Quanto costa fare lo scrittore?

Spinto dai commenti a un post precedente, ecco più o meno quello che ho speso nell'ultimo anno per provare a diventare uno scrittore famoso (e senza ovviamente combinare un cazzo ^^).

- Sito internet e sua manutenzione: 50 euro per lo spazio, 20 euro per il forum (adesso chiuso).

Email a pagamento per difendermi dall'infinita mole di spam generata dal blog: 20 euro.

- Gestione blog: infinite ore, ma è gratis. Le immagini del blog le faccio con una digitale da 300 euro, ma diciamo che l'avrei comprata lo stesso.

- Corso di scrittura: 300 euro circa, + 100 euro per la benzina. Almeno si mangiava bene ^^

- Fiera della piccola e media editoria: sono entrato gratis o a prezzo ridottissimo (non ricordo) spacciandomi per scrittore. Poi tra benzina e copie varie dei miei lavori da dare in giro in 3 giorni avrò speso un 100 euro.

- Bozze dei miei manoscritti: direi una decina di stampe che arrotondo sugli 80 euro.

- Quota per il premio Fantascienza.com: 20 euro.

- Stampe e spedizioni per il premio Urania: 50 euro (2 copie stampate e spedite per raccomandata).

- Libri autoprodotti con Lulu.com: una ventina per una media di 8 euro: 160 euro. Però vuoi mettere che bella figura con gli amici? ^^

- Testi dedicati alla scrittura o attinenti al mio interesse per la scrittura: ne ho comprati credo 6-7 per un totale di 50 euro. E facevano tutti cagare! ^^

- Soldi buttati per seguire le presentazioni dei miei amici scrittori e acquistare i loro libri solo per arruffianarmeli (nessuno di voi legge il blog, vero? ^^): un 80 euro, però alle presentazioni si mangia e beve gratis.

- Libri autoprodotti secoli fa e regalati ad amici, parenti e conoscenti per spararmi le pose (con tanto di tavolino per presentazione e firma con dedica personalizzata): 100 euro.

- Romanzi con gatti e animali vari che ho comprato per documentarmi (ok, per copiare gli autori più bravi di me): 30 euro.

- Consulenza veterinaria per il gatto che cadde dal Sole: niente a parte benzina, telefonate e 2 copie omaggio. Però poi il veterinario s'è sposato e m'è toccato fargli il regalo: 100 euro.

- Libri che non mi sarei mai e poi mai comprato ma che ho dovuto comprare perché ci si aspetta che un aspirante scrittore li legga: direi sui 50 euro.

- Moleskine per darmi l'aria da grande scrittore in cui disegnare fallotopie e donne tettone: successivamente perso e ri-acquistato, 20 euro.

Mi pare che basti, anche se avrò scordato di sicuro qualcosa. Viene fuori un gran totale di:

1330 euro.

E la Peppa, non pensavo proprio di aver speso così tanto! E pensa che mazzata se avevo pure pubblicato qualcosa... ^^

Simone

Gli scrittori che mi fanno incazzare! E anche qualche lettore, a dirla tutta.


Sono quelli per cui senza il codice ISBN non è un libro.

Sono quelli che se stampi un romanzo e hai la partita IVA sei un editore a cui dare ascolto, mentre se stampi un romanzo ma non hai la partita IVA sei un coglione.

Sono quelli che come un comico dice qualsiasi cosa che abbia anche lontanamente a che vedere con la politica devono farlo assolutamente sapere anche a me.

Sono quelli che ti rompono il cazzo fino alla morte per farti comprare il loro libro, ma poi del tuo non gliene frega niente.

Sono quelli che non fanno le orecchie ai libri, che se no poi la libreria sta tutta in disordine.

Sono quelli che i libri che hanno letto non li prestano e non li regalano a nessuno, che ci sono affezionati.

Sono quelli che si sentiranno scrittori dopo aver pubblicato.

Sono quelli che guai a non leggere tutti i classici o a non rivedersi due volte ogni film, e poi non sanno chi siano Salgado e Cartier Bresson.

Sono quelli che i libri di un certo tipo non li leggono per principio.

Sono quelli che ti fanno leggere la poesia che hanno appena scritto, e se non ti piace è colpa tua.

Sono quelli che si può scrivere solo in perfetto Italiano con al limite qualche frase in dialetto (rigorosamente evidenziata in corsivo, che se no non sta bene). Perché le idee nascono solo dalle persone colte.

Sono quelli che il giorno che gli girano le scatole devo a tutti i costi prendersela con qualcuno. E vabbe', se non altro adesso mi sento meglio ^^.

Simone

Che brutta notizia...

Avevo parlato di Antonio Gaddari qualche mese fa. Che peccato...

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Disabile-voleva-essere-famoso-e-prima-di-morire-c-e-riuscito/1822747/6

Simone

Il vero grande scrittore. Secondo me.

Proviamo a mischiare le carte in tavola: quante volte siete rimasti sdegnati nel vedere un film dalla trama pessima (che però dai trailer pareva chissà cosa), o durante la lettura di un libro di cui si parla ovunque ma che si rivela essere una gran cagata? Io direi che questa è diventata più la regola che l'eccezione al punto che - specie quando vado al cinema - la sorpresa è in realtà trovarmi di fronte a qualcosa che non faccia semplicemente schifo.

Siamo insomma invasi da prodotti di bassa qualità che ci vengono propinati come lavori di alto livello, se non addirittura vere e proprie opere d'arte. E un'opinione piuttosto diffusa su questo fatto è che produttori, scrittori, cantanti ed editori provino a rifilare spazzatura e porcherie varie ai propri acquirenti perché - semplicemente - non sono in grado di produrre materiale di qualità.

Ma su questo ragionamento io non sono daccordo.

Prima di tutto, qualcuno che gestisce una società che fattura milioni e milioni di euro (se non addirittura centinaia di milioni di euro) non può essere talmente idiota da non saper distinguere una cosa bella da una porcata. Anche volendo ammettere lo stereotipo del ricco stupido e cattivo (passi che sia cattivo, ma come è diventato ricco se era tanto stupido?) se butto 10 miliardi di una qualunque valuta per produrre e pubblicizzare un prodotto commerciale, TANTO VALE che aggiunga qualche migliaio di euro per assumere uno scrittore per lo meno decente, no?

La verità è che un editore pubblica semplicemente i libri che spera di vendere, e quello che si vende è semplicemente ciò che la gente compra. Ergo (come vedete da queste parti il livello è estremamente elevato ^^) in giro è pieno di spazzatura perché - evidentemente - è quello che noi stessi preferiamo acquistare.

Una volta ho discusso con una mia amica americana proprio su questo argomento. Col mio fare un po' da stronzo gli ho detto: ma perché qui in Italia arrivano tutti questi film americani di merda? Con una nonchalance che mi ha spiazzato, lei mi ha semplicemente risposto: perché si vede che voi ve li guardate. E io non ho detto più niente.

Insomma è uno scenario un po' deprimente, vero? Per avere successo come scrittori bisogna per forza scrivere robaccia commerciale di basso livello, oppure fare gli intellettuali incompresi e rassegnarci a rimanere più o meno sconosciuti per il resto della vita. Verrebbe quasi voglia di lasciar stare con la scrittura e impegnarsi in qualcosa di più gratificante, siete daccordo anche voi?

Eppure (stavo mischiando le carte in tavola, no?) le cose non stanno nemmeno così. O meglio, non proprio: tra l'essere dei falliti e l'essere dei cattivi scrittori, esiste anche una terza opzione. Potreste essere degli autori talmente bravi da riuscire a scrivere qualcosa di bello e che allo stesso tempo ottenga un buon successo di pubblico.

E questo è molto più difficile che produrre semplicemente un testo o un film che vende solo in base a qualche thrend di mercato. Così difficile che autori in grado di realizzare qualcosa del genere ne nascono una manciata una generazione sì e una invece no. Ma sono questi i veri grandi scrittori: Dostojevsky, Pirandello e compagnia bella, e i loro libri sono i cosiddetti capolavori della letteratura. Quelli che vendono tanto e che stranamente sono anche belli.

Un gruppetto di persone molto chiuso e soprattotto molto ridotto. Ma se vi siete messi in testa di scrivere un romanzo anche voi, ci sono ottime possibilità che - anche inconsciamente - nutriate la speranza di entrare a farne parte. Purtroppo è quasi scontato che le cose non andranno a questo modo. Sulla base di semplici considerazioni statistiche, magari tutti noi pubblicheremo qualcosa e vendicchieremo pure, ma alla fine della fiera presto o tardi i nostri romanzetti mediocri verranno sostituiti da altri romanzetti mediocri scritti dai futuri autori emergenti.

Eppure, chi lo sa? Potrebbe anche essere. Di certo sarà la vita stessa a giudicare quanto vale ciò che ci accingiamo a scrivere, e non il giudizio di qualche scemo incontrato per strada o su Internet o - peggio che mai - di qualche editore rincoglionito ancora convinto che stampare libri sia un buon modo per far soldi.

L'unico modo per scoprire quanto valiamo davvero è metterci al lavoro e tirare giù il nostro romanzo: se le cose devono accadere tutto il resto verrà da sé, mentre se proprio non vanno allor amen. Se non altro ci abbiamo provato.


Simone

A mia parziale discolpa...

Come promesso, ho riscritto da capo la presentazione del libro del blog e la ri-posto qui per sapere cosa ne pensate.

Personalmente trovo che sia migliore della prima, anche se diventa un po' macchinosa sul finale. Però direi che inizia ad essere quasi accettabile, no?

Introduzione: a mia parziale discolpa...

...l'idea di scrivere un libro dedicato alla scrittura non mi era mai neanche passata per la testa.

Io volevo solo fare lo scrittore di romanzi (e lo vorrei ancora, credo) e lì per lì quella di aprire un blog in cui parlare delle mie esperienze come autore emergente m'era parsa un'ottima idea. Un modo come un altro per pubblicizzare i miei ebook, farmi conoscere come autore e magari sfogarmi un po' quando l'ennesimo editore mi avrebbe liquidato con le classiche risposte di circostanza che si danno agli esordienti (la smetta d'importunarmi o la denuncio, per dirne una ^^).

Il fatto è che - specie per un autore alle prime armi - raramente le cose vanno secondo i nostri progetti, e lo scrittore emergente (questo il titolo che ho dato al blog) ha preso a crescere e a vivere di vita propria fino ad arrivare al punto che del resto mi ero aspettato fin dall'inizio: i miei ebook e i miei romanzi continua a non filarseli nessuno, e io mi trovo qui a presentare una raccolta di articoli selezionati tra i tanti che ho pubblicato su Internet.

Tanto per dare la parvenza di averci lavorato un po' sopra, li ho sistemati in maniera tale da formare una specie di manuale di scrittura diverso dal solito. Dico diverso perché, a differenza di tutti i libri del genere che mi è capitato di leggere (e vi assicuro che non sono pochi) non starò qui a dirvi banalita del tipo che il vostro libro dovrà essere scritto in corretto italiano (ma va?), a vantarmi dell'enorme successo che ho avuto nel mondo dell'editoria (visto che non ne ho avuto alcuno ^^) o a dirvi che scrivere è talmente difficile che a insegnarvelo non ci proverò nemmeno e il libro sarà interamente incentrato sulle mie vicissitudini personali.

Nelle pagine che seguono troverete quello che credo di avere imparato su come si scrive un romanzo e soprattutto su cosa dovete aspettarvi se volete lavorare nell'editoria (che non è la stessa cosa che fare lo scrittore). E tutto dal punto di vista di qualcuno che - con tutta probabilità - di romanzi ed editoria non ci ha ancora capito niente.

A mia parziale discolpa resta il fatto che non ero partito con l'idea di mettere su carta un testo del genere: io volevo solo scrivere romanzi, mentre insegnare agli altri come fare altrettanto (col rischio che finiscano per rubarmi il mestiere) è una velleità che di certo non mi appartiene. Insomma questo libro è un incidente di percorso, un errore involontario. Io non l'ho fatto apposta a scriverlo, e che voi decidiate di leggerlo (difficile dopo un'introduzione del genere ^^) rimanendone potenzialmente influenzati in maniera negativa non è certo affar mio.

Certo è che se trovassi un editore disposto a pubblicarmelo sarei comunque più che felice: in questo modo potrei raccontare a tutti di aver scritto un trattato sulla letteratura di grande successo (nel senso che è stato pubblicato), realizzando così il mio sogno di atteggiarmi ad artista intellettuale.

Che la cosa non fosse in realtà voluta (così come il pessimo livello dei contenuti) è solo un dettaglio, per cui questo potrò anche non dirlo a nessuno ^^.

Simone

Quanto ci vuole a scrivere un romanzo?

Tanto per cambiare, vi ho appena posto una domanda di cui neanch'io conosco la risposta.

Che ne so io di quanto ci mette uno scrittore medio a realizzare un romanzo? Io conosco solo i miei libri e quelli scritti da qualche mio amico emergente (che però non mi ha mai detto quanto ci ha messo a scriverli), per cui la mia esperienza è piuttosto limitata.

Di certo non deve esserci una regola: ci sono autori lenti e autori veloci, gente che in tre mesi ti tira fuori un mattone di 600 pagine (almeno a vedere la produzione di certi scrittori famosi) e altri che per buttare giù un librettino ino ino ci mettono una vita.

Come sempre, vi erudirò sulla mia esperienza personale confessando pubblicamente quanto ho impiegato a realizzare i miei lavori, e poi di queste informazioni fatene pure quello che volete.

Partiamo dagli inizi, arrivando a mano a mano fino ai lavori più recenti:

Il Cubo (1992 o giù di lì): si tratta di un racconto di poche pagine, che ho scritto nel corso di una sera per poi riscrivere nell'arco di una seconda nottata. Direi una decina di ore in totale, e con questo ho vinto anche un piccolo premio (il mio maggiore successo editoriale ^^). Insomma niente male, no?

La Catena (1995 circa): anche qui poche pagine, e anche qui avrò impiegato un paio di giorni con la sola differenza che con questo non ho vinto un cazzo (anche se è stato pubblicato in una raccolta dell'assoziazione Soqquadro). Bello scrivere solo raccontini, eh?

La sindrome di Reinegarth (1997-98, credo): qui siamo sulle 80 pagine, e a scriverlo ci ho messo un'estate. Poi l'ho riveduto e corretto in seguito, per un totale di 4-5 mesi di lavoro. Qualcuno si chiederà: perché a scrivere 5 pagine ci vuole mezza giornata, e a scriverne 80 ci vogliono 3 mesi (invece di 15 giorni)? E io che ne so?

Codice Aggiunto (1998-1999): il mio romanzo perduto che ho pubblicato con contributo anni fa (con il successo che potete immaginare ^^) e che prima o poi ritirerò fuori. Qui siamo sulle 160 pagine, e avendolo scritto durante la preparazione della mia tesi di laurea dovrei averci impiegato un sei mesi (anche se non l'ho ancora riveduto come si deve). Tra l'altro, la tesi non è andata meglio del libro ^^.

Mozart di Atlantide (1999-2006): il libro che ha quasi decretato la fine della mia carriera di scrittore (purtroppo non è stato così). Siamo sulle 300 pagine, l'ho iniziato subito dopo Codice Aggiunto ma poi mi sono impantanato e per anni è rimasto lì a metà. Il periodo in cui ci ho lavorato effettivamente è stato di un paio d'anni, credo.

Il gatto che cadde dal Sole (2006-2007): arriviamo ai giorni nostri con il famoso libro dei gatti (famoso per chi segue il blog). 160 pagine, se non contiamo qualche mese in cui mi ero bloccato mi è costato un annetto di lavoro compresa una revisione molto accurata (spero).

Il libro del blog (2007): il blog è aperto da un anno ma non è che ci ho infilato dentro tutto quello che ho postato o che fossi partito con l'idea di farci un libro. Un paio di mesi per sistemare il tutto e riempire i buchi comunque ce li ho messi, e speriamo ne sia valsa la pena ^^.

Primo Mazzini e la stanza fuori dal tempo (2007-bo?!): quant'è che ne parlo, un paio di mesi? Al momento ho scritto solo qualche pagina di prova, per cui si potrebbe dire che non è nemmeno iniziato. In questo caso sto aspettando di chiarimi le idee come si deve prima di iniziare, per cui spero che la stesura vera e propria sarà piuttosto rapida... se mai deciderò di scriverlo davvero, ovvio ^^.

Simone

I personaggi di Primo Mazzini

Primo Mazzini: si appassiona febbrilmente a qualunque cosa attiri la sua attenzione, per poi disinteressarsene dopo breve tempo. Per questo motivo ha frequentato un numero innumerevole di facoltà (senza mai laurearsi in nessuna) parla male una ventina di lingue o giù di lì e conosce quasi ogni libro al mondo (anche se raramente ne ha letto il finale).

Primo è inoltre convinto di essere morto nell'incidente che è costato la vita alla moglie e alla figlia, e per questo fa cose stupide tipo immergersi nel Nulla Assoluto senza particolari protezioni. Tanto lui è già morto, che gliene frega se è pericoloso?

Arturo Verne: l'ingegnere della compagnia, è in grado di risolvere qualunque problema con scotch e fil di ferro (i fondi della Soluzioni Tecniche Mazzini sono piuttosto limitati). Potrebbe avere uno switch con cui alterare uno dei suoi geni diventando uomo o donna.

Agata Verne: la controparte femminile di Arturo. Non ho ancora deciso se lo switch xy esisterà o se lo avrà questo personaggio (vedete il dottore sotto), e ancora non so bene cosa fargli fare.

Devon Rex: laureato e dottorato in fisica e cose del genere, ha vinto un concorso per entrare in un laboratorio di ricerca ritrovandosi alla STM. Per questo motivo nessun altro laboratorio vorrà mai più assumerlo e la sua carriera è praticamente finita. Odia profondamente Mazzini e tutto il suo gruppo di ricerca, che giudica una massa d'incapaci incompetenti.

3v3: il computer che dovrebbe adattarsi all'utente ma che non funziona inizierà a "pensare" in seguito a una determinata svolta narrativa. Di volta in volta gli verranno inseriti nuovi software e pezzi hardware (ricordandovi che la STM non ha una lira da investire) formando una specie di robot sgangherato che se attacca un componente ne deve scollegare un altro perché non gli basta l'alimentazione.

Il dottore (nome ancora da definire): un medico alcolizzato, puttaniere e pieno di debiti fino al collo. È il tipo che si presenta ubriaco a lavoro ma poi si prende qualche medicina strana (inventata da lui!) per tornare sobrio. Potrebe essere lui quello che si trasforma in bella gnoccona bevendo qualche strana pozione da lui inventata (alla Dr. Jeckill e Mr Hide).

Personaggio femminile: la persona che rappresenta gli altri proprietari della STM (il 51% è di Mazzini, il 49% non lo so ancora). Ogni volta che ci sono dei conti da fare arriva lei e riduce le spese a un decimo. Tra l'altro è appassionata di astrologia e occulto al punto da obbligare Mazzini ad eseguire test scientifici su qualche amuleto inventato da lei.

Apparentemente ci sono poche donne, ma se andate a contare Agata, la moglie e la figlia di Mazzini e che 3v3 potrebbe essere un robot femmina mi sembra che invece siano i maschi a trovarsi in minoranza. Poi vedremo alla fine che ne viene fuori ^^

Simone

Ancora un romanzo di un amico del blog!

Inizio a domandarmi quale sia il motivo per cui quasi tutti quelli che passano da queste parti finiscono per pubblicare un romanzo, mentre io invece no.

Di certo se si iniziasse a spargere la voce di questa storia i vari emergenti in cerca di editore potrebbero iniziare a venire regolarmente da queste parti nella speranza che la cosa funzioni anche per loro, aumentando così di un bel po' i miei accessi. E io come autore inizierei già a sentirmi realizzato ^^

Comunque sia, il romanzo in questione è un thriller che s'intitola 31 Ottobre, scritto dal carissimo Glauco Silvestri che molti di quelli che seguono il blog conosceranno con lo pseudonimo di Glutchov.

Inutile dire che sono felicissimo dell'uscita di questo libro, che prima o poi spero addirittura di leggerlo ma che intanto vi presento qui sotto con le parole dell'autore:

31 Ottobre - Vertigo (Il Filo Editrice)
Di Glauco Silvestri.


Misteriosi omicidi a Bologna: una ragazza, sui trent’anni, uccisa in piena notte mentre tornava a casa; un ragazzo morto in seguito a uno strano incidente con un autobus; infine un’altra ragazza, ammazzata davanti a casa, mentre aspettava il suo ragazzo. Ciò che di orribile hanno queste morti è che l’assassino ha aperto alle vittime il ventre dal petto all’inguine e si è divertito a estrarne le viscere. Di fronte agli occhi degli investigatori, un tenente dei Carabinieri e un’affascinante
sottotenente della Scientifica, si mostrano scenari devastanti, che hanno tutti qualcosa in comune: la parete più vicina è annerita da fiamme e sembra ritrarre il delitto nel suo momento più cruento. Oltre a questo una presenza inquietante: vicino alle vittime viene sempre trovato un miagolante gatto, completamente nero, se non fosse per le chiazze rossastre del sangue, che gioca con gli organi di quelle.
Proprio il felino sembra essere l’unico possibile collegamento tra i tre casi. Tutto accade alla vigilia della notte di Halloween. E forse proprio qui si nasconde il segreto di questi efferati omicidi che sconvolgono la pace della, mai come ora, misteriosa Bologna.


Il blog di 31 Ottobre

La situazione ad Ottobre 2007.

Per chi potrebbe eventualmente essere interessato, il solito riepilogo sulla mia situazione di emergente. Ci sono un po' di novità anche positive:

- Sto partecipando al premio Urania con Mozart di Atlantide. Per sapere che ho perso toccherà aspettare 1 anno circa, ma poi potrò rimettere l'ebook online, magari in fondo al blog ^^

- Il gatto che cadde dal Sole (il famoso libro dei gatti) è sempre in visione (da circa 3 mesi) presso un po' di editori. Le prime risposte le aspetto intorno a Natale o giù di lì, purtroppo i tempi sono questi. Mi dispiace solo che chi segue il blog non possa ancora leggerlo, per cui magari prima o poi metto online un capitolo. Comunque in questo momento nessuna risposta è una buona risposta (perché nessuno mi ha scartato al volo né chiesto dei soldi), per cui incrociamo le dita ^^

- Il libro del blog è finito finito. Mi sembra un libretto divertente e a tratti anche utile, per cui ho deciso di provare a farlo pubblicare.

Ho già stilato una lista di editori papabili, e l'ho inviato a 5 case editrici. Inoltre (ecco la novità positiva che avevo anticipato) ne ho parlato a un editor che conosco che lavora per una casa editrice che conosco che pubblica libri sulla scrittura (qualcuno avrà capito di chi parlo) e insomma questo che pubblica libri sulla scrittura lo vuole addirittura leggere. Gliel'ho spedito via email (per cui vale come sesto invio) ma sinceramente non ho capito se gli è arrivato oppure no anche perché il primo invio m'è tornato indietro dicendo che la casella era piena. Sarà un altro sistema per rifiutare i manoscritti? ^^

- Primo Mazzini è sempre in fase preparatoria (ho già pronto un post sui personaggi che sono quasi definitivi). Finito e spedito il libro del blog credo che potrò dedicarmici più a fondo.

- Se vedete ho aggiunto uno spazietto a destra in cui inserire le cavolate che mi vengono in mente di tanto in tanto ma che sono troppo brevi per farci un intero post. Fa molto autore intellettuale, non trovate? ^^

- A breve dovrebbe uscire una mia intervista su questo sito http://www.graphe.it/GM
E sempre a breve dovrebbe uscire una sorta di gioco/intervista su di me su Nuova Enigmistica Tascabile (sarà contento mio papà che fa sempre le parole crociate ^^) Non è la prima volta che mi intervistano (vero Dacty? ^^), ma quando me lo chiedono io penso sempre che ci sia uno sbaglio ^^

E per il momento mi pare che sia tutto. Ciao!

Simone

Perché gli ebook sono meglio dei libri veri.

Ok, forse ho esagerato un po': il libro di carta è meglio di quello elettronico semplicemente perché è più comodo da leggere, non ha bisogno di alimentazione e potete portarvelo facilmente dove vi pare (senza aggiungere battutacce scontate). Esistono però anche tanti motivi per cui l'editoria multimediale può essere preferibile a quella classica, e dopo averci riflettuto un po' sopra vi elenco quelli che mi sembrano i più importanti.

Portabilità: in una valigia o in uno zainetto potete infilare quattro, cinque, anche sei libri di carta, dopo di che il carico inizierà a farsi sentire. In un palmare con qualche Giga di RAM ci stanno un migliaio di testi elettronici, e il peso è quello della manciata di elettroni che li compone.

Reperibilità: trovare un ebook su Internet è piuttosto semplice. La difficoltà di trovare un libro in una qualsiasi libreria può invece variare dall'altrettanto semplice (come i libri famosi di grossi editori) all'assolutamente impossibile (tipico dei libri degli emergenti).

Prezzo: se v'interessa un ebook, spesso lo trovate gratuitamente o per pochi euro. In tutta la mia vita mi è capitato di trovare un libro gratis una sola e unica volta (era un Don Chisciotte in spagnolo, tra l'altro ^^), mentre i libri appena usciti costano tranquillamente oltre i 15 euro.

Rubabilità: se proprio non vi va di spenderci i soldi, a scaricarsi un ebook ci vuole poco e che qualcuno vi denunci è alquanto improbabile. Rubare un libro in libreria è molto più complicato (hanno quei maledetti affari all'ingresso che suonano e poi tocca correre), e se vi beccano passate i veri guai. NOTA DEL MIO AVVOCATO: scaricare materiale coperto da copyright è reato e non dovete farlo, così come è reato portarsi a casa un libro senza pagarlo. Credo che il termine giuridico corretto sia furto.

Comodità: se state consultando un manuale elettronico, trovare quello che v'interessa richiederà giusto il tempo di avviare una ricerca. Personalmente, invece, per trovare una cosa sul prontuario dell'Ingegnere (rigorosamente formato da 4 volumi di cui uno solo per l'indice) ci metto anche mezz'ora.

Imboscabilità: a inguattare un ebook che non volete si sappia che state leggendo ci vuole poco (ma che roba vi scaricate?). Far sparire un libro è molto più complicato. E aggiungerei che se siete su Internet e vi mettete a cercare pornografia sotto forma di ebook avete qualche rotella fuori posto.

Distribuibilità: a mettere il vostro ebook su un sito e a spammare il link da tutte le parti ci vuole poco, e magari finisce che qualcuno se lo scarica pure. Rendere reperibile un libro senza un buon editore, i giusti contatti e soprattutto un distributore come si deve è tutto un altro paio di maniche, e poi c'è il rischio che nessuno se lo compri lo stesso.

Presenza dei miei libri: i miei primi lavori li trovate solo in formato digitale, mentre se proprio volete leggere qualcosa su carta dovrete ricorrere al print on demand o - al limite - stamparvi qualcosa per conto vostro. E se non è un vantaggio schiacciante questo! ^^

Simone