I tempi di attesa dell'editoria.

Una qualità indispensabile per fare lo scrittore, ma che forse ben pochi immaginano, è la pazienza.

Chi non ha mai provato a lavorare (se così si può dire) in questo settore, non ha idea dei tempi biblici che intercorrono tra l'invio di un testo a una casa editrice e la sua effettiva pubblicazione. Un emergente alle prime armi, potrebbe trovarsi spiazzato dalla realtà dei fatti, al punto di scoraggiarsi e (buon per lui) scegliere di seguire altri interessi .

Esempio 1: e-mail che ho ricevuto (per davvero) da un signore interessato a valutare un mio romanzo.

Sono XXX XXX della XXX XXX edizioni (che coincidenza, si chiama come la casa editrice!) La prego di inviarmi copia del suo romanzo La Sindrome di Reinegarth. Se non ha mie notizie, la prego di ricontattarmi dopo Natale(da notare che siamo in Estate, e mi ha cercato lui!)

Esempio 2: siamo alla fiera del Libro, e io mi presento allo stand di un editore noto per pubblicare pessimi libri di grande successo (sembra fatto apposta per me, no?)

Io: Posso lasciarle una copia dei miei lavori?

Tizia della casa editrice: No. Deve per forza spedirli in redazione, e aspettare dieci mesi per la valutazione.

Io (citando un caposaldo della mia formazione letteraria): DOH!

I tempi medi per avere una risposta (negativa o positiva) da un editore, si aggirano attorno ai sei - otto mesi, con punte di dieci mesi o un anno per le case editrici più grandi (che probabilmente sono maggiormente oggetto di invii non richiesti dagli emergenti). Un editore che risponde nel giro di uno o due mesi, quasi sicuramente vi offrirà un contratto in cui siete voi a pagare lui, e (caso strano) generalmente vi dirà anche che il vostro testo gli è piaciuto tantissimo.

Come se non bastasse, non è che passato un anno poi gli editori non a pagamento il libro lo pubblicano! Nella maggior parte dei casi, riceverete la classica lettera prestampata che vi sfancula in maniera diplomatica, per cui vi ritrovate da capo a dodici con tra le mani un testo che, oltre a essere brutto, diventa di giorno in giorno anche meno attuale.

Nel caso invece che sia andata bene, e che decidano di darvi in pasto alle stampe, pensate che la cosa avvenga in quattro e quattr'otto? Non che mi sia mai trovato nella felice posizione di dover attendere che un mio libro esca dalla tipografia (a parte qualche produzione giovanile su cui al momento preferisco sorvolare). Immagino però che una qualunque casa editrice che si rispetti, avrà già un certo numero di testi da pubblicare prima del vostro. Se non arrivavate voi, non è che rimanevano senza roba da stampare e chiudevano, no? Questo significa che non se ne parlerà prima di un anno o due e anzi (tanto per incoraggiarvi un altro po') ho sentito di chi ha firmato contratti per libri che poi si sono impantanati per strada, e adesso non si sa più se e quando saranno effettivamente stampati.


Più avanti, qualche consiglio su cosa fare durante l'attesa, e come risparmiare un po' di tempo.

Simone