LO SCRITTORE EMERGENTE

Questo sito raccoglie le mie esperienze come autore emergente in cerca di pubblicazione nel periodo che passa tra l'Ottobre 2006 e il Settembre 2008. Due anni di scrittura, tentativi, consigli, polemiche, commenti, ebook, spam, pubblicità più o meno lecite (ok, sempre altri spam) pianti, forum, blog concorrenti, amici virtuali, insulti anonimi, sfighe e fortune altalenanti che si sono conclusi con la firma del mio primo tanto sospirato contratto di pubblicazione.

Il materiale che ho scritto in questi mesi, e che ho deciso di lasciare online, si articola nelle seguenti sezioni:

Corso di scrittura: una serie di articoli su come scrivere (o come non farlo) in cui ho cercato di dare qualche aiuto ai nuovi aspiranti scrittori emergenti.

Articoli: articoli vari sulla scrittura che non fanno però pienamente parte del corso vero e proprio.

Situazione aggiornata
: il periodico punto della situazione in cui in questi due anni raccontavo le mie esperienze di scrittura e i miei non troppo felici rapporti con gli editori.

Per sdrammatizzare: altri articoli sulla scrittura, da non prendere troppo sul serio.

I miei libri: come dice il titolo, le presentazioni dei miei ebook che potete scaricare da questo sito.

I romanzi che non mi pubblicherebbero
: recensioni più o meno attendibili di libri famosi che forse oggi non raccoglierebbero troppi consensi editoriali.

Le idee stupide che copiano tutti: le idee del cinema e dei libri che non hanno senso ma che gli scrittori continuano a utilizzare.

Come diventare famosi
: qualche articolo abbastanza inutile sulle tipologie di scrittori famosi.

Gli ebook degli altri emergenti: le recensioni di alcuni libri scritti da colleghi scrittori e messi online gratuitamente.

Segnalazioni
: le presentazioni dei libri pubblicati dai tantissimi altri scrittori che sono passati da queste parti nel corso di questi due anni.

E se per caso i miei articoli dovessero piacervi a tal punto da voler continuare a leggere altre cose scritte da me...

A questo indirizzo troverete il blog che ho portato avanti per circa un annetto.

Si tratta di un progetto completamente nuovo e che vi appassionerà di sicuro... o quasi.

E qui invece, finalmete, il blog che seguo ora e che dovrebbe essere quello definitivo dove venirmi a cercare e a leggere.

Almeno per adesso...

Simone

Ebook fantascienza/horror: Codice Aggiunto.

Ho appena reso disponibile uno dei miei primissimi lavori, un romanzo di fantascienza/horror ambientato in un istituto di ricerca che si occupa di studi sul DNA. Eccovi una breve introduzione:

Codice Aggiunto: nel futuro prossimo un giovane matematico, clone di un personaggio dall'identità misteriosa, viene assunto come ricercatore in una grossa società di ingegneria genetica.

Per scaricarlo vi basta andare sul mio nuovo blog, semplicemente cliccando qui.

Grazie a tutti quelli che vorranno leggere questo mio lavoro, pubblicizzandolo magari un po' online... e ovviamente buone feste!

Simone

Come costruire una storia - 1: UP, di Disney - Pixar


Vi è mai capitato di avere una buona idea per una storia? Vi è mai capitato di avere uno spunto per una storia che vi pare addirittura fantastico? A me capita spesso (ehm... ^^) al punto che ho tante di quelle idee pronte in testa da non sapere più quale convenga trasformare in un libro e quali invece no.

Ancora, vi è mai capitato di avere un'idea, ma di non riuscire a portarla a termine? Mi spiego meglio: sapete di cosa dovrà parlare la vostra storia, avete in testa l'ambientazione, i personaggi e le scene iniziali, ma poi non trovate altri spunti per una trama vera e propria e - soprattutto - per un finale decente?

Ecco, questo a me capita davvero spesso. Le mie belle ispirazioni muoiono di fronte a un "buco" della trama che non riesco a riempire, o alla semplice assoluta mancanza di idee su come arrivare a una conclusione per lo meno coerente con la storia iniziale.

Quello che ho deciso di fare, allora, per uscire da questa situazione, è di vedere come fanno gli altri. Gli scrittori bravi, famosi, di successo... quelli che insomma certi problemi (almeno in teoria) non ce li hanno.

Ovviamente, nel fare questo vi devo raccontare tutto il film, per cui non leggete se dovete/volete ancora vederlo!

Come inventare una storia, 1: Up, di Disney - Pixar.

Continua a leggere da questa parte!

Un ebook (quasi) nuovo.

Ho appena reso disponibile questo mio ultimo ebook in cui, con uno stile ironico simile a quello di Io scrivo (il libro sulla scrittura che ho pubblicato con Delos Books), enuncio un po' dei miei bislacchi punti di vista sul mondo di oggi, la vita dei single, il sesso, l'università e anche un po' di società e politica.

Se volete una descrizione un po' più dettagliata, la trovate qui.

Per scaricare l'ebook, invece, vi basta cliccare qui sotto:

Il mondo quasi nuovo.pdf (942 Kb)

Simone

Io Scrivo - la presentazione del 18 Giugno!

Soqquadro & Vista presentano il libro

IO SCRIVO - manuale di sopravvivenza creativa per autori emergenti

di Simone Maria Navarra - Edizioni Delos Book

LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)

DATA E ORARIO: 18 giugno ore 19.00

PRESENTAZIONE LIBRO: Marina Zatta
INFO: tel. 06.4504846, 06.45449756, cell. 333.7330045, 349.6309004
@mail: soqquadro@interfree.it
www.soqquadro.eu

Vi è mai venuto in mente di scrivere un romanzo, oppure conoscete qualcuno che l'ha fatto? Ancora, semplicemente, vi piace leggere e siete curiosi di scoprire qualcosa di più sul processo di ideazione, stesura e pubblicazione di un libro?

Basta coi manuali di scrittura dei grandi autori che vendono milioni di libri: a sentire loro, pare che a scrivere un romanzo di successo siano capaci tutti! Ma qual è la realtà, cosa succede a chi non ha successo (almeno non subito) e che rimane per mesi, anni, decenni o anche a vita nel mezzo di critiche spietate, editori a pagamento, parenti esasperati, lettori senza interesse o interessati ad altro e soprattutto pagine bianche difficilissime da riempire con trame e personaggi che sembrano non avere la minima intenzione di venire fuori?

Io scrivo - manuale di sopravvivenza creativa per autori emergenti, è proprio quello che ci voleva: un corso di scrittura per aspiranti romanzieri ed allo stesso tempo uno sguardo ironico, divertente e disincantato al mondo editoriale attraverso le esperienze di chi ha deciso di fare della scrittura la propria professione.

“Vista” è un centro dedicato all’arte ed alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Uno spazio espositivo che si rivolge ai giovani talenti esordienti ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.

In questo luogo Soqquadro, giovedì 18 giugno alle ore 19.00 presenterà il libro IO SCRIVO, di Simone Maria Navarra (edizioni Delos Book). Il libro è un esilarante ed utile guida per tutti gli scrittori emergenti. Come lo stesso autore scrive, sono “Consigli per diventare uno scrittore che poi non lo pubblica nessuno”. Soqquadro ha scelto questo testo da presentare all’interno di una mostra sulle difficoltà del mondo del lavoro per aprire uno spaccato di riflessione sulle difficoltà di inserimento lavorativo nell’ambito delle attività creative.

Il libro è inserito nell'esposizione Working "OUT" progress, così intitolata proprio per sottolineare, con l'alterazione del famoso modo di dire inglese Working in progress, il momento di drammatica regressione che il mondo del lavoro sta affrontando in questo periodo che si traduce in minori diritti e tutele dei lavoratori oltre che in vere e propri momenti di disagio se non di disperazione sociale.

Simone

La copertina del mio libro!

La Delos Books mi ha mandato la bozza di copertina del libro del blog... la trovate a questo indirizzo.

Per favore, se volete lasciare un commento fatelo all'altro link, così non bisogna saltare da un blog all'altro per seguire eventuali discussioni!

Simone

Non la facciamo tanto drammatica.

Non vedo il motivo di tirarla tanto per le lunghe: ormai ho un nuovo progetto su cui voglio concentrarmi non tanto perchè questo non mi sembri più interessante (anzi!) ma per il semplice fatto che sto portanto avanti questo blog da quasi 2 anni (ottenendo tra l'altro un sacco di bei risultati) e mi sembra ora di andare avanti.

Insomma tutte le belle cose prima o poi finiscono, e con tutti i cambiamenti che stanno avvenendo in questo periodo credo che non si possa trovare un momento più adatto.

È anche vero che chi lascia la via vecchia per la nuova eccetera eccetera, tant'è che di articoli sulla scrittura ne ho qualcuno ancora da parte e vedrò poi dove pubblicarli.

E poi mi piace pensare che non vi piaceva tanto lo scrittore emergente in sé, quanto piuttosto quello che ci scrivevo dentro, per cui in fin dei conti se anche vado a scrivere dentro a un'altra parte alla fine non è cambiato un bel niente.

Non mi resta che ringraziare tutti, ma davvero tutti tutti, per l'incredibile supporto che mi avete dato in questi mesi. Provare a fare lo scrittore a volte può essere frustrante, e io di certo non sarei andato troppo avanti senza l'incoraggiamento e la solidarietà di tante persone che ormai reputo amiche senza magari nemmeno sapere come sono fatte di persona.

Insomma un abbraccio a tutti, e non la facciamo troppo melodrammatica visto che non ce n'è motivo.

Il nuovo blog lo trovate qui. È tutto ancora da montare e rimontare, ma nel giro di qualche giorno dovrebbe essere perfettamente operativo.

O quasi.

Simone

Che sia vero per davvero?

Franco Forte ha annunciato la pubblicazione prossima ventura del libro del blog nel forum della Writers Magazine Italia. A imperitura gioia di chi legge i miei post, vi rivelo che in realtà i titoli precedenti a quello ufficiale (Io scrivo. Sottotitolo: vattelo a ricordare) sono stati nell'ordine:

Lo scrittore emergente.

Come scrivere un romanzo (che nessuno vorrà pubblicare).

Il romanzo nel cassonetto.


Se tanto mi dà tanto, da qui ai primi mesi del 2009 il titolo potrebbe cambiare altre quattro volte, per cui alla fine se vorrete comprarlo vi consiglio di chiedere direttamente il libro di Navarra al vostro libraio. Tanto c'è solo quello ^^.

Se poi esiste anche qualcuno che bazzica di qui ma che invece non bazzica di lì, il forum della WMI lo trovate qui.

Simone

Il consueto aggiornamento periodico di cui forse sentivate la mancanza.

Ok, visto che è un po' che non lo faccio credo sia giunto il momento del solito punto della situazione:

- Il libro del blog dovrebbe sempre uscire al Febbraio 2009. Il titolo è sempre: Io scrivo. Sottotitolo: manuale di sopravvivenza creativa per scrittori esordienti. Mi hanno già fatto vedere un paio di idee per la copertina e un paio ne ho proposte io, poi vedremo che ne viene fuori.

- Primo Mazzini è fermo all'editing del secondo capitolo, perchè come già saprete (o come saprete tra poche righe) in questo periodo sono stato impegnato e non ho avuto il tempo di finire di correggerlo. Ho già mandato qualche presentazione in giro, per cui vedremo se trovare un editore la seconda volta diventa più facile.

- Sempre riguardo a Primo Mazzini, sono arrivati i primi commenti dei primi amici/vittime lettori commentatori. Diciamo che i giudizi variano dall'entusiasta anche eccessivo al freddino spinto, con una media comunque molto positiva. Opinione comune è che ci sia un netto miglioramento rispetto ai libri precedenti, ma che il libro vada accorciato un po' nella parte centrale perché sembra che non debba succedere mai nulla. Ci proverò durante l'editing.

Esempio di commento entusiasta: aaaah, è al livello di Ritorno al Futuro o di Ghostbusters, e non vedo l'ora di leggere il secondo (ricordate il post sull'infognamento letterario? ^^)

Esempio di commento freddino: uhm sìììììì, m'è piaciuto... è carino, è scritto bene... (sbadiglia).

- Riguardo al da fare e cavoli vari, ripeto per chi è stato poco attento (o semplicemente non si legge tutti i commenti) che a breve farò il test di ammissione alla facoltà di Medicina, dopo di che smetterò di aggiornare codesto blog ivi presente per tenerne un altro che parlerà di Croce Rossa, di studio, della mia vita da scrittore ormai affermato (??) e di altri metodi per cambiare il mondo, magari anche in meglio. Il titolo del blog sarà: il mondo (quasi) nuovo, citando ovviamente il disco degli Iron Maiden da cui è stato tratto un film e successivamente un adattamento romanzato che nessuno ha letto ma che mi dicono che fosse carino.

- Infine, visto che ormai aggiorno una volta ogni morte di Papa è meglio mettere molta più carne al fuoco del solito, per cui eccovi il possibile prossimo romanzo che mi appresterò a scrivere nel corso delle lezioni di Medicina semmai sarò così sfigato da entrare davvero. Il possibile prossimo romanzo in realtà sono tre e sono:

1) Sei miliardi di insettoni/mostri spaziali volanti o quello che sarà arrivano da fuori l'universo e invadono la Terra seminando il caos a livello globale. Titolo provvisorio: Panic Planet (una Panic Room mi sembrava poco).

2) La storia di gente a cui succedono cose assolutamente improbabili ma che ogni tanto a qualcuno accadono davvero, tipo remissione spontanea di un tumore, il pompiere che si ritrova in un reparto pedriatico in fiamme, iscriversi all'università a 33 anni e robe del genere. Titolo provvisorio: a volte succede davvero.

3) Ovviamente, il seguito di Primo Mazzini... anche se non sono sicuro al 100% che Primo Mazzini comparirà nel libro. Titolo e trama ancora non li so nemmeno io, per cui intanto compratevi il primo. Se mai qualcuno deciderà di pubblicarlo, s'intende... ^^

E questo è tutto, fatemi l'inboccallupo per i test e a presto!

Simone

Vari motivi tutti veri per non aggiornare il blog.

Perché è estate, e chi c'ha voglia di stare al PC.

Perché c'ho veramente troppo altro da fare.

Perché non c'ho voglia di aggiornare il blog.

Perché è estate, e tanto sai chi viene a leggermi.

Perché non sono a casa e usare una connessione internet è scomodo e, soprattutto, costa.

Perché così magari qualcuno si rilegge anche i post vecchi... così si annoia di nuovo.

Perché se anche avessi quel minimo di tempo, lo sfrutterei per correggere Primo Mazzini.

Perché ho sonno.

Perché sto ancoa aspettando il commento di tutti sull'ultimo ebook.

Perché se metto online un altro post sui difetti degli aspiranti scrittori, poi arrivano quaranta commenti (di cui quindici anonimi) e io non ho tempo di rispondere.

Perché vorrei tanto che qualcuno mi scrivesse che gli mancano i miei aggiornamenti.

Perché nel frattempo ho scritto questa boiata, e magari vi accontentate.

Perché potrei anche dirvi quello che sto facendo, ma ho paura che mi prendiate per il culo.

E poi vi rovinerei la sorpresa ^^.

Simone

Aggiornamento estivo: la filosofia del libro elettronico.

Un aggiornamento estivo un po' veloce e un po' affaticato, per chiudere però il discorso di qualche settimana fa su ebook e lettori digitali.

Quando si parla di libri elettronici, spesso qualcuno storce il naso perché l'ebook non è il libro vero. Quando si parla di lettori digitali, sempre qualcuno dice: sì, mi interessa... ma non è il libro vero. Insomma questo benedetto libro vero, la carta, sembra una condicio sine qua non per poter apprezzare davvero il lavoro di uno scrittore.

Ok, opinioni accettabili, idee condivisibili ma comunque ragionamenti fatti in maniera ipotetica: non sono molte le persone che hanno già potuto sperimentare la novità di leggere gli ebook su uno schermo che sembra di carta, per cui il fatto di essere o meno attratti dalla novità nasce magari da un articolo che abbiamo letto o da qualche idea che ci siamo fatti senza però osservare realmente l'oggetto in sé.

Io vi racconto invece una mia esperienza, che non è un'idea ipotetica ma è quello che mi è successo davvero: in questi giorni ho fatto un viaggio in treno, e ovviamente ho portato il mio lettore che ho usato per rileggere parti dei miei romanzi (sì lo so che non è normale ^^) nonché il classico Tre uomini in barca. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un libro di J.K.Jerome che volevo leggere da sempre ma di cui avevo sempre rimandato la lettura. Del romanzo vi dico solo che è divertentissimo e che oggi non sarebbe mai pubblicato, mentre ci tengo a farvi notare che durante la lettura mi sono imbattuto in questo passaggio:

(Il protagonista sta divagando su come - a parer suo - le preziose antichità che conserviamo gelosamente al giorno d'oggi, in realtà al loro tempo potevano essere banali oggetti senza valore).

Sarà così anche in avvenire? Le bagattate da quattro soldi del passato continueranno a essere gli apprezzati tesori del presente? Accadrà forse che i piatti decorati con foglie di salice, nei quali mangiamo, vengano disposti in fila sulle mensole dei caminetti delle persone altolocate, negli anni dal 2000 in poi? Le tazze con l'orlo dorato e il bel fiore d'oro all'interno (di specie ignota), che la nostra piccola Sarah Jane rompe oggi con la massima disinvoltura, verranno forse accuratamente rimesse insieme con la colla e figureranno su una mensola, spolverate soltanto dalla padrona di casa?

Ok, fine dell'estratto. Il libro è del 1880 o giù di lì, e l'idea sarà più o meno condivisibile ma mi ha colpito per il fatto che, in un certo senso, si riferiva a un tempo futuro che poi è arrivato davvero ed è quasi già passato pure quello (parlo del 2000, ovviamente).

Comunque la cosa interessante è un'altra: Jerome K.J. ha avuto questa intuizione, l'ha scritta su carta col calamaio o quello che cavolo utilizzava, l'ha stampata e fatta girare con i mezzi della sua epoca. 130 anni dopo, la sua idea è passata attraverso un canale digitale fino a raggiungere me, che l'ho riversata ancora una volta sul mio personale dispositivo elettronico.

Il risultato finale di tutto questo casino infinitamente complicato, è che Jerome ha scritto un libro, che io l'ho letto e che adesso sto qui a parlarne a voi. La carta, l'inchiostro o il digitale che sono serviti allo scopo sono stati il mezzo, lo strumento attraverso cui si è prodotto questo passaggio. Mentre l'oggetto di tutto, la cosa importante, è il messaggio pensato da un tizio (l'autore) e ricevuto da un altro tizio (il lettore).

La verità insomma è che esistono le idee, la voglia di comunicare e il desiderio di leggere e comprendere. Queste cose non cambiano mai, mentre il libro ha di volta in volta la forma che decidiamo di dargli. E nessuna di queste è quella vera.

Simone

Nella Bolla - di Andrea Franco

Un mini aggiornamento estivo per segnalarvi l'ennesimo libro di uno scrittore emergente che è passato da queste parti. Potrebbe essere la lettura adatta per una giornata di mare, o magari per una settimana o due di montagna (a seconda di quanto siete pigri nella lettura).

In ogni caso, come sempre, leggete la presentazione del testo e decidete voi stessi se il libro è di vostro interesse.

Colgo inoltre l'occasione per augurarvi buone vacanze: io sono a casa a studiare e lavorare (pare vero!) però gli aggiornamenti al blog saranno limitati se non assenti per cui... divertitevi e tornate presto!

Nella Bolla - di Andrea Franco
Editore Giraldi


Tre persone senza punti in comune se non il fatto di vivere nella stessa città.
Tre generazioni con i propri problemi legati a vite ed esperienze diverse.
Tre semplici sconosciuti distanti, ma seduti sulla stessa panchina della vita.
Nella Bolla, dove tutto diviene ricordo. E anche il dolore sembra più lieve.

“Ogni attimo di sofferenza assumeva un aspetto diverso e, come i ricordi di tanti anni prima, si trasformava in qualcosa di molto vago, ma decisamente pungente. Col tempo le immagini sbiadivano e i ricordi si annacquavano, ma le emozioni rimanevano, amplificate e chiuse come in una bolla d’aria. E questa bolla cresceva con il passare del tempo, diradando tutto, ma allo stesso tempo inglobandoti in sé. Così l’emozione non te la trovavi più dentro, ma tutt’intorno, ovunque tu guardassi, ovunque andassi.”


Link correlati:

La recensione del libro su Operanarrativa.

Maledetta Ghirba - di Giuseppe Taras alias Peppistrillu

Ancora il libro di uno scrittore emergente, e ancora la segnalazione sul mio blog nella speranza di far conoscere un nuovo autore a chi potrebbe trovarlo interessante.

Oggi è la volta di Giuseppe Taras, che forse qualcuno conoscerà come Peppistrillu, e la cosa interessante è che il libro che ci presenta (anzi, che vi presento io ^^) è una raccolta di poesie.

Inutile ripetere per l'ennesima volta quanto sia difficile diffondere e far conoscere la poesia, per cui evito di farlo. Vi lascio piuttosto alla brevissima presentazione del testo, mentre ai link che seguono trovate diverse altre poesie con cui farvi un'idea su questo nuovo autore.

Maledetta Ghirba - di Giuseppe Taras
Edizioni Montedit - Collana I gigli (poesia).



Se qualcuno mi avesse chiesto, volentieri, avrei ceduto il passo.
Se ammettessi che la mia esistenza, la mia anima, sono state programmate da altri; se lo dicessi, sarei un figlio ingrato.
Se raccontassi che non c'entra la mia codardia, la premierei nuovamente.
Io sono codardo e ingrato.
Io non voglio e non vorrò essere padre, perché subisco la vita come figlio e non voglio aggiungere al mio patimento, quello dell'essere genitore.
Il mio voto è per l'accesso in paradiso a tutti quelli che versano lacrime da figli e si consumano di dolore da genitori, vivendo.


Link correlati:

Alcune poesie contenute nel libro.

Il sito di Peppestrillu.

I difetti degli aspiranti scrittori 3: l'attacco dei puntini assassini.

Eccoci al terzo punto dei consigli banali per futuri grandi scrittori. Riepilogando il senso dei post, se mettete queste cose nei vostri libri vuol dire che scrivete male, ovviamente secondo me e secondo la mentalità abbrutita e corrotta di coloro che decidono cosa pubblicare (gli editori) e anche di molti di coloro che decidono che cosa leggere (non so chi siano, ma qualcuno ci sarà).

Insomma sono solo opinioni personali, per cui insultatemi piano:

- I puntini di sospensione scassapalle, e i punti esclamativi presi durante i saldi:

«Ciao amore... è che io... io...»
«...????»
«Ah no... ecco».
«Che succede? L'hai fatto di nuovo... confessa!»
«No... io non volevo... ecco...»
«...confessa ho detto!!!!!!!! Guarda che m'arrabbio!!!!111!»
«No!!!! Ti prego... non arrabbiarti... no! No111!!!»
«...ti prego... ti prego? Ti... prego hai detto?!?! Come osi!!!!!! Confessa subito!!!!.... altrimenti... altrimenti io....!»
(e ok, diamoci un taglio).

Il puntino di sospensione è un oggetto letterario molto utile. Potete metterne mille per pagina e continuare a domandarvi per quale motivo i vostri bei dialoghi non piacciano in realtà a nessun altro a parte voi.

La verità è che potreste accontertarvi di utilizzarli 2 o 3 volte per libro (per un totale di 6 o 9 puntini) e anche in questo caso se mettete una virgola o un punto solo nessuno ne sentirà la mancanza. Se volete ricreare un testo pieno di pause, pensieri, paure, interruzioni e tentennamenti fatelo magari descrivendo pause, pensieri, paure e tentennamenti vari. E i puntini di sospensione rivendeteli su ebay, che tanto qualche altro scrittore che se li compra lo trovate sempre.

Forse il concetto non è mai chiaro, in questi post, per cui riassumo: se mettete altri mille puntini piuttosto che aggiungere una descrizione che descriva (eh!) lo stato d'animo di chi parla, non siete degli intellettuali vittime di un oscuro sistema che aborrisce il dialogo lento e strascinato. Anzi, magari lo sarete anche, ma a troppa gente sembrerà che siete soltanto terribilmente pigri ed è per questo che il vostro libro non piace. Poi potete sempre fregarvene, ci mancherebbe altro.

Di punti esclamativi e interrogativi, poi, anche se non mi crederete mai, basta metterne uno. Il fatto è che se provate a immaginare il punto esclamativo come uno che alza la voce (alcune persone provano a visualizzare ciò che leggono, sapete) allora quattordici esclamazioni per frase vi daranno l'idea di un pazzo che sbraita e si agita e si rotola per terra sbavando e rantolando.

«Nooo!!!!!!» Lulù si strappò i vestiti, poi si gettò in terra e iniziò a sbavare e rotolare artigliando il fango. «Il film sta per iniziare e noi perderemo l'inizio, aaaargh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!»

Trovereste tollerabile una persona che si esprime sempre a questo modo qualsiasi cosa succeda? Io no, anche perché un testo tutto così farà sì che alla gente venga il mal di testa durante la lettura, e credo che il vostro proposito di scrittori dovrebbe essere quello di vendere libri, e non aspirine.

E concludiamo riscrivendo il testo iniziale senza puntini e robe varie, così si vede cosa intendevo dire e soprattutto allunghiamo un po' il post, che è venuto corto:

«Ciao amore» Zizù si passò una mano tra i capelli, imbarazzato. «Sono venuto a cercarti perché volevo dirti che io, ecco...»
Zizì sollevò lo sguardo dalla tastiera e gli rivolse un'espressione perplessa.
«Ma di che parli?»
Zizù fece per rispondere, ma era talmente in difficoltà che si limitò a farfugliare qualcosa.
«Che succede?» lo aggredì Zizì, insospettita da quel comportamento. «L'hai fatto di nuovo, confessa!»
«No, io non volevo. Il fatto è che...»
«Confessa ho detto, guarda che m'arrabbio!»
L'uomo scosse la testa.
«No, ti prego, non arrabbiarti».
Zizì però era già scoppiata su tutte le furie, al punto che balbettava per la rabbia.
«Ti prego, hai detto?» riuscì a dire, rossa come un peperone (delle analogie magari parleremo un'altra volta). «Confessa subito, altrimenti io non so che ti faccio!»


Fa ancora piuttosto schifo, ma almeno è leggibile e infatti c'ho lavorato il triplo rispetto all'altra versione. E se vedete, qualche puntino l'ho pure lasciato ^^.

Simone

Primo Mazzini e il titolo che forse mi toccherà cambiare... ma che comunque sia ho finito di scrivere. Finito finito finito finito.

Non ci posso credere neanche io. O meglio non ci potevo credere ieri pomeriggio, quando ho scritto l'ultimo paragrafo, ma già questa mattina riguardando il materiale ho visto che effettivamente era ancora tutto lì e che non me lo sono sognato.

Primo Mazzini e la stanza fuori dal tempo è finito. Ok, è finita la prima stesura, nel senso che è ancora da rivedere, ma come ho detto più volte io faccio la revisione in corso d'opera di ogni cosa che scrivo per cui dalla prima bozza al romanzo finito ci passa veramente poco... così poco che il testo sarebbe già (più o meno) interamente leggibile e - si spera - apprezzabile.

Ma diamo qualche notizia di carattere tecnico, che credo risulterà interessante agli altri aspiranti scrittori che si chiedono quanto ci voglia davvero a mettere giù un romanzo. E poi sennò il post era già finito ^^:

L'ho iniziato a Giugno 2007 per finirlo appunto ieri (Luglio 2008) anche se a dire il vero c'ho lavorato seriamente a partire da Gennaio. Diciamo allora che il tempo di scrittura si aggira attorno ai 7-8 mesi.

668.000 e rotti caratteri, pari a 370 e rotte cartelle: sembra quasi un romanzo vero!

Openoffice dice che il documento è stato utilizzato per 467 ore (porcaputtana!) ma non è vero perché molto spesso lascio il file aperto mentre faccio altro. Comunque sì, se contate che le correzioni le faccio su carta è chiaro che per scrivere un libro ci vuole un sacco di tempo da butt... ehm, dedicare all'arte.

Così su due piedi, 500 ore in 8 mesi sono 2 ore al giorno. Basterebbe un impegno costante, insomma... anche se io posso stare giorni senza scrivere nulla e poi in una botta sola scrivo 8 ore di fila.

Ancora, se scrivo un ora in genere viene fuori 1 cartella. 2 ore già stiamo sulle 5 cartelle, in 3-4 ore se sono in vena arrivo anche a 15-20 pagine ma poi c'è un crollo totale. Per dire che c'è un tempo minimo e uno massimo, di più e di meno - almeno per me - la scrittura funziona male.

Se non tenessi questo stupido blog magari avrei già scritto un altro libro e avrebbe anche avuto successo. Il fatto invece che mi pubblichino un libro tratto dal blog mi lascia alquanto perplesso ^^.

Vorrei farvi leggere qualche estratto, per cui appena finita la revisione finale metterò qualcosa online. Non ce la faccio a scrivere una storia "a parte" come dicevo invece in uno dei passati aggiornamenti, ma pensavo piuttosto di fare un ebook con i primi due capitoli.

Per il finale del romanzo, se ricordate il discorso di qualche tempo fa, ho optato per una chiusura quasi definitiva al posto del finale aperto e basta che avevo pensato inizialmente. Trovare un sistema per chiudere come si deve è stata veramente una faticaccia, ma alla fine credo che il finale sia una delle parti migliori, per cui è andata bene.

E adesso veniamo al titolo. Per ora il romanzo si chiama ancora:

Primo Mazzini e la stanza fuori dal tempo.

Considerate che, a libro finito, forse ci sta meglio:

Primo Mazzini e la cripta della conoscenza.

A parte che io sono affezionato al primo (e anche al Primo, a questo punto), secondo voi quale suona meglio?

Grazie per i vostri consigli, ciao e a presto!

Simone

Un angelo di nome Giuda - di Daniele Traferro.

Come accade ormai regolarmente, vi segnalo il romanzo di un nuovo scrittore emergente che è incappato sul mio cammino di vecchio emergente scrittore.

Così su due piedi il libro mi sembra decisamente interessante, e secondo me - nel bene o nel male - non potrà lasciare indifferenti i lettori o anche solo le persone che ne sentiranno parlare. Si tratta infatti di un romanzo a sfondo religioso, che va a toccare un punto delicato della fede Cristiana.
Non avendo letto il libro non posso dare un giudizio, anche se la mia speranza è che il testo di Daniele possa essere davvero un mezzo per discutere e riflettere su temi profondi e degni di interesse che tante volte nella letteratura moderna vengono trattati in modo superficiale o semplicemente ignorati.

Vi lascio alla presentazione scritta dall'autore, che in questo caso mi sembra molto interessante e approfondita.

Un Angelo di Nome Giuda – di Daniele Traferro.
Edizioni Montag


Ogni volta che ho ascoltato la storia del tradimento di Gesù da parte di Giuda Iscariota, sin dalle prime lezioni del catechismo della mia infanzia, ho sempre provato un forte senso di compassione e simpatia verso chi, pur facente parte del piano di salvezza deciso da Dio, veniva poi trattato come il peggiore dei delinquenti.

“Quello che devi fare fallo al più presto”, gli diceva Gesù, e lui, ubbidiente e con enorme coraggio, faceva quello che era il suo compito, ciò che il suo Maestro si aspettava da lui. “Quello che devi fare” gli disse Gesù, dopo che “cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno.”

Tutto era stato deciso, tutto era stato scritto e tutto consapevolmente accettato da Gesù, il Protagonista tra i protagonisti, che lo ha scelto come discepolo, che lo ha avuto seduto al suo fianco durante l’ultima cena, che non ha mai cercato di fermarlo, perché non doveva essere fermato. Così, cercando di placare la fastidiosa sensazione per quella che ho sempre sentito come una grande ingiustizia verso colui che si è invece caricato della parte più gravosa del piano divino della salvezza dopo Gesù stesso, ho sentito che era giunto il tempo di trasformare quella storia in un romanzo che in qualche modo “rimettesse apposto le cose”.

Ecco come è nato “Un Angelo di nome Giuda”, la storia del discepolo traditore che torna nuovamente in forma umana per raccontare, ad un giornalista destinato a raccoglierne i racconti, la verità sui fatti accaduti due millenni fa; chi era veramente, come e perché è diventato il traditore più famoso dell’Umanità, ma, soprattutto, quale fu il suo vero ruolo, svelando tutti i retroscena della sua azione, rimasti fino ad ora segreti.

Il testo è appunto il racconto, scritto in prima persona dal protagonista, dei pochi giorni passati con Giuda che lo mette a conoscenza di quanto realmente successo quando Gesù camminava in mezzo agli uomini, svelandogli anche insegnamenti giunti in forma segreta fino a noi. Con l’arrivo di Giuda nella sua vita, il protagonista è accompagnato in un viaggio fantastico, dapprima dentro di se, dove scopre il “Doppio Sigillo” che lo lega al Cristo da molto tempo, e quindi in altre dimensioni, dove inizia a rivedere molte delle certezze della sua vita presente, mentre è coinvolto in incontri, e scontri, con esseri di vari livelli di consapevolezza, sia umani sia spirituali.

Si trova quindi nel mezzo dell’eterna lotta tra il bene ed il male, ne scopre le ragioni profonde, ne comprende il senso e l’utilità legata alla nostra dimensione umana mentre gli è mostrata la natura del tempo, della materia e dei livelli d’esistenza, in un continuo altalenare tra presente e passato, tra mondo materiale e spirituale, tra spiriti incarnati e spiriti disincarnati, tra Angeli e Demoni, i primi che operano affinché la verità di Giuda sia svelata, i secondi che cercano ferocemente di impedirlo.

“Un Angelo di nome Giuda” è un’interpretazione, fantasiosa quanto si vuole, ma pur sempre un’interpretazione di quanto raccontano le Sacre Scritture riguardo la storia di Gesù, ed è un libro che vuole creare dubbi più che rivelare verità, vuole generare domande più che fornire risposte. Vuole essere un libro in cui chi legge, come accade al protagonista, possa essere messo di fronte alla opportunità di rivedere le credenze su cui ha creato il suo proprio mondo. E’ un viaggio all’interno di ciò che la maggior parte di noi crede, è un’ambientazione fantastica in cui i dubbi e le incongruenze si possono finalmente manifestare e, grazie all’aiuto di un essere soprannaturale, trovare vie di comprensione diverse da quelle cui siamo abituati.

Daniele Traferro


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Il sito dedicato al libro.

I difetti degli aspiranti scrittori 2: le "D" eufoniche della morte.

Eccoci alla seconda parte della lezione aggiuntiva del corso avanzato del secondo libro del blog dello scrittore emergente. Mica capperi eh! ^^ Ma partiamo subito, che se no il post finisce domani.

I difetti degli aspiranti scrittori 2:


- Le "d" eufoniche della morte: altro errore, che errore non è ma a cui vi toccherà comunque fare attenzione se volete lavorare come scrittore (nel senso che la gente vi dà dei soldi per leggere quello che scrivete). Volete che chi vi legge prenda sul serio il vostro lavoro? E allora, mannaggia alla miseria: le volete cancellare ste piripicchio di d eufoniche che tutti gli editori del mondo sono fissati che non vanno messe? Non ci sono sé, ma, però o perché: se cercate un editore dovete smettere di mettere le "d" al posto sbagliato, e non gliene frega niente a nessuno se gli editori sono stupidi e il posto sbagliato sarebbe in realtà giusto: se volete fare l'architetto disegnate quello che piace al committente. Se volete fare il medico curate i disturbi che i pazienti lamentano, e se volete fare lo scrittore togliete le d che gli editori non vogliono!

Per chi cadesse dalle nuvole:

Ad andare, ed era, od ontoiatra e company vanno bene, perché la vocale è sempre la stessa prima e dopo la D.

Ed io, ad essere, od alisca non vanno bene! In nessun libro edito in italia dal 1980 a oggi trovate una d tra due vocali spaiate, e gli editori arrivano a inventarsi che non si scrive ad esempio ma per esempio, così l'autoimposta regola della vocale è sempre rispettata. Ovvio che questa cosa molti aspiranti scrittori non la sanno: qualcuno ha addirittura l'ardire di seguire le regole dell'Accademia della Crusca (secondo la quale la "D" può starci sempre, anche con le vocali spaiate)!

Purtroppo al giorno d'oggi nessuno vi chiede di scrivere in Italiano, bensì in editorialese, che è diverso. Per cui le cose sono due: o volete passare la vita a lamentarvi che il mondo corrotto non accetta la vostra arte fino a precipitare in un triste turbinio di mestizia e acredine (e no, non l'ho fatta più pesante di quello che è la realtà ^^) oppure volete che la vostra arte venga letta anche con la pesante mutilazione della "D" eufonica, e spendete questi benedetti dieci minuti a rivedere il vostro testo col comando Trova/Sostituisci.

Io alla fine le D le ho tolte, e nessuno capirà mai il vero significato di quello che si cela nel profondo della mia anima. Anche se, a dire il vero, mi pare che i miei testi suonino meglio.

Simone

I difetti degli aspiranti scrittori 1: il punto di vista, e poi ancora il punto di vista.

Se ricordate (be', qualcuno che segue il blog se lo ricorderà) già qualche tempo addietro ho parlato di quali siano gli errori più comuni che si possono trovare all'interno di un romanzo. Principalmente dimenticanze, e problemi che nascono da una cattiva preparazione del lavoro o evidente incapacità dell'autore (fate voi ^^).

Recentemente, però, qualcuno mi ha chiesto di parlare degli errori non tanto dei romanzi, quanto della scrittura in sé. In sostanza: quali sono i difetti intrinsechi dello stile e della narrazione tipici di chi non scrive tanto bene? Non parliamo di trame, idee o sentimenti espressi malamente, ma di veri è propri intoppi che riguardano la prima cosa che cadrà all'occhio di chi ci legge (sto parlando della scrittura, ovviamente).

Lungi da me essere un esperto di queste cose (se fossì bravo magari qualcuno mi pubblicherebbe qualcosa... azz, non funziona più! E adesso?!) trovo questo un argomento importante e che mi era sfuggito nell'arco del corso di scrittura passato. Mi pare giusto, e magari anche interessante, provare a dire qualcosa, per cui questo è solo il primo di una serie di tre o quattro post sul presente argomento. E meno male che volevo dire solo poche cose ^^.

Insomma, veniamo al dunque:

I difetti più comuni nello stile degli aspiranti scrittori.

- Il punto di vista. Questa è una cosa che facevo anche io, o meglio forse faccio ancora ma con più cognizione di causa. La storia inizia con un protagonista particolare, si sviluppa a partire da lui, inizia a farsi interessante, c'è uno spunto narrativo anche buono, il testo è scorrevole, piace, attira il lettore e... inizio del capitolo 2: adesso il protagonista non c'è più, e la storia parla di un'altra persona.

Ok, lo so. Stephen King lo fa, così come lo fanno anche tanti autori famosi. Però, e c'è un però, loro sono famosi, i loro libri sono lunghi 6-700 pagine (segno che alla fine ogni protagonista ha una storia ben sviluppata) e in fin dei conti usano questo stratagemma per costringervi a leggere: volete sapere cosa accadrà al protagonista, e allora vi sorbite anche l'inutile trattazione del punto di vista di un altro personaggio di cui in realtà non frega niente a nessuno.

Il fatto è che questo cambio repentino lo fanno tutti gli scrittori emergenti che conosco, me stesso compreso, anche all'interno di un raccontino di 5 pagine.

La verità è che se lo fanno tutti forse l'unico motivo sono due:

1) è più facile saltare di palo in frasca piuttosto che sforzarsi di seguire un solo punto di vista, che evidentemente è più difficile.

2) e visto che lo fanno Stephen King e compagnia bella un autore magari ancora insicuro tende a dare per scontato che fare così sia una buona idea, ritrovandosi con un libro scopiazzato, oltre che scritto male.

La verità è che a me non piace affatto... e quando lo facevo all'inizio della carriera (devo sempre fare una battuta quando parlo di carriera letteraria?) la triste e cruda verità era che semplicemente non sapevo nemmeno io dove mettere le mani. Con Mozart di Atlantide è stata una scelta voluta per davvero fin dall'inizio, ma se una scelta letteraria fatica a discostarsi dall'errore di un emergente, chi volete che ne rimanga favorevolmente impressionato?

- Il punto di vista 2, la vendetta: uguale a sopra, solo che questo salto tra un personaggio e l'altro avviene in corso d'opera, all'interno dello stesso capitolo senza separazione di spazi, paragrafi, lineette e asterischi vari.

ESEMPIO:

Gino guardò il suo nemico all'interno delle pupille dei bulbi oculari degli occhi.
«Ho paura» pensò. «Ma non devo farglielo notare, perché sennò poi mi riempie di legnate col suo mazzone laser».
Il nemico di Gino guardo Gino a sua volta negli occhi di lui a cui questi appartenevano (ok, questo testo ha più di qualche problema, ma è un autore emergente non scordatelo).
«Non sarà mica paura quella che leggo nei suoi occhi?» pensò. «Perché se è così accendo la mazza laser e gliela sfracello nella zona tra la base della schiena e le gambe dimodoché poi avrà difficoltà a sedersi».

«Sta riconoscendo la mia paura?» si domandò il nemico del nemico di Gino, accostando la zona del suo corpo compresa tra le gambe e la schiena al muro di recinzione dell'esterno dell'astronave della flotta dei terrestri dell'armata dello spazio, così da apporre una protezione tra la zona stessa e lo stesso suo nemico.

E così via per 3-400 pagine... non vedo l'ora di leggere il seguito, e voi?

Come vedete, è impossibile identificarsi nell'uno o nell'altro personaggio, e la storia viene un po' moscia. Qualcuno vi dirà che questo è addirittura un errore (anche se non lo è), ma in ogni caso non mi pare proprio il miglior modo di presentare una storia... ma gli aspiranti scrittori questo non lo sanno ^^.

A breve (più o meno) il punto due, in cui mi sono già scordato di cosa parlo per cui non chiedetemelo.

Simone