riflessione inutile su come scrive il caro Cristò:

- Il testo è ben piantato nella realtà. Quello che avviene è sempre realistico, i rapporti tra i personaggi sono reali e lo stile è sempre su un ironico pacato. Non fa ridere, ma non è triste (a parte nell'ultima parte).

- Prima dell'ultimo capitolo c'è una descrizione di un concerto che esce dal reale nel tentativo di raccontare la musica come realmente riesce a influenzare i sentimenti del protagonista che la suona. È una cosa che ho difficoltà a giudicare, ma il testo rimane comunque nei binari della storia e della leggibilità (insomma vedete voi se vi piace o no ^^).

- La scrittura è rapida, fluida, non ci sono errori o dimenticanze o problematiche varie. Sembra il libro di uno scrittore non emergente ^^.

- Quella specie di triangolo amoroso omo-etero poteva essere approfondito maggiormente, almeno per capire fino in fondo come si risolvono le relazioni tra i protagonisti. Forse il tutto è stato pensato sempre nell'idea di un finale per niente buonista.

- Nel testo c'è molta musica, a un livello tale che è ovvio che chi scrive non è uno sprovveduto ed è in grado di trasmettere determinate nozioni senza che il suo divenga un libro di testo.

- Il passato del protagonista ci viene raccontato con dei flashback che poi si inseriscono direttamente nella trama presente. È una cosa un po' strana (non so come altro descriverlo) ma mi è parso che funzionasse bene.

Pubblicabilità: il romanzo di Cristò è già stato pubblicato, per cui dovrei dire che secondo me si tratta di un testo facilmente pubblicabile e fare la figura di quello che capisce tutto.

A dire il vero, però, no: secondo me non è un testo che potrebbe interessare tutti gli editori. C'è un accento forte sulla musica, al punto che non riuscirei a vedere questo libro se non in una collana dedicata a questo tema. Tutti gli altri spunti infatti vengono accantonati o approfonditi meno, e l'unico tema forte che troviamo dall'inizio alla fine è solo e soltanto quello del rapporto del pianista (in questo caso) con la propria arte.

Inutile dire che, come già detto, l'autore sa proporsi e sa vendersi (in senso buono!) come si deve, e il libro è uscito proprio con un editore che pubblica libri dedicati alla musica.

Unica nota negativa, per dire qualcosa che potrebbe aiutare gli altri emergenti e non per criticare Cristò (visto che ormai il libro l'ha pubblicato) è che all'inizio del libro c'è una lunga poesia, e così a colpo d'occhio mi ha dato l'impressione che il testo fosse impaginato male. Insomma il rischio era di un primo impatto negativo con conseguente cestinamento automatico del manoscritto... cosa che evidentemente non è avvenuta.

Simone

VOTO FINALE: B+

Vi ricordo che recensisco solo ebook gratuiti di roba LUNGA (racconti di poche pagine non valgono). Qui trovate un utile elenco delle valutazioni.

A=È un mio amico o l'ho scritto io
B=È scritto male ma è sempre un mio amico/è un bel libro ma non conosco l'autore.
C=Non è male, anche se si può migliorare/l'autore è uno che mena.
D=Bruttino, ma tanto non darò mai meno di C che non c'ho le spalle.
E=Il romanzo di una triglia (se mai ne scriverà uno) se è bello ^^.
F=Il romanzo di una triglia, se è pure brutto.
G=Qualsiasi libro che assomigli a uno dei miei e che potrebbe farmi concorrenza.
H=Mozart di Atlantide.
I=Qualsiasi altra storia coi gatti.
L=Il romanzo col topo che sta adesso in classifica: perché il topo sì e il gatto no?
M=Nevicata di Alessandro, che l'assegno non è ancora arrivato! ^^

Link:

Come pescare, preparare e suonare la trota.pdf (660 Kb) (escono milioni di popup, ma alla fine arriva anche il file!)

Il blog di Cristò

Il libro sul sito della Florestano Edizioni

Gli ebook degli altri emergenti: In cammino con la strega, di Federico Russo.

Chi frequenta il blog conoscerà di certo il giovanissimo Taotor (una volta aveva 17 anni, ora non lo so più) un altro dei tanti scrittori più o meno emergenti che bazzicano da queste parti e che utilizzano Internet per scrivere e farsi leggere.

Qualcuno potrebbe insinuare che, con queste recensioni, io stia semplicemente facendo pubblicità agli amici miei... ma a parte che sì in effetti è vero, la vera verità è che Federico è l'autore di uno dei pochi racconti sufficientemente lunghi da essere spacciati per romanzo che trovo in rete, e che per questo è degno di cadere nelle grinfie del mio lettore di ebook.

Il lato positivo è che se mi indicate qualche romanzo online che vi sembra buono (magari il vostro!) potrei recensire anche quello dandovi inoltre la possibilità di spacciarvi per miei amici... sempre a seconda di come viene fuori la recensione, ovviamente ^^.

In cammino con la strega - di Federico Russo "Taotor".
Ebook autoprodotto.


Il libro: in cammino con la strega (da adesso in poi ICCLS, come nelle recensioni serie) è un racconto lungo di genere (rullo di tamburi) fantasy. E già qui il primo istinto dell'uomo comune è di percuotere il muro con la testa fino a frantumarlo, di cospargersi di kerosene avvelenato o, più semplicemente, chiamare Federico e chiedergli "ODDIO NO PERCHE' ANCHE TU SCRIVI FANTASY BASTA ABBIATE PIETA' NON SE NE PUO' PIU'!!!!!!!!!!!!!!".

Magari in toni meno esagerati... ma non molto.

Fortunatamente, una volta iniziata la lettura, ci si rende presto conto che il testo segue un fantasy secondo una personale visione dell'autore, il che riporta il tutto nei canoni della letteratura e della leggibilità. Ma ne parliamo dopo.

La trama: ci troviamo in un'epoca che ricorda il medioevo, nel mezzo di uno scontro tra due fazioni rivali crudeli e cattive (una più crudele, l'altra più cattiva) determinate a uccidere chiunque capiti nel loro cammino, perché nei mondi fantasy si usa così.

Un fabbro e un falegname (spero di ricordarmi bene) scappati dal loro villaggio (spero di ricordarmi bene) incappano in una strega che li costringe ad accompagnarli a un certo paese occupato dai malvagi (adesso non ricordo se i malvagi crudeli o i malvagi cattivi) per salvare non mi ricordo quale suo parente che sta per essere giustiziato.

La storia racconta allora il viaggio di questi tre che, tra una pennichella e l'altra (però non mangiano e nemmeno cantano, per fortuna) e attraverso una serie di mirabolanti vicissitudini (due... ma vabbe' è un racconto lungo!) cercheranno di portare a termine la loro missione.

Lo stile: Federico scrive quasi molto bene. Molto bene perché il testo è generalmente fluido, le descrizioni non sono invadenti, i personaggi sono ben definiti (cosa questa degna di nota in qualunque aspirante scrittore) e il testo è pulito e gradevole. C'è anche una discreta alternanza tra momenti statici (i dialoghi) e altri più movimentati, col risultato che la lettura è davvero piacevole: volevo leggere qualche pagina un po' alla volta, ma alla fine l'ho letto tutto di fila.

Il quasi l'ho messo perché il nostro Taotor ha anche l'hobby di impiccarsi di tanto in tanto con le proprie parole, e da un momento all'altro l'intero impianto narrativo rischia di crollare rovinosamente sotto il peso di un dialogo in cui non si capisce chi sta parlando o di una descrizione talmente arrovellata da lasciare il dubbio che l'abbia fatto di proposito per sconvolgere il lettore. Faccio un solo esempio (l'unico che mi ricordo, ovviamente ^^).

Il bandito venne travolto dal peso dell'uomo, e l'aria gli uscì tutta d'una volta dai polmoni. Herd cercò il collo del nemico. Trovatolo, continuò più su. Lo afferrò per i capelli, e quello alzò la testa, secondo la volontà della mano del falegname. Questa volle fargli sbattere la testa contro il terreno più volte, e così fece.

"L'uomo" sarebbe il protagonista (Herd), e questo incubo di soggetti che si alternano in forma attiva e passiva intrecciandosi con volontà di coscienze desiderose di morte io l'avrei sciolto magari così: il peso di herd travolse il bandito, lasciandolo senza fiato. Il falegname afferrò il nemico per i capelli e gli sbatté più volte la testa sul terreno.

Il fatto è che generalmente il testo non ha problemi di sorta, e anzi certe cose si notano proprio perché spiccano in un lavoro altrimenti di ottimo livello. L'impressione che ne ho avuto insomma è che all'autore sia scappato giusto qualche passaggio che andrebbe eventualmente rivisto. Ma io già mi sono rotto, e Federico il resto se lo rivede da solo.

Nel corso della trama c'è anche un avvenimento palesemente inverosimile (o le guardie cattivo/crudeli sono palesemente idiote) ma in fin dei conti è sempre un testo breve e forse cercare una soluzione più realistica avrebbe inutilmente allungato la storia.

Contenuti: l'ebook si chiude con una nota dell'autore (che io avrei messo all'inizio) da cui estraggo:

Nella maggior parte dei fantasy pubblicati in questo periodo, gli autori (o gli editori) insistono proprio su quei tre elementi. Elfi, magie e guerre epiche.
Non sono queste tre cose a fare un (buon) fantasy.
(OMESSO) ...ma io non sono Tolkien. Né, come alcuni autori di fantasy, voglio cercare di esserlo. Io sono Federico Russo, e concepisco il fantasy in questo modo.

La cosa che mi ha colpito molto, è che quello che dice l'autore è vero: Federico Russo è effettivamente Federico Russo, e dalla lettura del suo testo è evidente la ricerca di qualcosa d'altro rispetto al fantasy classico o commerciale o scontato o noiosissimo che dir si voglia... al punto che sono arrivato a chiedermi perché l'autore voglia comunque definire il suo lavoro come legato a questo genere. Io gli consiglio di scrivere quello che piace a lui, e di lasciare eventualmente agli altri il compito di classificarlo come meglio (o peggio) credono.

A dirla tutta, ritengo che si sarebbe potuta utilizzare per questo racconto un'ambientazione storica reale, con gli stessi risultati dal punto di vista della trama ma ottenendo un lavoro di tutt'altro spessore. Qualche appassionato di ambientazioni fantastiche potrebbe dirmi il contrario, per cui quella che ho appena fatto prendetela come una semplice riflessione personale.

Sempre secondo la riflessione personale, credo che un libro di un emergente che con tutti i suoi difetti prova almeno a dire qualcosa e a cercare una strada diversa dalla folla sia più interessante di troppa roba che arriva in libreria, magari stilisticamente perfetta, ma inutile e vuota dalla prima all'ultima pagina.

Tecnicismi: qualche riflessione inutile su come scrive il sig. Russo:

- Il testo è un fantastico-verosimile. La strega forse è una strega e forse no, i personaggi sono normali e si comportano come le persone che dovrebbero essere. Le guardie sono tremendamente stupide, ma questa è una condicio sine qua non per una buona storia fantasy ^^.

- C'è qualche scontro battagliero, e in linea di massima il tutto pare verosimile.

- Federico non cade fortunatamente nelle classiche descrizioni da brutto fantasy: indossava una cotta di maglia con spada e scudo ed elmo +1, guanti del potere della forza del drago della tempesta e mantello color rosso porpora lungo fino ai calzari in quoio elfico comprato nel negozio di Giuseppe all'angolo dietro casa mia.

- C'è un ladro vestito da ladro (nel fantasy "ladro" è una professione, e quanto ti iscrivi all'albo insieme al timbro ti danno anche il mantello col cappuccio) ma glielo perdoniamo.

- Alle volte non si capisce tanto bene chi sta parlando, ma l'ho già detto e solo alle volte.

- Federico cade giusto un po' nel sotto-genere fantasy picchiaduro a scorrimento o detto anche: partita di D&D. I protagonisti viaggiano, succede qualcosa, vanno a dormire, poi viaggiano, succede qualcosa, rivanno a dormire, poi riviaggiano, risuccede qualcosa... il succede è la storia, e in questo sottogenere fantasy il più delle volte quello che succede è assolutamente arbitrario. Dal lupo mannaro ninja, alla tana dell'ippopotamo drago o all'incontro coi commercialisti assassini della gilda degli scrittori emergenti, ogni cosa è possibile a seconda di quello che piaceva all'autore nel momento in cui ha scritto quella parte. Come detto, Federico ci casca solo un po' (la scena del ladro, principalmente).

- La storia è alquanto coerente, a parte che se vi catturano le guardie crudeli ninja stupratrici assassine di solito capita che vi rubino i soldi che portate appesi in bella vista. O almeno così ho sentito al telegiornale. Io sistemerei la cosa usando la scena del ladro per giustificare che in seguito i soldi fossero ben nascosti.

Pubblicabilità: non credo che a Federico interessi un percorso editoriale per questo lavoro, per cui quello che dirò ha poco valore. In ogni caso, credo che pur dovendo lavorarci un pochettino sopra per limare qualche passaggio, il racconto sia sufficientemente buono da poter essere apprezzato da eventuali lettori. I personaggi sono interessanti, e il tentativo di parlare anche di altro che non sia il solito fantasy è chiaro ed evidente.

Il problema è forse il fatto che Federico ha un cervello e ha deciso di usarlo, andando a mettere mano alla struttura consolidata di un genere che -tolti ovviamente degli esponenti illustri - sembra voler riproporre all'infinito gli stessi temi e le stesse situazioni. Insomma qui niente magia, niente mostri da combattere, niente draghi e niente eroine maggiorate che vanno in battaglia in perizoma. C'è qualche scontro armato che potrebbe piacere agli appassionati, ma temo che con tutti gli emergenti che scrivono fantasy sarà difficile farsi notare per qualcosa che all'apparenza non è incisivo come la storia del mago cattivo che vive nella torre e poi fa il sortilegio che solo la spada della luce potrà spezzare... e poi ride come uno scemo: ah ah ah!

Simone

VOTO FINALE: 7/10 sistemandolo un po' (7,5 se esce fuori il mago scemo che ride).

Link:

In cammino con la strega.pdf (200 Kb)

Il blog dell'autore

Gli ebook degli altri emergenti: Nevicata, di Alessandro Girola

Finalmente riesco a leggere gli ebook che scarico da Internet, e per questo sempre finalmente posso inaugurare una nuova sezione del blog: le recensioni della roba rilasciata gratuitamente da altri scrittori attraverso blog, siti Internet o quant'altro si inventeranno in futuro. Gli ebook degli altri emergenti come me, insomma, per cui se ci tenete ad apparire in questa rubrica cercate di non diventare troppo famosi.

Dopo il brivido di terrore che avrà attraversato la schiena di tutti quelli che si sono sentiti in qualche modo coinvolti in questa cosa (voglio dire, ci saranno 3 emergenti che rilasciano ebook in rete, e uno sono io ^^) chiarisco che l'idea non è assolutamente quella di smontare o criticare nessuno. La mia intenzione è invece quella di far conoscere dei nuovi autori italiani (vanno bene anche stranieri che scrivano però in italiano) indicando i loro ebook e allo stesso tempo spendendo qualche parola sul contenuto e su quelle che sono state le mie impressioni.

Mi piace inoltre l'idea di poter dire: io ho letto questa cosa e ne penso questo, lasciando allo stesso tempo la possibilità a chiunque mi segue di scaricarsi immediatamente l'ebook e di farsi il proprio parere. Un rapporto scrittore - critico - lettore interattivo e istantaneo insomma, che spero troverete anche voi degno di interesse. E poi di solito gli ebook sono aggratis, per cui ancora meglio.

Ma ho parlato abbastanza, vai con la prima recensione!

Nevicata, di Alessandro Girola (in arte Alex McNab)
Ebook autoprodotto

Il libro: Nevicata è un romanzo fanta-horror-thriller-cospirazionista che se non ricordo male lo stesso autore definisce come: ispirato da Resident Evil e i vari survival horror. E questa affermazione merita già un duplice commento:

- Il fanta(senza "sy") nella definizione è una bordata micidiale alle possibilità di pubblicazione di un testo del genere (il thriller cospirazionista risolleva abbastanza la cosa mentre l'horror è ininfluente). Ti avevo detto di non scrivere fantascienza, Alessà... che cosa mi combini?! ^^

- Il romanzo non è fantasy, non è una storia d'amore autobiografica, non è una lagna contro qualche situazione ingiusta e difficile che lo scrittore sta attraversando (tipo che non gli pubblicano i libri) non è il nulla travestito da storia (tizio si sveglia, guarda il sole, racconta i cazzi suoi, va a lavoro, parla coi colleghi... insomma il classico romanzo da esordiente) e ancora grazie a Dio non è un fantasy!

Ci troviamo insomma di fronte a un romanzo che nella sua non propissima originalità (gente che scappa dagli zombi) è assolutamente originale, e questo lo mette talmente al di sopra della media dei lavori degli aspiranti scrittori che potrei limitarmi a commentare così: Alessandro Girola è un autore emergente che ha scritto un romanzo che una persona normale sarebbe quasi tentata di voler provare a leggere anche sapendo di cosa parla. Voto globale: 8/10, ma visto che lo conosco pure e magari diventa famoso e mi raccomanda facciamo 9/10 (10/10 lo darò solo a me stesso quando mi autorecensirò).

Visto però che poi verrei accusato di non aver fatto bene il mio lavoro (??) mi tocca proseguire nella recensione... e leggermi anche tutto l'ebook.

La trama: qualche cattivone fa degli esperimenti strani e malvagi, e allora arrivano gli zom... gli invasati che distruggono tutto il mondo e uccidono tutti. La storia è ambientata a Milano, con un po' di protagonisti che sono gente normale che prova a salvarsi, un po' di militari che devono contenere gli zombi e un po' dei cattivoni di cui sopra che devono finire di distruggere il mondo perché poi sennò il libro finisce subito.

L'idea della città invasa dagli invazombi è forse un pochettino già usata, ma le modalità e le ragioni dietro al tutto sono piuttosto originali al punto che la storia è sufficientemente diversa da distinguersi dal gruppo dei cloni che affolla il genere.

Lo stile: Alex (o Alessandro) ha uno stile rapido, pulito, a tratti crudo. Mi ricorda molto molto molto i vari Segretissimo e simili che escono in edicola e che hanno anche un discreto gruppo di appassionati. Credo che il genere a cui l'autore si ispira maggiormente sia proprio quello di queste collane, per cui non posso che fargli i complimenti per aver raggiunto l'obiettivo che si era prefissato.

La scrittura di Alessandro ricorda anche Dean Nonmiricordo Koontz e i classici americani delle storie che ti mettono l'ansia (un genere ben preciso), specie nelle descrizioni di sparatorie, militari ed esperimenti scientifici variamente letali.

A voler rompere le scatole, specie nei primi capitoli ci sono delle magagnette e piccole imperfezioni (ma adesso non è che sto qui a fare l'editing, eh!) ma poi la storia parte e non la ferma più nessuno. Questa cosa dell'avvio un po' claudicante è classica degli scrittori emergenti (o dei romanzi autoprodotti senza un editor alle spalle?) e la sento molto anche io in tutti i miei romanzi. Forse abbiamo troppa foga di arrivare al vivo della vicenda e ci bruciamo proprio nelle prime pagine, o forse abbiamo paura di non riuscire subito a far capire al lettore di cosa stiamo parlando. O forse sono solo io che impiego un po' ad abituarmi allo stile di qualcuno, potrebbe anche essere.

Comunque, dal terzo capitolo o giù di lì gli zombasati iniziano a massacrare l'umanità intera, e da quel punto in poi è impossibile non leggersi gli altri venticinque o quanti sono capitoli che rimangono. Impossibile non leggersi dovrebbe essere un punto a favore dello stile, a meno che uno non scriva con l'intenzione di non essere letto. Ma questo è un caso particolare a cui credo Alex non appartenga ^^.

Il coinvolgimento nasce dal fatto che la storia riuscirà a immergervi in un'atmosfera di tensione densa e costante. C'è sempre qualcuno che sta per essere ucciso, qualcuno che sta per uccidere e qualcuno che sta per morire. I protagonisti sono in minoranza contro una città di pazzi senza controllo e sotto la costante minaccia di una neve assassina che non lascia tregua. E - come se non bastasse - ci sono i cattivi veri su cui non dico altro per non rovinarvi la storia, ma che io ho trovato a dir poco terrificanti. Insomma leggere questo libro è una lunga, interminabile e violenta tortura per i nervi... come si può farne a meno? ^^

Contenuti: dalle parole dello stesso autore, non è che il libro voglia insegnarci chissà cosa o farci la morale o che ne so io. L'idea è di dare una botta di adrenalina, e la cosa è perfettamente riuscita.

C'è da dire che il libro è quanto di più lontano dai miei gusti ci possa essere: ok, mi divertono le storie con gli zombi, ma non mi piacciono i thriller, non mi piacciono i libri molto violenti, non mi piacciono i romanzi coi militari, non mi piacciono le cospirazioni coi cattivi che devono uccidere tutti per mettere a tacere chissà quale segreto politico, non mi piacciono i soldati che raccontano come loro c'hanno il fucile che funziona così e cosà e allora poi nello scontro a fuoco il radar segnalerà il dato del satellite così che possano individuare il momento adatto per prendere di sorpresa il nemico e poi si fermano mezzora a parlare perché devono pure spiegartelo (ma sticazzi, e sparagli!!!) e soprattutto non mi piacciono gli scrittori emergenti che scrivono bene perché mi fanno rosicare ^^.

Insomma, se questo romanzo è piaciuto molto (credo si fosse capito, no?) a me, mi pare ovvio che piacerà ancora più molto a chi è appassionato del genere.

Tecnicismi: qualche riflessione inutile su come scrive il sig. Girola:

- Il libro vuole sembrare vero. Non ci sono invenzioni fantastiche assurde, e gli avvenimenti vengono sempre giustificati in maniera non realistica (Kugelche?!) ma verosimile.

- Le armi, le sparatorie, le cose tecniche e le caratteristiche di guerra mi sembrano raccontate da qualcuno che si è documentato molto e sa di cosa sta parlando... per quanto io non ne sappia nulla ^^.

- Non mi sono mai fermato a rileggere o a chiedermi cosa stesse succedendo.

- I personaggi fanno quello che ci si aspetterebbe da persone come loro.

- La storia è coerente, non ci sono buchi o impicci vari o almeno io non ne ho trovati.

- Il testo è molto scorrevole. Le descrizioni sono sintetiche ed efficaci, i dialoghi sono lunghi (diverse righe per ogni battuta) ma chiari.

- C'è un po' di: incontrò il tizio con cui da giovane andava a pesca, e che poi si era laureato in qualche facoltà per diventare scrittore finendo a lavorare come sturalavandini in un villaggio turistico di cui adesso aveva le chiavi in tasca. Ci sono classici del passato scritti interamente così, ma oggi rischi che ti dicano che hai scritto sbagliato.

- Il libro potrebbe tranquillamente avere un seguito, nel caso avesse successo.

Pubblicabilità: Alessandro non ha voluto cercare un editore per questo libro, e si è limitato a rilasciare l'ebook. La cosa mi consola un po', perchè finalmente ho una conferma evidente che si possa scrivere qualcosa di veramente buono e allo stesso tempo non arrivare in libreria (o in edicola, visto il genere).

Qualcuno potrebbe farmi notare che io ho ricevuto dei chiari e netti rifiuti editoriali, mentre l'autore di questo libro no (ma perché me le dico sempre da solo, certe cose? ^^) e infatti credo che Alessandro dovrebbe almeno provare a mandare il testo a qualcuno: a parte la storia del fanta, sono convinto che sia un lavoro validissimo e al livello di essere apprezzato da molti lettori (anche se non saprei dirti a chi mandarlo).

Seriamente, non vedo perché un editore che pubblica libri di sparamenti e ammazzamenti dovrebbe scartarne uno come questo, a cui manca davvero un colpo di limetta per le unghie (dato anche con una certa pignoleria) per essere perfetto.

Insomma, davvero complimenti al nostro Alex McNab - Alessandro Girola per il suo bellissimo ebook... e adesso scaricatevelo tutti e ditemi che sono bravo anche a scrivere le recensioni.

Simone

VOTO FINALE: 9/10 (come spiegato più in alto).

Link:

Alessandro Girola - Nevicata.pdf (1.0 Mb)

Il blog dell'autore